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Misano Adriatico. Il sindaco Giannini: “Commercio, la Zona Bandieri non è cementificazione. Il sindaco Tosi è un’attaccabrighe”

Redazione di Redazione
22 Agosto 2018
in In primo piano, Misano
Tempo di lettura : 4 minuti necessari
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Stefano Giannini, Pd, sindaco di Misano

Stefano Giannini, Pd, sindaco di Misano

 

Stefano Giannini, Pd, sindaco di Misano Adriatico

La lettera di Stefano Giannini, sindaco di Misano adriatico

“Non scende al livello di scurrilità istituzionale cui è scesa la Tosi nei social. Dato che c’era in quel contesto avrebbe potuto scrivere vergonia: il suoi follower avrebbe capito meglio.
Io non ho detto mai “vergogna” ad alcun collega per le sue scelte; forse è per questo che i Sindaci mi hanno nominato loro coordinatore provinciale per i servizi pubblici e sanno che ho tutelato e rispettato equamente tutti, senza alcun riferimento al colore politico. Invece, pur essendo Riccione Comune capofila della zona sud, Renata Tosi ha trovato modo in questi anni di litigare praticamente con tutti per i servizi sociali di distretto, per il corpo intercomunale di Polizia Municipale, per i trasporti pubblici. E’ questione di caratura istituzionale, lei evidentemente ha fatto propria quella di Salvini ma credo che di questa mia considerazione, in fondo, Lei si compiaccia.
Nuova cementificazione del PD dice la Tosi: falso. Non si tratta di una variante in accrescimento, nè di una scelta improvvisata ma deriva dalla pianificazione della nostra Provincia, riconfermata nella variante al Ptcp del 2012. E’ l’unica area della Provincia in cui il PTCP consente l’ampliamento di centri commerciali esistenti con grandi strutture di vendita, proprio perché si trova a solo due chilometri dal confine marchigiano e mira, assieme alla riqualificazione dell’area commerciale antistante, che è carente di dotazione di verde, di parcheggi e di viabilità, a promuovere l’area così integrata come punto di attrazione commerciale sovraregionale.

Con l’Accordo territoriale firmato alcuni anni fa con la Provincia, d’accordo con Gnassi, con il quale ho piena sintonia circa la riduzione del carico urbanistico nel nostro territorio provinciale, si sono posti dei paletti ben precisi alla previsione del PTCP, con prescrizioni stringenti ed innovative.
In primo luogo l’intervento ha ridotto ai minimi termini la speculazione fondiaria: con la scelta, fatta assieme alla Provincia, di dare un termine perentorio entro il quale iniziare le procedure, il potere contrattuale dei proprietari fondiari è stato praticamente azzerato. Infatti se non giungeva la proposta da parte dei privati entro il mese di agosto 2018 decadeva tutta la pianificazione urbanistica e quelle aree ritornavano praticamente con il valore di terreno agricolo.

Sotto il profilo tecnologico l’insediamento commerciale dovrà essere totalmente autosufficiente dal punto di vista energetico, zero emissioni. Infatti oltre al fotovoltaico verrà realizzato il più grande impianto di geotermico della nostra provincia. Inoltre l’intervento permetterà di avere una dotazione di verde importante Si tratta di circa 100 mila mq che diverranno pubblici, proprio di fronte al parco della greppa, che permetterà di realizzare uno dei varchi a mare previsti dalla Regione, oltre ai parcheggi anche per l’area già esistente

Inoltre vi sono opere pubbliche fondamentali non solo per Misano ma per l’intera zona turistica che va da Cattolica a Riccione. E’ prevista la costruzione di un sottopasso ferroviario e uno stradale con annessa ampia pista ciclabile che favorisca la connessione tra il litorale e l’interno e soprattutto tra l’autodromo e la strada di collegamento già esistente a mare della ferrovia che congiunge la zona turistica di Misano Riccione e Cattolica. Solo questo intervento è stimato tra i 3-4 milioni di euro, ed è interamente a carico dei realizzatori. Aggiungo che ciò permetterà di mettere in sicurezza anche l’ingresso alle attività commerciali esistenti ad iniziare da Oliviero.

Nel contempo la previsione urbanistica che in quel punto poteva arrivare fino a oltre 50.000, mq di capannoni, con l’Accordo territoriale firmato con la Provincia è stata limitata ad un range tra 26.000 e 32.000 mq, cioè è stata dimezzata. E si costruirà in seconda linea rispetto alla Statale, cioè fra la zona esistente e la ferrovia, quindi senza alcun impatto visivo dalla strada. Aggiungo che nel frattempo il Comune di Misano ha pure dimezzato da 100.000 a 50.000 le previsioni urbanistiche di nuovi capannoni a Raibano in prossimità del casello A/14.

A Misano dimezziamo le previsioni di capannoni e per il resto stiamo andando verso una nuova Pianificazione urbanistica generale a zero volumi aggiuntivi: si recupera il poco rimasto dalla precedente per piccole ricuciture territoriali e rigenerazione urbana, sismica, e termica.
Questo non è cemento speculativo e privo di programmazione, cara Tosi; qui a Misano si riduce il cemento e si rendono ancora più stringenti programmi adeguatamente studiati e pianificati.

Forse farebbe bene Lei a rivedere le scelte urbanistiche che porteranno danni irreversibili alla sua città. Mi riferisco al cambio di destinazione, indiscriminato e privo di ogni criterio, verso il commerciale di tutti i capannoni artigianali che a circa 1 km da viale Ceccarini e Corso Cervi, che nel giro di qualche anno si trasformeranno in mini outlet (scarpe, occhiali, bigiotteria, pelletteria, abbigliamento, ferramenta, ecc.) a due passi dal salotto. Oppure l’indiscriminata edificazione delle ultime aree libere sul lungomare, che certo potevano consentire anche la riqualificazione alberghiera ma soprattutto potevano consentire la naturale appendice alla riqualificazione del lungomare portata avanti dai suoi predecessori verso una città giardino.
L’unica cosa che alla Tosi riconosco corretta è quando dice che non ci sarà concorrenza diretta tra il nuovo insediamento ed i nostri centri commerciali naturali di Riccione perché trattasi di attività con tipologie diverse. Vero le caratteristiche del polo commerciale c corrisponde ad esigenze commerciali attuali. Come organizzazione commerciale non sarà come la Befane (alimentare e galleria commerciale con negozi, ndr), né come L’Iper di Savignano (che vive attorno ad un iperalimentare); tantomeno quella dei finti centri commerciali naturali costruiti presso alcuni caselli auostradali, ormai suoperati; avrà la caratteristiche di poche (6, 7)strutture specializzate di medio/grandi dimensioni. In sostanza la possibilità di avere una vasta gamma di prodotti di un singolo genere e marca . Non farà concorrenza ai centri commerciali naturali, ma si confronterà con le piattaforme on line. Posso dire che vi sarà un alimentare che avrà una insegna nuova per il nostro territorio. Una struttura specializzata nell’abbigliamento sportivo, una negli alimenti ed accessori per animali domestici, una nel bricolage ed una nel campo della ristorazione e prodotti del territorio. I dettagli li vedremo quando apriremo la conferenza di servizi.
Io penso che sarà una grande opportunità per Misano. Il polo commerciale integrato sarà un attrattore anche da fuori Regione, data la vicinanza con le Marche e quindi fovorirà per esempio la ristorazione di qualità che c’è sul nostro lungomare e a Portoverde, non avrà impatto ambientale anzi emissioni zero ed anzi sarà l’occasione per riqualificare la zona esistente e di dotare il territorio di un’infrastruttura viaria e ciclopedonale di ricucitura con l’autodromo, che è essenziale. Insomma porterà benessere verso questo territorio e la sua comunità”

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