Di Alessandro Bovicelli, ricercatore di Ginecologia oncologica all’Università di Bologna
È una mattanza continua. Le ultime due a essere uccise sono studentesse, Sara e Ilaria. Delitti efferati come al solito. Ormai i giovani sono abbandonati a se stessi, manca la comunicazione, difficilmente trovano nella famiglia dei punti di riferimento autorevoli che trasmettano i valori più importanti. Immersi nel mondo virtuale i genitori si disinteressano, spesso, dell’educazione dei figli. Così i ragazzi non maturano mai, assecondando gli istinti peggiori dell’ età adolescenziale. La voglia di protagonismo senza freni inibitori li porta poi a commettere gesti estremi.