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Rimini. Ordine dei fisioterapisti della Romagna, che cosa fare dopo gli stravizi natalizi

Redazione di Redazione
3 Gennaio 2026
in Attualità, Regione Emilia Romagna, Riccione, Rimini
Tempo di lettura : 4 minuti necessari
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Il presidente dell’Ordine, dottor Valerio Barbari

Il presidente dell’Ordine, dottor Valerio Barbari

Rimini. Ordine dei fisioterapisti della Romagna, che cosa fare dopo gli stravizi natalizi.

 

Rientro al lavoro dopo le feste: i consigli dell’Ordine dei Fisioterapisti della Romagna per ripartire “in movimento”

 

Con l’inizio dell’anno e il ritorno alla routine, per molti romagnoli ricominciano giornate lunghe tra scrivania e auto, turni, lavoro in piedi, movimentazione di carichi e attività ripetitive. Dopo settimane con ritmi diversi, qualche ora di sonno in meno o, con buona probabilità, una maggior dose di sedentarietà rispetto al solito per stare con i propri cari, è frequente avvertire rigidità e fastidi a schiena e collo, ma anche a spalle, polsi e ginocchia.

 

L’Ordine dei Fisioterapisti di Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini richiama l’attenzione su un concetto semplice: “nel rientro da questo periodo di festività non serve inseguire “la postura perfetta”, serve piuttosto ripartire con gradualità e, soprattutto, con più movimento e più varietà. Il problema non è ‘stare seduti’, ‘stare in piedi’ o la posizione in cui riposiamo sul divano in sé, ma farlo troppo a lungo senza interruzioni e poi riprendere improvvisamente a pieno regime, concentrando nella stessa settimana lavoro, impegni e – per molti – anche il ritorno all’attività sportiva”.

 

“Il corpo si adatta a ciò che facciamo ogni giorno: dopo questo periodo di pausa, infatti, è bene rientrare con un approccio attivo e progressivo”, sottolinea il presidente dell’Ordine, dottor Valerio Barbari. “Bastano abitudini pratiche e realistiche per affrontare al meglio rigidità, fastidi e sovraccarichi e gestire meglio quei fastidi che spesso compaiono proprio nei primi giorni di ripresa”.

 

Al centro della raccomandazione c’è un principio chiave: anche se le ormai vecchie raccomandazioni ci suggerivano erroneamente di ricercare di avere una postura perfetta, è bene sapere che in realtà non è necessario cercare di “stare dritti” il più possibile; è più utile, se vogliamo utilizzare un termine meno tecnico, “stare vari”. I nostri muscoli e le nostre articolazioni tollerano meglio la quotidianità quando le posizioni che assumiamo cambiano (ecco l’importanza del movimento) e i carichi si distribuiscono nel tempo, senza che vi siano repentini aumenti o riprese veloci dopo periodi di pausa. In questa logica, l’Ordine indica alcune attenzioni concrete per aiutare i cittadini a una buona ripresa “in movimento” delle proprie giornate.

 

1. Pause

Le micro-pause sono il primo strumento: a seconda dell’orario e del tipo di lavoro, anche solo uno o due minuti per alzarsi, fare qualche passo e cambiare posizione possono fare la differenza. A questo si aggiungono la variabilità durante la giornata — alternare compiti e posture quando possibile — e la scelta di una ripartenza graduale nei primi 7–10 giorni, evitando di concentrare subito carichi pesanti, carichi leggeri ma ripetitivi o allenamenti intensi.

 

2. Ripresa dello sport

Un passaggio riguarda anche il ritorno allo sport, che per molti coincide proprio con gennaio: la raccomandazione è evitare la repentina ripresa allo stesso livello ed intensità con cui ci si è lasciati prima di Natale. “Ripartire bene significa anche recuperare meglio: assicurarsi qualche allenamento ‘di ripresa’ durante le prime 2-3 settimane, consentendo al corpo di riavvicinarsi al livello di prestazione a cui era abituato prima delle feste, è la miglior soluzione per la ripresa graduale”, ricorda l’Ordine.

 

3. Sonno e recupero

Che dormire sia importante per la salute è ormai noto. Meno noto forse è l’impatto che ha la mancanza di sonno sul dolore e sulla rigidità. “La scienza ci ha dimostrato che chi dorme meno ha una maggior suscettibilità ai fastidi e al dolore e che chi soffre già di dolore ne percepirà probabilmente di più il giorno successivo, dormendo poco. Proprio per questo, assicurarsi di dormire ore a sufficienza, in particolare durante un periodo di ripresa delle attività, è tanto importante come la cura del carico fisico” precisa il dottor Barbari.

 

4. Il riscaldamento non si fa solo durante lo sport

Il riscaldamento è un’ottima strategia anche per le attività lavorative. Allungamenti della schiena in avanti da seduti per chi dovrà sforzarla a lavoro, movimenti delle braccia in apertura per chi dovrà guidare in una posizione più “chiusa” per tanto tempo, movimenti del collo in tutte le direzioni per chi dovrà rimanere seduto di fronte al computer per qualche ora sono solo alcuni accorgimenti molto efficaci per dare un primo stimolo benefico ai muscoli e alle articolazioni. “L’idea è semplice”, spiega Barbari, “il riscaldamento, appena scesi dal letto, prima di uscire di casa o in altri momenti utili prima di iniziare le attività, ha lo stesso effetto che ha nello sport: riduce tensione, fastidi e rigidità e consente al corpo di riscaldarsi e di affrontare le attività delle nostre giornate”.

 

Nel complesso, l’indicazione dell’Ordine è chiara: nei primi giorni di rientro conviene puntare su gradualità e continuità: piccoli accorgimenti quotidiani, ripetuti con costanza, aiutano a ridurre rigidità e sovraccarichi e a mantenere più stabile il livello di benessere durante la ripresa delle attività. Qualora fastidi, rigidità o dolori dovessero persistere o limitare lavoro e vita quotidiana, sarà senz’altro indispensabile sottoporsi a valutazioni professionali più approfondite e personalizzate. “Anche il rientro è un momento ideale per prendersi cura di sé con scelte semplici e realistiche”, conclude Il presidente Barbari, “ma è altrettanto importante affidarsi a professionisti regolarmente autorizzati. Oggi i cittadini hanno la possibilità di capire chi siano i Fisioterapisti e le Fisioterapiste regolarmente abilitati all’esercizio professionale grazie alla piattaforma online nazionale. La sicurezza dei cittadini passa anche da qui, ovvero dal conoscere i professionisti a cui affidare la propria salute, soprattutto in un contesto in cui l’abusivismo nel settore della riabilitazione resta purtroppo un rischio concreto”.

 

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