di Gianfranco Vanzini
Sabato 30 gennaio scorso, con mia moglie Gigliola sono andato a Carpineto Romano, un cittadina a sud di Roma, luogo di nascita di Leone XIII. per salutare le monache di clausura del Carmelo Sant’Anna e la loro superiora suor Noemi che abbiamo conosciuto una trentina di anni fa. Il Carmelo é situato proprio nella parte più alta e antica del paese raggiungibile solo piedi attraverso diverse stradine a gradini larghi e bassi.
Ho parcheggiato la macchina in un punto che mi sembrava vicino a quello dove iniziano i gradini. Non essendo sicuro della direzione da prendere, ho chiesto ad una signora che sembrava del posto la strada da fare. La signora mi dice: “Vada dove va quella macchina grigia, avrà un po’ di strada da fare.”
Cominciamo a camminare e ad un certo punto la strada comincia a scendere. Andiamo giù per questa discesa, molto ripida, tanto che bisognava stare attenti perché era fatica anche solo stare in piedi. Tra di noi commentavamo: strana questa discesa perché il Carmelo deve essere in alto e noi invece stiamo andando in giù. Però le indicazioni ricevute erano chiare, dovevamo andare giù e fare ancora diversa strada.
A un certo punto, dopo avere percorso diverse centinaia di metri, senza intravvedere alcuna soluzione, ho cominciato a preoccuparmi e allora, da quando un amico, non ricordo il suo nome, mi ha insegnato che l’Angelo custode è un bravo assistente, soprattutto nel farti trovare un parcheggio, se sono in difficoltà per parcheggiare invoco l’Angelo custode che nel giro di poco tempo risolve il problema.
Ho invocato quindi l’Angelo custode, ma il problema da risolvere era molto complesso, perché, sia pure con tutta la Sua buona volontà il Carmelo non lo poteva spostare, nè poteva portarci in volo. Io comunque mi sono affidato a Lui dicendogli:” Vedi Tu che cosa puoi fare”.
Continuiamo a camminare e, fatti pochi metri, arriviamo in una piazzetta dove c’è un gruppo di uomini, quattro o cinque che stanno lì a chiacchierare. Allora mi avvicino e chiedo: “Scusate noi dovremmo andare al Carmelo S. Anna, va bene questa strada? ” Risposta:” Si ma dovete fare una scalinata di oltre 300 scalini, oppure tornare indietro e arrivare all’ascensore poi…” seguire altre indicazioni che ovviamente non ho memorizzato e non ricordo.
Era comunque un problema serio, perché noi cominciavamo a sentirci molto stanchi e preoccupati.
Questo buon uomo vede che siamo preoccupati e (io dico ispirato dal nostro Angelo custode) ci dice: “Venite qua che vi porto io”. Aveva la macchina lì accanto, ci ha fatto salire e ci ha portato fino al punto dal quale si doveva continuare a piedi. Fra l’altro, andando siamo passati anche davanti a dove avevo lasciato la macchina che era in un posto vicino e comodo per rientrare.
Cari lettori, pensatela come volete, ma il fatto è chiaro, io ho invocato l’Angelo custode, Lui non ha spostato il Carmelo, però ci ha fatto trovare un samaritano che, come se fosse un tassista ci tolti da una situazione molto complicata.
Fra l’altro parlando con il nostro salvatore Renzo ci ha detto che lui frequenta il Carmelo, dove va messa ogni domenica e conosce bene suor Noemi che è la suora che andavamo a salutare.
Mia conclusione. E’ stata una coincidenza fortunata o un intervento dell’Angelo custode? Questo è il racconto di come si sono svolte le cose.
Io propendo per la seconda ipotesi, ognuno legga il fatto come meglio crede











