di Paolo Montanari
PASOLINI, L’INTELLETTUALE PIU’ SIGNIFICATIVO DEL NOVECENTO ITALIANO
Sono passati 50 anni dalla drammatica morte di Pier Paolo Pasolini (1922-1975), scrittore, poeta, regista di cinema e teatro, ma soprattutto un intellettuale scomodo nella realtà sociale, politica degli anni Sessanta-Settanta italiani. Il suo insegnamento è sempre di grande attualità, perché le sue idee e battaglie sono più attuali che mai. Oggi viviamo una realtà geopolitica dove i sovranismi, i fascismi latenti, ma anche le infezioni mediatiche comprese quelle sessiste, invadono una sotto cultura nei giovani ma anche nelle persone adulte. E Pasolini, già alla fine degli anni Sessanta, metteva in evidenza i rischi e i pericoli del consumismo borghese e che con l’avvento della televisione, i RAGAZZI DI VITA delle periferie romane, protagonisti dei suoi film e romanzo, sarebbero diventate le prime vittime di un leviatano multiforme, che si nasconde dietro al capitalismo. In un documentario del 2009 VIDEOCRACY DI ERIK GRANDINI, veniva evidenziata una teoria taoista secondo cui le trasformazioni profonde sono silenziose, impercettibili, ma devastanti. Nell’arco di due generazioni un paese intero si scopriva impotente, povero, depauperato di un welfare e in costante erosione dei diritti costituzionali. Una rappresentazione della nostra amata Italia, in un contesto europeo in crisi permanente. Il cosiddetto intrattenimento di massa ha depotenziato le utopie rivoluzionarie, e lo spettacolo mediatico, rischio denunciato da Pier Paolo Pasolini, ha rovesciato i valori culturali, sociali e politici del Paese. A 50 anni dalla sua morte, ancora il suo barbaro omicidio nasconde degli interrogativi irrisolti. Le immagini televisive, osservava Pasolini, escludono il dialogo, ed oggi sono sostituite dai cellulari.
PASOLINI E PESARO, UN AMORE PER ILCINEMA E LA CITTA’
Vi sono state varie iniziative a Pesaro per rendere omaggio a Pier Paolo Pasolini, che era legato alla città da un forte legame culturale, soprattutto cinematografico. Nei primi anni Sessanta, il giovane poeta Pasolini ancora sconosciuto, venne a Pesaro alla Mostra del Nuovo Cinema, alle sue prime rivoluzionarie edizioni, diretta dal critico Lino Miccichè. E in punta di piedi Pasolini, da poco tempo trasferitosi con la madre Susanna a Roma, intervenne in un turbolento incontro al Teatro Sperimentale di Pesaro, alla presenza del gotha della critica cinematografica internazionale e dai semiologi Metz e Umberto Eco che contrapponevano le loro teorie a quelle dei fenomenologici e storico-marxisti (Chiarini – Aristarco). E Il giovane friulano Pasolini, ribaltò con la sua TEORIA DELLA POESIA NEL CINEMA, ogni struttura o sovrastruttura esistente. Fu quello il primo contatto con Pesaro, che definì CITTA’ DOVE SI RESPIRA IL CINEMA.
Fu quello il primo approccio del grande intellettuale con la città, che negli anni si è sempre ricordata di lui. A 40 anni dalla morte di Pasolini, realizzai nella sala Rossa del Comune di Pesaro, un convegno di studi, multidisciplinare, con esperti nei vari settori, cinematografico, teatrale, poetico, narrativo, che ebbe un grande successo e venne poi ripetuto a Roma. Successivamente sempre con il patrocinio del comune di Pesaro e del Centro studi pasoliniani, realizzai degli incontri nella sala del Teatro San Terenzio di Pesaro.
Pesaro ha ricordato Pier Paolo Pasolini nel centenario della sua nascita (1922-2022) nel 2022 con una rassegna di eventi, tra cui la mia conferenza su Pasolini e una rassegna dialogo con le arti dal 2 maggio al 12 giugno 2022 per omaggiare l’intellettuale. Infine curai insieme al cinema Solaris e al Cinema Ritrovato di Bologna, un cineforum con le principali opere di Pasolini. Sempre nel 2022 la Mostra del Nuovo Cinema di Pesaro ha commemorato il grande regista, con una serie di eventi, che includevano una rassegna dedicata all’intellettuale e incontri con personalità come il regista ABEL FERRARA, autore del film IO PASOLINI, che ha tenuto un discorso su Pasolini.










