Di Alessandro Bovicelli, ricercatore di Ginecologia oncologica all’Università di Bologna
Il disastro di Niscemi, disastro annunciato
Un copione che si ripete troppo spesso. Come è successo trenta anni fa, nel 1997, una frana ha già causato 1500 sfollati e ci sono abitazioni ancora pericolanti. Il rischio geologico massimo del territorio non è bastato ad intervenire in un arco temporale così lungo. Ma il problema sta ancora a monte. Non si sarebbe mai dovuto costruire su un terreno argilloso. La frana, che ha un fronte di 4 km, è attiva e il rischio di arretramento verso il centro abitato ancora non coinvolto è molto alto. Meloni ha promesso di stanziare i primi 100 milioni ed è andata di persona a rendersi conto della situazione ma è necessario che la zona venga messa in sicurezza una volta per tutte. Non dimentichiamoci, come facciamo troppo spesso, delle emergenze che abbiamo.










