Rimini. Il personale è il problema vero degli imprenditori.
In Emilia Romagna il tasso di disoccupazione è al 3,5 per cento (poco più del 5 in Italia). In pratica non c’è manodopera.
«In questo inizio di 2026 la preoccupazione più grande delle PMI italiane è la carenza di personale qualificato a tutti i livelli». La pensa così il 43,2% dei piccoli e medi imprenditori. L’escalation delle guerre preoccupa sempre meno anche perché la pace raggiunta in Medio Oriente “se reggerà, è una buona notizia per tutte le economie del pianeta e dona stabilità” (48,4%) e i dazi di Trump non impattano così tanto come si pensava sul fatturato. Una grossa mano agli imprenditori la darebbe la detassazione degli aumenti relativi agli stipendi che alimenterebbe l’appeal delle aziende avvicinando i giovani ed allontanando il rischio di una possibile chiusura (64,3%). Il referendum sulla giustizia non avrà impatto significativo per le imprese anche perché “anche in queste votazioni vincerà l’astensionismo”: la pensa così un imprenditore su tre. È quanto emerge dalla ricerca dell’Osservatorio “Evolution Forum Business School sulle PMI”, ideato dal formatore Gianluca Spadoni su un panel di oltre 1200 micro e piccoli imprenditori (cioè con fatturato sino ad 1 milione di euro, e meno di 5 dipendenti). Alla domanda “Cosa ti spaventa di più in questo momento?” il 43,4% degli intervistati ha risposto la carenza di personale, introvabile a tutti i livelli in questo inizio di 2026. Al secondo posto il caro vita (38,9%), al terzo la pressione continua dell’agenzia delle entrate (25,3%). Preoccupano meno, secondo la ricerca dell’Osservatorio EFBS, l’escalation delle guerre (13,7%), la burocrazia UE (11,6%), il caro energia (8,4%) e anche i dazi USA (4,2%). Alcuni imprenditori delle Pmi italiane pensano che gli effetti dell’accordo di pace in MO lo si vedrà solo tra qualche anno (14,7%), ma la grande maggioranza considera la pace un’ottima notizia e darà stabilità all’economia mondiale (48,4%). Il suggerimento principale che le piccole e medie aziende danno al governo è quello di iniziare a detassare gli aumenti (64,3%) in modo che gli stipendi più alti possano motivare i giovani e convincerli a non abbandonare il paese. Lo stesso vale per i premi e per i frange benefit, sui quali vige ancora una pesantissima tassazione, come sottolineato dal 23,4% degli interpellati. I dati parlano chiaro: ad oggi le nostre retribuzioni sono ancora le più basse tra i paesi più industrializzati e gli imprenditori reclamano iniziative già a partire da quest’anno. Si chiede poi anche un taglio poderoso dell’IRPEF (27,4%) e la rottamazione fiscale (26,3%). E cosa ne pensano le PMI del Referendum sulla giustizia? La speranza è che risolva i problemi della giustizia italiana (53,7%) ma non influenzerà l’andamento delle realtà aziendali che credono che, come spesso accade, “vincerà l’astensionismo, segno della distanza tra la politica e i cittadini” (29,5%). Nonostante i problemi di questo inizio di 2026, le impressioni delle PMI rimangono positive in vista della primavera: “Anche se Francia e Germania sono in difficoltà, l’economia italiana non va male: sono fiducioso che questo trend continuerà sino a Pasqua ed oltre”: lo afferma il 40,2% degli imprenditori italiani, secondo la ricerca dell’Osservatorio “Evolution Forum Business School sulle PMI”, ideato dal formatore Gianluca Spadoni.
Ma vediamo ora tutti i risultati dell’Osservatorio EFBS sulle PMI di Gianluca Spadoni.
COSA TI SPAVENTA DI PIU’ IN QUESTO MOMENTO? (2 risposte al massimo)
- La carenza di PERSONALE introvabile a nessun livello. 43,2%
- Il CARO VITA che ha impoverito la CLASSE MEDIA. 38,9%
- Agenzia delle Entrate, che tartassa solo noi PMI. 25,3%
- Le BANCHE che ora danno credito col contagocce nonostante abbiano fatto UTILI MONSTER; 18,9%
- L’escalation delle GUERRE in Venezuela, in Ucraina, in Iran e tutto il Medio Oriente che bloccano ancor di più i consumi; 13,7%
- L’INFLAZIONE che è ripartita, e che sta bloccando i CONSUMI. 13,7%
- La Burocrazia europea UE che, di fatto, non ci permette di attingere al PAC o ad altri contributi. 11,6%
- Il caro ENERGIA: produrre costerà sempre più, il libero mercato è un bidone. 8,4%
- I MIGRANTI sono una “bomba sociale” pronta ad esplodere. 5,3%
- I DAZI di Trump che impatteranno anche sul nostro fatturato 4.2%
- Il CAMBIAMENTO CLIMATICO che stravolge le produzioni nei vari territori. 4,2%
- Che la pace tra Israele e Hamas non regga e ricominci la guerra in Medio Oriente; 4,2%
- AI l’intelligenza Artificiale che purtroppo ha costi d’ingresso troppo alti che non mi posso permettere. 2,1%
L’accordo di pace siglato tra Israele ed Hamas è di portata storica non solo per ebrei e palestinesi ma per tutto il Medio Oriente. Si è aperto intanto il fronte in Venezuela ed in Iran.. Che implicazioni/impatto potrebbero avere per l’economia globale e per le PMI italiane ? (2 risposte al massimo)
- se la pace continuerà a reggere, sarà sicuramente una buona notizia per tutte le economie del pianeta perché ci sarà più stabilità. 48,4%
- Sono tutte guerre “energetiche” per il petrolio. Le PMI italiane sconteranno ancora a lungo un alto costo delle bollette energetiche. 23,2%
- È sicuramente una buona notizia per molti settori, perché anche le PMI italiane (che sono 80% delle nostre aziende) potranno partecipare alla ricostruzione di Gaza. 21,1%
- Le ricadute per le PMI italiane le vedremo solo tra qualche anno. 14,7%
- Quando sembrava che la pace reggesse a Gaza, ora si è aperto un altro fronte in Iran: il Medio Oriente è sempre in fiamme, ed ora c’è anche il Venezuela.. Le PMI italiane non beneficeranno per questa instabilità internazionale 13,7%
- La ricostruzione di Gaza e del Venezuela saranno un grande affare per i soliti miliardari americani, che ci lasceranno le briciole. 11,6%
- Ora che la pace è sbocciata a Gaza, il Medio Oriente è un po’ più sicuro e stabile, e ne beneficeranno tutti i paesi che hanno favorito l’accordo, Italia compresa. 6,3%
- Meno male che hanno fatto la pace, così adesso smetteranno anche le varie manifestazioni ProPal che hanno bloccato l’Italia per mesi. 4,2%
- Il Medio Oriente è troppo lontano dall’Italia, non vedo ricadute per le PMI. 4,2%
Il voto sul “Referendum sulla Giustizia” fissato a fine marzo, quale impatto avrà per le PMI? (2 risposte al massimo)
- Speriamo che la riforma risolva i problemi della Giustizia italiana; 53,7%
- Anche in queste votazioni vincerà l’astensionismo, segno della distanza che vi è tra la politica ed i cittadini; 29,5%
- L’impatto dei Referendum è praticamente nullo per le PMI italiane. Meglio pensare a lavorare. 18,9%
- Il Referendum serve solo a distrarre l’opinione pubblica dai veri problemi del Paese; 16,8%
- Al di là dei vincitori, è sempre una buona notizia quando si vota; 14,7%
Quale sarà l’impatto dei Dazi per la tua azienda?
- Poiché non esporto in USA non ci sarà nessun effetto sul mio fatturato; 49,5%
- Più dei dazi mi spaventa il caro dell’energia in bolletta e l’inflazione che erode il potere di acquisto dei consumatori 41,1%
- A medio termine temo che il mio fatturato si ridurrà del 15%, cioè del valore dei dazi Americani; 8,4%
- Nei prossimi mesi mi aspetto che i dazi taglieranno il mio fatturato del 30%; 2%
- Poiché esporto direttamente in USA, il mio fatturato si dimezzerà (-50%) 1%
Si va verso i primi ponti Primaverili.. come sarà la Pasqua per le PMI italiane ? (al massimo 2 risposte)
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- Nonostante Francia e Germania siano in difficoltà, l’economia italiana non va male: sono fiducioso che questo trend continuerà sino a Pasqua ed oltre; 40,2%
- Se le guerre in Venezuela, Iran, Ucraina e Medio Oriente si risolveranno, potremmo avere maggiore stabilità e sicurezza, e quindi un bel Natale anche per le PMI; 21,7%
- Le tensioni internazionali ed i dazi perdurano, quindi anche le PMI italiane continueranno a patire anche a Pasqua; 19,6%
- Grazie alla stabilità di governo, il nostro Paese e le nostre imprese sono le uniche in UE che non vanno male. 17,4%
- Il mio settore, il turismo, tira sempre molto. Dopo un ottimo Natale, mi aspetto che anche la Pasqua andrà a gonfie vele, nonostante le tensioni internazionali; 14,1%
È stata varata la Legge di Bilancio. Ma di cosa avrebbero più bisogno le PMI italiane? (massimo 2 risposte)
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- Detassazione degli aumenti salariali, per migliorare gli stipendi specie ai giovani; 64,2%
- Il taglio poderoso dell’IRPEF per il ceto medio sempre più impoverito; 27,4%
- Una nuova rottamazione fiscale perché il Fisco è asfissiante; 26,3%
- Detassazione dei premi e dei fringe benefit; 23,2%
- Conferma del bonus ristrutturazione al 50% sulle prime case, per ravvivare l’edilizia e l’indotto; 23,2%
- Aiuti contro il caro energia in bolletta. 7,4%
- Cancellare la flat tax, perché altrimenti pagano le tasse solo dipendenti e pensionati. 3,2%
Cosa serve oggi per ispirare i giovani (max 1 risposta)?
- Prevedere la totale detassazione dei PREMI AZIENDALI (bonus), affinchè le imprese diventino più attraenti. 25,3%
- Più soldi in busta paga: i nostri stipendi sono i più bassi dei Paesi più industrializzati; 21,1%
- Più attività extralavorative che li coinvolgano nel mood aziendale; 14,7%
- Maggiori pratiche di VERA SOSTENIBILITA’ e di vera BENEFICENZA, per sviluppare un’etica aziendale certificabile da terzi (no green-washing). 12,6%
- Settimana corta di 4 giorni, come in Spagna: lavorare meno ma con la stessa produttività; 11,6%
- Più attenzione ai bisogni veri delle famiglie; 9,5%
- Smartworking esteso a tutti i settori, e dotazioni informatiche adeguate; 5%
- Più permessi retribuiti per ottemperare faccende domestiche che un tempo nelle famiglie sbrigavano i genitori oppure i nonni; 2%
Sacrifici nel Lavoro: quante ore al giorno bisogna lavorare per avere successo (max 1 risposta):
- Non si tratta di numero di ore lavorate, ma piuttosto di qualità del tempo che dedichi al lavoro: se fatto bene, anche 4 giorni su 7 sono sufficienti, 50,5%
- La cosa fondamentale è mettere al centro il consumatore, e soddisfare quanto più possibile le sue richieste/necessità; 23,2%
- Per le PMI 7 giorni su 7: nessuno ti regala nulla; 20%
- Poiché spesso le PMI hanno picchi “stagionali”, è fondamentale in quei periodi essere totalmente dedicati ai propri clienti/consumatori, facendo perciò anche qualche sacrificio; 6%











