di Vincenzo Sanchini
La storia dla scritùra
- Ad cla lèngua de’ pasèd Di quella lingua del passato
sla scritura ac cin firmèd con la scrittura ci siamo fermati
e um pisrìa s’ta n ci strach, e mi piacerebbe se non sei stanco,
prima d’mèta drénta l’vach, prima di mettere dentro le vacche,
d’arcurdè ancà la su storja, di ricordare anche la sua storia,
quèl ch’ut ven…isce a mimorja. quello che ti viene… così a memoria.
- Molti popoli han creduto,
ma già questo l’hai saputo,
che gli Dei ci hanno portato Egiziani, ‘geroglifici’: scrittura sacra incisa su pietra
si lo scritto col parlato, Assiri: ‘cuneiformi’: a forma di cuneo, di chiodo
ma si sa che la pittura
dato ha inizio alla scrittura:
Pitttogrammi ch’han poi letto
con il nome dell’oggetto,
i Sumeri, gli Egiziani
con gli Assiri ed i Persiani…
- Se p’un èlbre è po bastè, Se per un albero può bastare
pi cuncèt lascéna stè, per i concetti lasciamo stare,
che l’amor, la carugnag-na che l’amore, la ‘carognaggine’
tu m se’ di’ cum i s’ ammag-na? mi sai dire come si immaginano?
- E in effetti per sto dramma
inventar l’Ideogramma:
occhio e acqua a denotare
pel dolore…il lacrimare,
ma il progresso che c’è stato
poi si sa non è bastato.
- L’è scigur ch’i n s’arcapzèva E’ sicuro che non si raccapezzavano
e pi son d’ cand i parlèva, e per i suoni di quando parlavano,
j avrà cménz a stè a pinsè avranno cominciato stare a pensare
ch’u s’ pudìva po anvintè. che si poteva poi inventare.
- E gli Ebrei con i Fenici, “…usano i propri simboli con valore esclusivamente
sono queste le radici, fonetico, di sillabe o di consonanti, eliminando del
hanno i simboli adattato tutto qualsiasi carattere ideografico,
a quei suoni del parlato,
per l’inizio ancor discreto …comincia il vero alfabeto fonetico.” (pag. 54)
del fonetico alfabeto.
- U s’ arman a bèca apèrta, Si rimane a bocca aperta,
da Nobel quel ad sta squèrta, da Nobel quello di questa scoperta,
mò se l’olme l’è pricìs, ma se l’olmo è lo stesso,
perché dep li su radis… perché dopo le sue radici…
- I caratteri adattati
ai linguaggi sono stati,
pensa al Greco derivato fenicio – greco – etrusco – romano
dal Fenicio com’è stato.
- E el nòst, sce l’Italjén, E il nostro, si l’italiano,
l’è ancà quèl di Americhén? è anche quello degli Americani?
- Dall’ Etrusco ch’era stato
già dal Greco originato,
nasce poi quello Latino
che varcato ha il suo confino.
- L’ è per quèst, a l’ho prisènt, E’ per questo, l’ho presente,
ch’ l’è li stès d’ tot l’Ucidént; che è lo stesso di tutto l’Occidente;
mo quel dj Arabi alora ma quello degli Arabi allora
ch’ l’è di ‘sbaf, amènch da d’ fora, che sono degli sbaffi, almeno da fuori,
bèi da veda ancà si mur, belli da vedere anche sui muri,
po ch’i t lascia è le tu scur? poi che ti lasciano lì al buio?
- Alfabeto dai Fenici,
sì le stesse le radici,
che più ricca può vantare
discendenza, non scordare;
bella infatti è la scrittura,
non pensare alla lettura,
basta dir che le vocali …punti e linee sopra e sotto le consonanti
sol pel nome sono tali,
punti e linee a integrare
consonanti nel parlare.
- U j sarìa ancà el Cines Ci sarà anche il Cinese
per nò di’ du Giapunés, per non dire del Giapponese,
mò arturnèna mu Latìn, ma ritorniamo al Latino,
perché u m per ch’ urmaj aj sin. perché mi pare che ormai ci siamo.
- Il Latino, da notare,
ch’è il migliore per “fissare”, …graficamente i suoni, ma ben lontano
ma anche qui la perfezione… dalla perfezione.
risaputa è la ragione.
Nato infatti a soddisfare
i Latini nel parlare,
poi ad altri s’ è adattato
ed allor non è bastato.
- E adès u m ven in mènt E adesso mi viene in mente
“c“e “g” t’ j avrè prisént: c e g li avrai presenti:
“cana” e “céna“, “gént” e “gas“, canna e cena, gente e gas,
do valor, mò insen a spas… due valori, ma insieme a spasso…
“casa”, “chésa” stèsa storia, cassa, casa la stessa storia,
ròba d’ scòla…isce a mimòrja. roba di scuola…così a memoria.
.
- Quei che i suoni hanno studiato
molti segni hanno inventato,
ma se il simbolo è lo stesso,
un problema non d’adesso,
per due lingue han poi notato
che diverso è pronunciato.
Questa infatti è la questione,
manca ancor la perfezione.
Bibl.
- Mario A. Pei – La storia del linguaggio – Sansoni 1970
2005 / 2026











