Di Alessandro Bovicelli, ricercatore di Ginecologia oncologica all’Università di Bologna
È una storia commovente quella della famiglia di Napoli con il bimbo di 2 anni che è stato trapiantato con un cuore “bruciato”. Commovente se non facesse indignare quanto è avvenuto. Non è possibile che succedano certi errori nel 2026. Praticamente chi ha trasportato il cuore l’ha fatto con il ghiaccio secco a una temperatura di -80 gradi bruciandolo e rende il cuore praticamente inefficace. Una leggerezza gravissima. La madre distrutta dal dolore chiede giustizia. È veramente importante fare la massima chiarezza per punire severamente i colpevoli. Intanto i medici hanno escluso la possibilità di un nuovo trapianto. Il piccolo intanto resta in condizioni stabili ma critiche.







