Rimini. Festa dell’Europa: confronto su politica, partecipazione e nuove generazioni e il modello Zohran Mamdani .
In occasione della Festa dell’Europa, il Partito Democratico della Città di Rimini promuove un importante momento di confronto pubblico dal titolo “Zohran Mamdani. Possiamo permetterci di sognare”, in programma per domani, sabato 9 maggio alle ore 18:30 presso la Sala Pironi in Corso d’Augusto 231 a Rimini. L’iniziativa sarà dedicata ai temi della politica, della partecipazione e del ruolo delle nuove generazioni nella costruzione di una proposta progressista, prendendo spunto dall’esperienza internazionale rappresentata da Zohran Mamdani a New York. Ad aprire l’incontro saranno i saluti di Giacomo Gnoli, segretario Pd Comunale Rimini. L’introduzione sarà affidata a Emanuele Bianchi, responsabile Europa PD Comunale Rimini.
Interverranno:
Francesco Foti, autore
Emma Petitti, vice-segretaria PD Emilia-Romagna
Al centro, anche il contributo di Anthony Di Mieri, regista della campagna elettorale di Zohran Mamdani.
Coordinerà: Emanuele Panza, attivista politico.
“Nel giorno della Festa dell’Europa vogliamo ribadire con forza che esiste uno spazio politico per una proposta autenticamente progressista, inclusiva e democratica, capace di parlare alle nuove generazioni e di costruire partecipazione reale. L’esperienza di Zohran Mamdani a New York dimostra che è possibile immaginare e realizzare politiche coraggiose, radicate nei bisogni sociali e sostenute da un forte protagonismo civico.- dichiarano Giacomo Gnoli, Segretario del PD cittadino assieme al Responsabile Europa Emanuele Bianchi – È un messaggio che riguarda anche l’Europa e l’Italia: possiamo e dobbiamo costruire una visione alternativa, fondata su giustizia sociale, diritti e innovazione democratica. Questo incontro vuole essere un’occasione per discutere concretamente di questi temi, mettendo in dialogo esperienze locali e internazionali, e rafforzando l’impegno del Partito Democratico nel costruire un futuro europeo più equo, solidale e partecipato.”











