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Home Cultura

Pesaro. Giorgio Girelli, alto attestato di benemerenza dal conservatorio Rossini

Redazione di Redazione
26 Marzo 2019
in Cultura, Pesaro
Tempo di lettura : 3 minuti necessari
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Giorgio Girelli

Giorgio Girelli, alto attestato di benemerenza dal conservatorio Rossini. L’inaugurazione dell’anno accademico del Conservatorio Statale Rossini, giorni addietro, ha consentito una proficua sintesi sugli obiettivi perseguiti dalla riforma della formazione musicale su cui si è efficacemente intrattenuto il Direttore generale del Ministero della Istruzione e Università Maria Letizia Melina, funzionario tra i più preparati e disponibili della struttura centrale.

Molto puntuale la relazione introduttiva del presidente dell’Istituto Salvatore Giordano che tra l’altro ha posto in rilievo come il Conservatorio di Pesaro, operante in una città che l’Unesco ha riconosciuto quale “città della musica”, necessita di adeguati sostegni per affrontare le criticità strutturali della sua sede settecentesca che il trascorrere infruttuoso del tempo peraltro aggrava. In effetti, tra le più evidenti si possono ricordare: la struttura delle caldaie. E’ obsoleta. Talvolta gli impianti funzionano a singhiozzo. Gli infissi, in gran parte deteriorati e in caso di pioggia insistente l’acqua penetra all’interno dell’edificio. Il tetto del Palazzo, che ha presentato diverse infiltrazioni con caduta d’acqua sul palco ed in altri ambienti del Conservatorio. Qui la Fondazione Rossini è riuscita ad effettuare interventi d’emergenza. Gli scarichi fognari, che confluiscono in una fossa biologica allocata nell’area del giardino del palazzo. La certificazione anti incendi, non ancora perfezionata. Il Conservatorio ha cercato nel 1996 di risolvere in maniera autonoma il problema con l’ing. Mariani. Ma la pratica non poté essere definita: dette però impulso alla Fondazione Rossini per l’accelerazione dell’adempimento. I servizi igienici, a dir poco inadeguati : quelli poi connessi con l’auditorium non solo sono infelici, poggiano su una palafitta di legno che non dà garanzie di sicurezza e di stabilità. Il settecentesco portone principale è deteriorato e da restaurare.

Tutti aspetti, a parte le fogne (di competenza comunale) cui dovrebbe provvedere l’ente tenuto alla manutenzione della struttura, la Fondazione Rossini istituita nel 1940 con questo compito. Ma è notorio che l’organismo ha risorse appena per il riscaldamento e le utenze, oltre a qualche intervento d’emergenza. Mentre uno studio di valenti professionisti ha quantificato in circa sei milioni l’onere per un primo intervento che garantisca l’indispensabile sicurezza e funzionalità all’immobile.
D’altra parte lo Stato, pur avendo l’uso del palazzo, non può effettuarvi interventi perché l’immobile ha natura privata dato che la sua nuda proprietà ricade sulla Fondazione Rossini.

Il tutto ha origine nelle condizioni fissate per la statizzazione dell’allora Liceo Musicale Rossini, avvenuta con una legge del 1939, i cui beni ereditati da Rossini passarono alla Fondazione. Il presidente Girelli, con qualche stratagemma, è riuscito ad ottenere fondi statali per il rifacimento del corridoio del pianoterra di sinistra del Palazzo e per l’allestimento dell’ascensore. Ma ciò che occorre è una soluzione organica e definitiva. E l’unica via ragionevole appare quella di liberare la Fondazione da questa proprietà che invece di rappresentare una base patrimoniale è un peso insopportabile.
Da parte sua Ludovico Bramanti, direttore dell’Istituto, si è soffermato tra l’altro sulle iniziative che hanno condotto il Conservatorio ad effettuare importanti esperienze all’estero. Ha inoltre illustrato la attività di produzione sempre più intensa e qualificata, come dimostra la realizzazione, in collaborazione con il ROF e con la Accademia di belle arti di Urbino, dell’opera rossiniana “La Cambiale di matrimonio”, pezzo forte della inaugurazione dell’anno accademico.
La cerimonia, cui hanno reso parte i rettori delle università di Ancona e di Urbino e numerose autorità statali e locali, è stata quest’anno caratterizzata dalla sintesi svolta dal presidente emerito Giorgio Girelli sui lunghi anni trascorsi alla guida, iniziata nel 1993, del Conservatorio Rossini.
Girelli ha tra l’altro ricordato il potenziamento dei contatti dell’Istituto con la Città e con le sue Istituzioni, l’attivazione di ricorrenti manifestazioni musicali nel corso dell’anno che, oltre all’apprezzamento artistico, hanno impresso al Conservatorio anche una identità di scuola “socialmente” sensibile per avere sottolineato temi quali il lavoro, la solidarietà ai malati, la lotta antitumori, la vicinanza ai terremotati, i valori della democrazia fissati nella nostra Costituzione.
Girelli ha pure svolto una azione concreta a livello nazionale perchè le iniziative legislative sui conservatori e le loro strutture avessero un epilogo costruttivo ed aderente agli effettivi bisogni di studenti e docenti. E’ stato così salvaguardato , ad esempio, l’ apporto di competenze amministrative esterne mantenendo la figura del Presidente, come è stato evitato il “pasticcio” dei politecnici delle arti, che, invece di assumere forme di razionale coordinamento operativo tra Istituzioni culturali (come sono ad esempio in atto a Pesaro tra Conservatorio e Accademia di belle arti) erano stati preordinati quale disordinato assemblaggio delle varie istituzioni AFAM (Conservatori, Accademie, ISIA) quasi si fosse trattato di accorpare agenzie di una banca. A conclusione della cerimonia, con sensibilità e nobiltà d’animo non comuni, il presidente Giordano ed il direttore Bramanti hanno onorato, quale riconoscimento dell’Istituto per l’intensa azione svolta in favore del Conservatorio Rossini, il presidente emerito Giorgio Girelli con una targa d’argento che reca la seguente dedica : “Al Cavaliere di Gran Croce Ambasciatore Giorgio Girelli che in questi lunghi anni ha assicurato tutto il suo impegno con dedizione, autorevolezza e responsabilità al prestigioso conservatorio Gioachino Rossini di Pesaro, che rappresenta una eccellenza unica della nostra comunità, patrimonio UNESCO per la musica”.

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