Prima dell’indaco le pezze si coloravano con il guado, una pianta dal bellissimi fiore giallo. Produzione sparita dall’Europa causa la scoperta di nuovi mercati. Insomma, nulla di nuovo sotto il sole dell’evoluzione economica e commerciale.
Rimini. Presentazione del libro Oreste Delucca “Il guado L’oro blu del Medioevo” sabato 28 febbraio, ore 16.15, presso la Sala Arazzi del Museo della Città. L’iniziativa, organizzata dall’associazione culturale Imago Antiqua, è patrocinata dal Comune di Rimini.
Nella sua opera, Delucca, uno tra i massimi storici della millenaria storia di Rimini, si mette alla ricerca del guado, una pianta tintoria – un tempo ampiamente coltivata tra Romagna e Marche e oggi praticamente sconosciuta al grande pubblico – che per secoli ha colorato l’arte, il commercio e la cultura del continente europeo. Dalle grotte preistoriche alle vesti regali, dalle macine medievali ai primi procedimenti industriali, il guado (Isatis tinctoria) ha lasciato un’impronta indelebile nella storia del colore. L’autore ci guida in un racconto avvincente e documentatissimo, che intreccia botanica, archeologia, arte, medicina, economia e costume: si scopre come il blu, un tempo marginale, sia diventato simbolo di nobiltà, spiritualità e potere e come l’“oro blu” del Medioevo abbia alimentato commerci, ispirato miti e trasformato paesaggi. Attraverso fonti d’archivio, testimonianze materiali e ricostruzioni storiche, il libro restituisce dignità e centralità a una pianta dimenticata, oggi riscoperta come emblema di sostenibilità e bellezza naturale.













