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Rimini. Cineteca, conferenze sulla nascita della Repubblica dall’8 maggio al 15 giugno alle 17.30

Redazione di Redazione
2 Maggio 2026
in Cultura, Rimini
Tempo di lettura : 9 minuti necessari
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Nadia Urbinati

Nadia Urbinati

Rimini. Cineteca, conferenze sulla nascita della Repubblica dall’8 maggio al 15 giugno alle 17.30.
Ottant’anni fa, il 2 giugno 1946, data del referendum sulla forma dello Stato e l’elezione
dell’Assemblea incaricata di redigere la Carta costituzionale, rappresentò per il nostro Paese, dopo vent’anni di dittatura, l’inizio di una nuova storia democratica, a partire dal ripristino del suffragio universale, e, per la prima volta nella nostra storia, l’estensione del voto alle donne.
A questa svolta storica, il Comune di Rimini – con il coordinamento scientifico della Biblioteca civica Gambalunga e dell’Istituto per la storia della Resistenza e dell’Età contemporanea della provincia di Rimini – dedicano il ciclo di lezioni magistrali “Dialoghi sulla democrazia. Nascita della Repubblica”, per interrogarsi sulla natura della democrazia nata dalle macerie della Seconda guerra mondiale, a partire dalla considerazione che la democrazia non è soltanto una costruzione giuridica, ma è soprattutto una costruzione sociale e politica, che prevede la partecipazione dei cittadini alla vita pubblica.
Ad aprire la rassegna sarà la storica Gabriella Gribaudi, che venerdì 8 maggio nella sua lezione Guerra aerea: strategie e legittimazione, affronterà il tema cruciale della guerra totale. Per molto tempo è stato difficile parlare delle conseguenze dei bombardamenti aerei, poiché si è trattato di crimini commessi dagli Alleati, cioè dalle democrazie vincitrici del conflitto, appellandosi a una giustizia che produsse enormi catastrofi, distrusse città e sterminò popolazioni civili.
Per l’Italia, l’uscita dalla guerra significò innanzitutto l’edificazione di nuove istituzioni democratiche, a cui per la prima volta parteciparono le donne, come elettrici ed elette, in un percorso di emancipazione che sarebbe stato lungo e difficile. A parlarne sarà la storica Patrizia Gabrielli, venerdì, 15 maggio nell’incontro Il primo voto. Elettrici ed elette.
Il 2 giugno 1946 segnò il passaggio degli italiani dallo stato di sudditi della monarchia a quello di cittadini della Repubblica democratica. Una svolta che non fu priva di contraddizioni, tanto che il suo valore simbolico si affievolì nel corso del tempo. La stessa festività venne ridimensionata, quasi cancellata nel corso delle stagioni dell’Italia repubblicana. A ottant’anni di distanza, le nuove generazioni vorranno ridare sostanza e vigore a quella data simbolica? Da questo interrogativo nasce la riflessione che lo storico  contemporaneista Umberto Gentiloni, proporrà mercoledì 20 maggio con la lezione Alle origini della Repubblica. 80 anni dal 2 giugno 1946.
Senza guerra partigiana non si sarebbe realizzata la più importante cesura della storia italiana, ma essa è stata via via edulcorata e di fatto sostituita da una narrazione più rassicurante, sul modello della Resistenza come “secondo Risorgimento”. Con questa lettura, però, la concreta esperienza storica della guerra partigiana, inevitabilmente sanguinosa e divisiva, rischia di disciogliersi in un astratto pantheon di eroi. La Resistenza consentì al Paese di trovare una nuova identità, di recuperare una dignità a livello internazionale, e di avviare un processo di “costruzione” della democrazia. Ne parlerà lo storico Filippo Focardi, martedì 26 maggio, nella lezione L’eredità della guerra partigiana nella Repubblica.
La guerra di Liberazione fu insieme una guerra civile contro i fascisti e una guerriglia contro l’occupante nazista. L’ansia di riscatto e di cambiamento, che avevano originato la Resistenza, costituirono la volontà fondativa della democrazia italiana. Su di essa si innestò e prese forma una Carta costituzionale dal valore programmatico, che disegnò la democrazia repubblicana per cui si era combattuto. Ne parleranno lo storico contemporaneista Luca Baldissara e la politologa Nadia Urbinati, che venerdì 29 maggio presenteranno Nata democratica.
Non furono pochi i fattori che minarono la piena realizzazione della democrazia nel nostro Paese, a partire dal fatto che il distacco degli italiani dal fascismo era stato determinato dal disastro della guerra e non si era tradotto in una coscienza politica antifascista, al punto che si creò una frattura fra la gente comune e la minoranza eroica che aveva dato vita alla Resistenza, fra i partiti e la grande maggioranza degli italiani. Ciò favorì la messa sotto accusa dell’antifascismo e il «Processo alla Resistenza», che si celebrò nelle aule di giustizia dopo il 1945. Gravida di conseguenze, come ebbe a osservare Piero Calamandrei, furono le modalità con cui venne applicata l’amnistia, emanata il 22 giugno 1946 per celebrare la nascita della Repubblica italiana. L’amnistia, ispirata all’esigenza di pacificazione, avrebbe dovuto rappresentare lo spartiacque nel decisivo passaggio tra dittatura e democrazia. Per l’interpretazione estensiva fornita della magistratura, si trasformò in un generalizzato perdono, applicato anche a torturatori e ad assassini.
Ne parlerà mercoledì 3 giugno, Mimmo Franzinelli, L’amnistia Togliatti. Un colpo di spugna sui crimini fascisti
Lunedì 15 giugno, la rassegna si chiuderà con la presentazione del libro Anna Chimenti e Maria Natale La Costituzione è donna. Le conquiste per la parità di genere dal 1946 a oggi (Carocci, 2025) in dialogo con Antonella Baccarini. In collaborazione con il Coordinamento Donne Rimini .
CALENDARIO
Venerdi 8 maggio
Gabriella Gribaudi, Guerra aerea: strategie e legittimazione.
Venerdi, 15 maggio
Patrizia Gabrielli, Il primo voto. Elettrici ed elette
Mercoledì 20 maggio
Umberto Gentiloni, Alle origini della Repubblica. 80 anni dal 2 giugno 1946
Martedì 26 maggio
Filippo Focardi, L’eredità della guerra partigiana nella Repubblica
Venerdì 29 maggio
Nadia Urbinati – Luca Baldissara, Nata democratica
Mercoledì 3 giugno
Mimmo Franzinelli, L’amnistia Togliatti. Un colpo di spugna sui crimini fascisti
___________________________
Lunedì 15 giugno
Anna Chimenti e Maria Natale presentano La Costituzione è donna. Le conquiste per la parità di genere dal 1946 a oggi (Carocci, 2025) in dialogo con Antonella Baccarini. In collaborazione con il Coordinamento Donne di Rimini
CHI SONO
Luca Baldissara è professore di Storia contemporanea all’Università di Bologna. Si occupa di storia amministrativa e delle istituzioni, di storia della guerra e della Resistenza, di storia del sistema politico, dei conflitti e dei movimenti sociali, di storia dei crimini di guerra e di giustizia di transizione. Ha curato l’Atlante storico della Resistenza italiana, Mondadori, 2000. Tra le sue pubblicazioni edite con il Mulino si citano: Il massacro. Guerra ai civili a Monte Sole (con P. Pezzino), 2009; Italia 1943. La guerra continua, 2023, 25 aprile, 2024; Nata democratica (con N. Urbinati), 2026.
Anna Chimenti, costituzionalista, è ordinaria di diritto costituzionale dal 2004. Ha svolto parte della sua carriera a “La Sapienza”, ha insegnato presso l’Università di Foggia, e presso varie università straniere. Ha svolto la sua carriera tra l’Italia e il Regno Unito dove è academic visiting presso il St Antony’s College di Oxford. Dal 2023 è docente di diritto costituzionale presso l’Università Telematica Pegaso. È: autrice di numerose pubblicazioni, tra cui Storia dei referendum. Dal divorzio alla riforma elettorale, Laterza, 1999; Informazione e televisione. La libertà vigilata  Laterza, 2000; La teoria gradualistica del diritto. Confronto con le idee e le istituzioni del diritto positivo francese, Giuffrè, 2003; La Costituzione è donna. Le conquiste per la parità di genere dal 1946 ad oggi, (con Maria Natale), Carocci, 2025.
Mimmo Franzinelli, storico del fascismo e dell’Italia repubblicana, membro della Fondazione Ernesto Rossi – Gaetano Salvemini di Firenze, è autore di numerosi volumi, fra cui ricordiamo L’amnistia Togliatti, Mondadori, 2006; Storia della Resistenza (con Marcello Flores), Laterza, 2019; Storia della Repubblica Sociale Italiana, Laterza, 2020, Il filosofo in camicia nera , Mondadori, 2021, L’insurrezione fascista, Mondadori, 2022, Il fascismo è finito il 25 aprile 1945, Laterza, 2022, Schiavi di Hitler, Mondadori, 2023, Matteotti e Mussolini, Mondadori, 2024. Per Einaudi ha pubblicato, con M. Cardozo, Gli artigli del Condor. Dittature militari latino-americane, Cia e neofascismo italiano, 2025.
Filippo Focardi è docente di Storia contemporanea presso l’Università di Padova, dove dirige il Centro di Ateneo per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea. Fra i suoi libri ricordiamo: Il cattivo tedesco e il bravo italiano. La rimozione delle colpe della seconda guerra mondiale (Laterza, 2016); La guerra della memoria. La Resistenza nel dibattito politico italiano dal 1945 a oggi, Laterza, 2020; presso l’editore Viella si ricordano: Nel cantiere della memoria. Fascismo, Resistenza, Shoah, Foibe, 2020; L’Italia del 1943. La stagione dell’incertezza, (curatela con Matteo Mazzoni), 2025; Quale storia per il pubblico? Fascismo e nazismo tra storiografia e mass-media, 2025. Resistenza. La guerra partigiana in Italia (1943-1945), curatela con Santo Peli, Carocci 2025
Patrizia Gabrielli è professoressa ordinaria di Storia contemporanea e Storia di Genere. Dal 2008 è membro del Collegio del Dottorato di Studi Storico-Letterari e di Genere, Università degli Studi di Roma “La Sapienza”; ha svolto attività didattica in alcune università europee. Ha coordinato diversi progetti di ricerca, tra i più recenti Elette ed eletti. Rappresentanza e rappresentazioni di genere nell’Italia Repubblicana. Dirige la rivista “Storia e problemi contemporanei” e membro dei comitati scientifici di varie riviste internazionali. Dal 2019 è direttrice della collana Archivio diaristico nazionale di Pieve Santo Stefano (Rubbettino). L’attività di ricerca, privilegiando un’ottica di genere, si è principalmente concentrata sulle guerre mondiali; sulla storia dell’antifascismo e dell’Italia repubblicana. Particolare attenzione è stata rivolta alle scritture autonarrative, ai movimenti delle donne e alle forme di circolazione del discorso politico. Ha curato mostre documentali e la pubblicazione del sito www.eletteedeletti.it.
Ha partecipato e collaborato ad alcune trasmissioni di Rai Storia, tra queste si segnalano i
documentari “Alba De Céspedes. Vivere per scrivere” e “Volere votare”. È autrice di diversi volumi e numerosi saggi, di cui si citano: Il 1946, le donne, la Repubblica, Donzelli, 2004; Il Comune alle donne. Le dodici sindache del 1946I, Affinità elettive, 2021¸Fenicotteri in volo. Donne comuniste nel ventennio fascista, Affinità elettive, 2024; Donne protagoniste nelle istituzioni della Repubblica, Viella, 2024; Il primo voto: elettrici ed elette, Roma, Castelvecchi, nuova ed. 2026, Dalla parte di lei (e di lui). Alba de Céspedes a “Epoca”, Pacini, 2026.
Umberto Gentiloni Silveri è docente di Storia contemporanea presso il Dipartimento di Storia, Culture e Religioni della Sapienza-Università di Roma. Dal 2016 collabora con il quotidiano «la Repubblica». Dopo diversi soggiorni negli Stati Uniti, i suoi studi vertono sui rapporti tra Italia e Stati Uniti a partire dalle dinamiche e dalle eredità del secondo conflitto mondiale. Si occupa anche di storia della Resistenza romana e le ricerche successive riguardano le periodizzazioni dell’Italia repubblicana, l’evoluzione e la crisi del sistema politico dagli anni Settanta all’ultimo scorcio del Novecento nella dialettica tra sistema internazionale e successivi equilibri interni. Tra le sue pubblicazioni, per i tipi del Mulino si citano: Bombardare Roma. Gli Alleati e la «Città aperta» (1940-1944), 2007; Storia dell’Italia contemporanea. 1943-2023. Nuova ediz., 2024; Dal buio del Novecento (con S. Palermo), 2024; 2 giugno, 2025.
Gabriella Gribaudi ha insegnato Storia contemporanea e Storia e memoria presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II. Ha lavorato sulla storia sociale e sulla memoria della seconda guerra mondiale e delle catastrofi naturali. Da una prospettiva di storia sociale ha anche affrontato lo studio del crimine organizzato. Si è occupata di temi metodologici quali le relazioni fra storia e scienze sociali, fra memoria e storia. Si segnalano: La memoria, i traumi, la storia. La guerra e le catastrofi nel Novecento (2020), Combattenti, sbandati, prigionieri. Esperienze e memorie di reduci della Seconda Guerra Mondiale (2016), Terra bruciata. Le stragi naziste sul fronte meridionale (a cura di, 2003). Presso Bollati Boringhieri ha pubblicato: Guerra totale. Tra bombe alleate e violenze naziste. Napoli e il fronte meridionale 1940-44 (2005, con cui ha vinto il premio Napoli per la saggistica), Napoli in guerra. 1940-1943 (2023), e ha curato Traffici criminali. Camorra, mafie e reti internazionali dell’illegalità (2009).
Maria Natale è Professoressa Associata di Storia del diritto medievale e moderno. È Presidente del Corso di studi in Giurisprudenza dell’Università telematica Pegaso e, attualmente, componente del Comitato Unico di Garanzia. È titolare dell’insegnamento di Storia del diritto medievale e moderno nel corso di laurea magistrale in Giurisprudenza dell’Università “Pegaso” di Napoli e nel corso di laurea triennale in Scienze giuridiche dell’Università delle Camere di Commercio “Universitas Mercatorum” di Roma. Autrice di monografie, saggi e articoli, che sono frutto delle ricerche nell’ambito della storia del diritto, delle istituzioni e della giustizia in epoca moderna, insieme ad Anna Chimenti ha pubblicato La Costituzione è donna. Le conquiste per la parità di genere dal 1946
ad oggi, Carocci, 2025.
Nadia Urbinati è docente di Teoria politica dal 1996 presso la Columbia University di New York, ha focalizzato le sue ricerche sul pensiero politico moderno e contemporaneo, indagando in particolare il liberalismo e il liberal-socialismo, il cosmopolitismo e le teorie politiche federaliste; in anni più recenti ha esteso i suoi studi alle teorie della sovranità e della rappresentanza politica, alla formazione dell’opinione nei sistemi democratici rappresentativi e alla nascita dei populismi. È editorialista per il quotidiano “Domani” e in passato ha collaborato con “la Repubblica” e altri giornali. Commendatore della Repubblica Italiana dal 2009. Della sua copiosa produzione saggistica si citano i più recenti: Democrazia sfigurata. Il popolo tra verità e opinione (2014); La vera Seconda Repubblica: l’ideologia e la macchina (con D. Ragazzoni, 2016); Costituzione italiana: articolo 1 (2017); Utopia Europa (2019); La democrazia del sorteggio (2020); Io il popolo. Come il populismo trasforma la democrazia (2020); Pochi contro molti. Il conflitto politico nel XXI secolo (2020); L’ipocrisia virtuosa (2023); Democrazia afascista (con G. Pedullà, 2024); Nata democratica (con Luca Baldisserra), Il mulino, 2026.
Ingresso libero
Info: Istituto Storico Rimini | tel. 0541.24730 | www.istitutostoricorimini.it
        Biblioteca Gambalunga | tel. 0541.704488 | www.bibliotecagambalunga.it
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