• Chi siamo
  • Redazione
  • Collabora con noi
  • Pubblicità
  • Contatti
MENSILE DI POLITICA ECONOMIA CULTURA SPORT E COSTUME DELLE PROVINCE DI RIMINI E PESARO - TEL. 0541-611070
giovedì, Febbraio 5, 2026
27 °c
Rimini
27 ° Mar
27 ° Mer
  • Login
 
La Piazza | Notizie, Politica, Economia, Cultura e Società dalla Provincia di Rimini e Pesaro-Urbino
 
  • Politica
  • Economia
  • Ambiente
  • Cultura
  • Sport
  • Turismo
  • Eventi
  • Rubriche
    • CRONACA
    • DALLA NOSTRA TERRA
    • LA BUONA TAVOLA
    • L’OPINIONE
    • L’ALTRA PAGINA
    • VARIE
    • SPIEGA L’ESPERTO
  • Inchieste
No Result
View All Result
  • Politica
  • Economia
  • Ambiente
  • Cultura
  • Sport
  • Turismo
  • Eventi
  • Rubriche
    • CRONACA
    • DALLA NOSTRA TERRA
    • LA BUONA TAVOLA
    • L’OPINIONE
    • L’ALTRA PAGINA
    • VARIE
    • SPIEGA L’ESPERTO
  • Inchieste
No Result
View All Result
La Piazza | Notizie, Politica, Economia, Cultura e Società dalla Provincia di Rimini e Pesaro-Urbino
Home In primo piano

Pantani è stato ucciso? La Procura di Rimini riapre l’inchiesta

Redazione di Redazione
28 Ottobre 2014
in In primo piano, Rimini, Sport
Tempo di lettura : 3 minuti necessari
A A

di BERNADETTA RANIERI

Nei giorni scorsi l’immagine dell’incoronazione di Vincenzo Nibali campione del Tour de France ha riportato alla memoria il trionfo di Marco Pantani sui Pirenei avvenuto sedici anni prima. Due campioni accomunati dalla stessa maglia gialla. Un colore, il giallo, che fino a qualche giorno fa sembrava dovesse continuare a dominare anche dopo la morte del ciclista avvenuta il 14 febbraio 2004 all’interno del residence Le Rose di Rimini. La notizia nuda e cruda è la seguente. La Procura di Rimini ha riaperto le indagini sulla morte del ciclista Marco Pantani con l’ipotesi di omicidio volontario. Una tesi che la famiglia del Pirata ha sempre sostenuto unitamente all’ipotesi che il campione non fosse da solo in stanza.

pantaniColpo di scena che arriva quando il Procuratore di Rimini Paolo Giovagnoli lo annuncia con l’ipotesi investigativa non più di “morte come conseguenza accidentale di overdose”, ma bensì di “omicidio volontario a carico di ignoti”. Quello che per anni è stato considerato il grido di dolore di una mamma, oggi è un elemento concreto su cui indagare. “Sono certa che mio figlio sia stato ucciso” ha sempre ripetuto Tonina Belletti-Pantani. Se il caso è stato riaperto è sicuramente grazie alla tenacia di mamma Tonina affiancata dall’avvocato di famiglia Antonio De Rensis e grazie anche alla perizia medico-legale eseguita dal professor Francesco Maria Avato che ha evidenziato come “le ferite sul corpo di Marco Pantani non sono auto procurate, ma opera di terzi”, che ci sono “evidenti segni di trascinamento del cadavere”, e che c’è stata una “probabile ingestione della cocaina da una bottiglia di acqua” ritrovata sulla scena e “mai repertata”.

La nuova inchiesta è stata affidata al pm Elisa Milocco, giunta da poco alla Procura romagnola, che inizierà gli accertamenti a settembre per confermare i dati presenti nella relazione medica e per rispondere ad altre domande: chi e perché ha ucciso Pantani, e chi e perché ha coperto l’assassino? Secondo l’avvocato De Rensis tante sono le lacune presenti nella prima indagine condotta sempre a Rimini e che si concluse a tempo di record (in 55 giorni) con il patteggiamento di Fabio Miradossa e di Ciro Veneruso, che avevano ammesso di aver fornito, cinque giorni prima, 20 grammi di cocaina al Pirata. Gli elementi che non convincono sono tanti. Prima tra tutti, la mancanza di rilevazione delle impronte digitali nella stanza dove Pantani è morto. Poi, sembra inverosimile che la stanza sia stata messa a soqquadro per mano del campione. Infine, le telefonate intercorse a muro battente tra le 13 e le 20 del 14 febbraio 2004, quando Pantani era già morto, ma non lo si sapeva ancora perché il corpo non era ancora stato scoperto.

Ma ripercorriamo le tappe salienti di questo cold case che vede protagonista un campione del ciclismo e la riviera romagnola. Marco Pantani arriva a Rimini da Milano la sera del 10 febbraio. E’ solo e non ha valigie con sé. Solo una busta di plastica e un borsello con i soldi. Non trovando a casa i suoi spacciatori si rifugia presso il Residence Le Rose, proprio sul lungomare. Esce una sola volta da lì e la mattina del 14 febbraio contatta per due volte la portineria del residence chiedendo di intervenire per rumori e persone che lo infastidiscono. La receptionist sale al piano ma non sente nulla e avverte il ciclista che insiste nel chiamare i carabinieri. Al cambio turno, l’addetta alla portineria avverte il collega di quanto accaduto nella mattinata e gli raccomanda di verificare ogni tanto che sia tutto a posto. L’uomo prova a telefonare diverse volte nella stanza di Pantani, sale e bussa ripetutamente fino alle 20,45 quando, autorizzato dal proprietario del residence, entra nell’appartamento. Pantani è riverso a terra, ormai esanime.

Il medico legale fissa l’ora della morte alle 11. Da quel momento parte un giro vorticoso di telefonate da parte degli spacciatori di Pantani. La stanza è caratterizzata da un disordine irreale. Viene ritrovato del cibo cinese che Marco non ha mai ordinato. Vengono rinvenuti due giubbotti che il campione non aveva con sé al momento dell’arrivo al residence Le Rose di Rimini. Stando alla perizia, il quantitativo abnorme di cocaina presente nel suo corpo è spiegabile soltanto con l’ipotesi che il Pirata sia stato costretto ad assumere cocaina in forma diluita. Marco non era solo in stanza. E’ questa la convinzione dei genitori e dell’avvocato della famiglia Pantani. Come per tutti gli altri appartamenti del residence, anche la stanza D5 era facilmente raggiungibile attraverso il garage. Le difficoltà a dimostrare questo passaggio interno sono dovute al fatto che non c’era alcuna telecamera di controllo e, soprattutto, che la struttura è stata demolita. Pantani non voleva suicidarsi. Su questo aspetto la mamma del ciclista è sempre stata irremovibile. “I problemi di dipendenza di Marco erano noti, ma il campione non aveva mai manifestato la volontà di suicidarsi”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Tags: drogaindaginimarco pantaniomicidiopaolo giovagnoliprocurariminisuicidio
Articolo precedente

Processo a Pellegrino Artusi, il primo “foodblogger” della cucina italiana

Articolo seguente

In alto i calici, a Verucchio “Calici di Stelle”

Redazione

Redazione

REDAZIONE LA PIAZZA

Articoli Collegati

Andrea Gnassi, sindaco di Rimini
Economia

Rimini. Gnassi, interrogazione ai ministri Salvini e Urso sul caso dell’Officina Manutenzione Ciclica Locomotive. Il futuro di 170 famiglie

4 Febbraio 2026
Attualità

Rimini. Diego Zannoli da 8 giorni in sciopero della fame per Gaza

4 Febbraio 2026
Economia

Rimini. Futuro Ex Ogr, incontro tra il sindaco Sadegholvaad, l’assessora regionale Frisoni e i rappresentanti delle sigle sindacali alla vigilia dello sciopero. “Pieno sostegno ai lavoratori, si faccia chiarezza sugli impegni presi e disattesi”

4 Febbraio 2026
Lupo a San Giovanni in Marignano
Attualità

Rimini. Incontro pubblico “UMANI E LUPI – approfondimenti sulla presenza del lupo in aree antropiche il 5 febbraio alle 20.15 nella sala Pironi

4 Febbraio 2026
Don Oreste Benzi
Focus

Rimini. Messa dedicata a don Oreste su Rai Uno l’8 febbraio alle 10.55

4 Febbraio 2026
Eventi

Rimini. Teatro Galli, in scena il Macbeth di Giuseppe Verdi il 6 febbraio alle 20

4 Febbraio 2026
Emma Petitti
Focus

Rimini. Petitti: “Casi di docenti schedati in regione. Preoccupazione anche nel Riminese. Pieno sostegno alle iniziative contro le scelte di Azione Studentesca”

4 Febbraio 2026
Francesco Forti
Regione Emilia Romagna

Cesenatico. Tennis, ordine di gioco di mercoledì 4 febbraio. Comincia ora il match Bondioli-Prihodko

4 Febbraio 2026
Mostra più articoli
Articolo seguente

In alto i calici, a Verucchio “Calici di Stelle”

Adesso è guerra a "pr" e spacciatori

Quarta edizione di "Tipico a ...mare", due eventi da non perdere

Pellegrino Artusi è "moderno", ma non amava il mondo contadino

Please login to join discussion

Ricerca articoli e archivi

No Result
View All Result

Articoli

gruppo292.com

Articoli recenti

  • Rimini. Cia Romagna pensionati, Wiliam Signani passa il testimone di presidente a Pierino Liverani 4 Febbraio 2026
  • Rimini. Gnassi, interrogazione ai ministri Salvini e Urso sul caso dell’Officina Manutenzione Ciclica Locomotive. Il futuro di 170 famiglie 4 Febbraio 2026
  • Riccione. Colombo: “Villa Mussolini, “Il Comune chiarisca subito costi, coperture e priorità. I cittadini meritano risposte, non silenzi” 4 Febbraio 2026
  • Cattolica. Stefano Lombardi presenta il libro “Dentro la rete” il 6 febbraio alle 17.30 al Centro culturale polivalente 4 Febbraio 2026
  • Rimini. Diego Zannoli da 8 giorni in sciopero della fame per Gaza 4 Febbraio 2026
La Piazza | Notizie, Politica, Economia, Cultura e Società dalla Provincia di Rimini e Pesaro-Urbino

© 2025 .292-

La Piazza delle province di Rimini e Pesaro. Redazione : Piazza Gramsci, 34 - 47843 Misano Adriatico | p.iva 02540310402

  • Chi siamo
  • Redazione
  • Collabora con noi
  • Pubblicità
  • Contatti

Direttore Responsabile: Giovanni Cioria

Welcome Back!

Login to your account below

Forgotten Password?

Retrieve your password

Please enter your username or email address to reset your password.

Log In
No Result
View All Result
  • Home
  • Politica
  • Economia
  • Cultura
  • Sport
  • Turismo
  • Eventi
  • Rubriche
    • Cronaca
    • Dalla nostra terra
    • La buona tavola
    • L’opinione
    • L’altra pagina
    • Spiega l’esperto
  • L’inchiesta
  • Redazione
  • Pubblicità
  • Contatti

© 2025 .292-