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Home Cultura

Riccione. Chi si ricorda dell’11 Settembre 2001?

Redazione di Redazione
11 Settembre 2026
in Cultura, Riccione
Tempo di lettura : 6 minuti necessari
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di Gianni Fabbri

Sono passati esattamente 25 anni.
Un evento storico indelebile che ha segnato profondamente la memoria collettiva, in particolare per chi ha vissuto in diretta televisiva il crollo delle Torri Gemelle a New York.
Molti ricordano con esattezza dove si trovavano e cosa stavano facendo quel Martedì – chi scrive ricorda benissimo che, con moglie e figlia, stava rientrando da una visita alla Biennale di Venezia (ultima edizione al centro di polemiche ?!?), quando decise di fermarsi a Pellestrina per uno spuntino volante.
Entrati nel Bar/Ristorante, alla televisione le immagini degli aerei che colpivano gli ultimi piani dei due grattacieli; li’ per li’ pensammo che fosse un telefilm, tant’è… i numerosi presenti, data l’ora, circa le 14,45, continuavano tranquillamente a… giocare a carte o a bere e chiacchierare, ma noi, seguendo il commento del cronista televisivo, capimmo poi che si trattava di un evento di una tragicità inaudita (si saprà poi che causò 2.606 morti) –
L’impatto mediatico dello schianto sul World Trade Center – era la prima volta nella storia che la grande potenza americana veniva colpita al cuore! Proprio in casa sua -, trasmesso in diretta in tutto il mondo, creò uno shock psicologico globale.
E… nonostante siano passati 25 anni, la narrazione di quel giorno, di quelle ore drammatiche, rimane tuttora viva, anche perché è impressa nella memoria collettiva come… “il giorno in cui il terrorismo ha sconvolto il mondo”, evento che le generazioni che lo seguirono all’epoca percepirono come una svolta storica nello scenario geopolitico mondiale.
C’era chi, come Samuel P. Huntington, teorizzava lo “scontro di civiltà”, vale dire lo scontro epocale tra l’Occidente e l’Islam radicale.
Ora, dopo 25 anni, si può ragionare a mente fredda, sulle numerose “teorie del complotto” che l’attentato fin da subito generò
Ipotesi, spesso definite “cospirazioniste”, che misero in discussione la versione ufficiale, suggerendo il coinvolgimento della CIA e di soggetti interni agli alti comandi di Washington, se non proprio direttamente alla Casa Bianca (!) – è bene ricordare che ci fu un precedente storico: l’attacco giapponese a Pearl Harbor, del quale attacco il Presidente Delano Roosevelt era stato preventivamente informato dal Servizio di Intelligence, ma… nulla fu fatto per evitarlo perché serviva un pretesto per convincere il popolo americano della necessità di aprire un fronte di guerra anche sul Pacifico; e… c’è stato un seguito, altrettanto storico, più recente, esattamente
Venerdì 7 Ottobre 2023, con l’attacco terroristico di Hamas in Israele che provocò 1.200 vittime e il rapimento di 250 ostaggi;
‘prodromo’ che il Mossad aveva previsto con esattezza (anche perché Hamas è una creatura del Mossad) e su cui, su indicazione di Netanyahu, ha taciuto, perché serviva, anche in questo caso, un pretesto per scatenare il genocidio dei Palestinesi (più di 75.000 morti, di cui 10.000 bambini), genocidio in linea con il disegno lucido e spietato dello ‘sionismo messianico’: “la supremazia del popolo eletto, i Giudei, sulla terra promessa” che va dalla riva ovest del fiume Giordano (la West Bank), fino al Mediterraneo, “terra”, che per Netanyahu & Soci non si chiama Palestina, ma Giudea; ergo ne deduco che, per Netanyahu & Soci i Palestinesi devono sparire, alla faccia de’ “due popoli, due Stati” (!) -.
Molti sostenitori delle teorie alternative a quella ufficiale, fra cui il
Nostro Giulietto Chiesa, ipotizzano che gli edifici siano crollati a causa di esplosivi piazzati al loro interno.
A sostegno di questa tesi alcune considerazioni: gli aerei hanno colpito le due strutture al di sopra del 90esimo piano, per cui è impossibile che l’incendio provocato dall’impatto degli aerei abbia potuto provocare il collasso, il cedimento strutturale, e poi, in modo così rapido (hanno parlato di crollo “free all”!) di entrambe le Torri;
seconda considerazione, molti di coloro che lasciarono gli edifici prima che crollassero hanno dichiarato di aver avvertito esplosioni all’interno dei piani, successive all’impatto degli aerei.
Alcuni sostenitori della teoria del complotto affermano di aver trovato tracce di termite (miscela incendiaria) e di altri esplosivi nelle polveri del crollo.
Last but not least… il mistero legato al crollo del World Trade Center 7 (WTC 7), cioè il crollo del terzo edificio del Center, avvenuto successivamente, nel tardo pomeriggio, senza essere stato colpito da alcun aereo – crollo di cui i media non hanno assolutamente parlato -.  L’interrogativo che molti si posero è come avesse potuto un edificio di 47 piani collassare pur non essendo stato colpito.
La… spiegazione ufficiale fu che il crollo fosse stato causato dagli incendi incontrollati scatenati dalle due Torri, estesi sulla terza e che ne indebolirono le strutture portanti in acciaio (?!?)
Altri interrogativi si possono porre a mente lucida, tipo i piloti di
Al-Qaeda che sequestrarono gli aerei e li pilotarono contro le Torri, furono addestrati in aeroporti degli Stati Uniti: possibile che la CIA, che sa tutto di tutti, non ne fosse informata (!?!) – lo stesso caso del Mossad israeliana sull’atto terroristico di Venerdì 7 Ottobre 2023, la cui verità sta emergendo proprio in questi giorni: Netanyahu sapeva tutto e aveva orchestrato il tutto (!) -.
Non l’hanno raccontata giusta!
E da ultimo, ma non meno importante, è ampiamente dimostrato che Osama Bin Laden sia stato una creatura della CIA, in funzione anti Russia in Afghanistan, prima, e in Cecenia, poi, e in funzione anti Serbia, in Bosnia Erzegovina, dove la sua presenza fu accertata e comprovata (!). Come la sua presenza fu documentata con tanto di foto, quando nel Luglio 2001, ricevette in visita due funzionari CIA, mentre era ricoverato in ospedale nel Dubai – così come, sempre per fare il parallelo, è comprovato che Hamas sia stata una creatura del Mossad in funzione anti OLP di Yasser Arafat e anti “Accordi di Oslo”, fin dal lontano Dicembre del 1987 (!) -.
Per concludere, l’attentato al World Trade Center fu il pretesto per invadere l’Afghanistan con lo scopo di… “combattere il terrorismo islamico”; infatti seguì l’ “Operazione Enduring Freedom” del
7 Ottobre 2001 – il 7 Ottobre è ricorrente (?!?) -, invasione che durerà circa 20 anni, fino al 30 Agosto 2021, e che si concluderà ingloriosamente, come riportato dalle immagini televisive, con fuga precipitosa dall’aeroporto di Kabul – così come ingloriosa fu anche la fuga da Saigon (Vietnam), dal tetto dell’Ambasciata americana,
aggrappati ai pattini degli elicotteri (!) -.

L’inserto “il Venerdì” di “La Repubblica” del 1 Maggio 2026, col titolo “Cosa resta di Al Qaeda” – Quindici anni fa Osama Bin Laden veniva ucciso dagli americani in Pakistan.
Da allora tutti sembrano aver dimenticato la sua organizzazione -.
Un articolo-inchiesta abbastanza importante.
“Giustizia è stata fatta”.  Con queste parole il Presidente USA
Barack Obama annunciò al mondo l’uccisione di Osama Bin Laden,
caduto sotto i colpi dei Navy Seals nel rifugio Pakistano il 2 Maggio del 2011 – non serviva più, era già servito allo scopo (!) -.
Sono passati 15 anni e tutti sembrano aver dimenticato quella che era la sua organizzazione islamista: Al-Qaeda.
Questo è un errore che si rischia di pagar caro, perché la creatura di Bin Laden è ancora più viva e vegeta che mai (!)
I rapporti investigativi di Intelligence la indicano in crescita continua
con una forza di circa 25.000 combattenti, con ramificazioni che si estendono in almeno due continenti: Asia e Europa.
E… cosa vieppiù pericolosa, con la stessa ossessione
anti-Occidente del suo fondatore, tipo scatenare un attacco clamoroso, in grado di ripetere lo choc delle Torri Gemelle del 2001.
Dopo la morte del magnate saudita, Al-Qaeda è stata gestita da quello che era il suo erede designato, il medico egiziano
Ayman al-Zawahiri: alter ego di bin Laden fin dalla sua costituzione.
Però una figura senza carisma (non come quella del suo predecessore), ma con una idea della supremazia della Jihad islamica che gli proveniva dal salafismo (la frazione più estrema e conservatrice dell’Islam sunnita).
Per di più, si dovette quasi subito misurare con la rivolta degli “scissionisti” dell’ISIS, che proclamarono il “Califfato Nero” di
Abu Bakr al-Bagdhadi, e occuparono gran parte di Siria e Iraq, con capitale Mosul.
Con l’Afghanistan nel cuore, e con il ritorno al potere dei Talebani,
al-Zawahiri nel 2021 ritorno’ a Kabul, dove la sua presenza non sfuggì alla CIA, e… i missili di un drone statunitense lo uccisero il
31 Luglio 2022 – questa la chiara dimostrazione che quando la CIA vuole colpire i suoi nemici sa esattamente dove e come scovarli!
Così come il Mossad israeliano: ma… i miliziani di Hamas sono tutti vivi e vegeti e… armati di tutto punto, nonostante che la Striscia di Gaza sia stata rasa al suolo e sia un cumulo di macerie (?!?) -.
Muhammad Salah al Din Zaidan, più noto col nome di battaglia di Saif al Adel, ossia “Spada della Giustizia”, ha preso la guida di
al-Qaeda.  Due anni fa ha cominciato a circolare un manuale firmato da lui, in cui fonde il terrorismo islamista con il pensiero militare moderno: la guerra sul campo  è solo uno strumento in una lotta che è pure politica, economica e informatica.
La vittoria? Per Salif al Adel, scaturisce da cinque fattori: leadership,
economia, organizzazione, strategia e controllo, che insieme costituiscono un sistema integrato, una ‘rete’ che fa la differenza.
Colpire l’Occidente è ridiventata una priorità, in particolare quando matureranno le condizioni per un nuovo 11 Settembre (ma… NON a due facce! ).
Il potenziamento di al-Qaeda va dalla costa africana dell’Atlantico al Medio Oriente, fino all’Estremo Oriente: vedi il Sahel, un vulcano sempre pronto ad esplodere, con miliziani in Bukina Faso, Mali, Niger, e, allungando i tentacoli, fino alla Nigeria e al Nord-Ovest, ma anche in Mauritania, nella Costa d’Avorio, nel Ghana e nel Togo, per arrivare, addirittura, in Algeria, Tunisia e Libia, puntando anche al Mediterraneo.
C’è un aspetto della “nuova” al-Qaeda che tutti gli analisti mettono in evidenza: lo sviluppo tecnologico dei jihadisti.
Sperimentano e fabbricano con stampati 3D droni kamikaze evoluti, investono nella tecnologia cyber, usano la AI (l’algoritmo), per fare propaganda e proselitismo, perfezionando la contro-informazione e la costruzione di messaggi mirati.
Salif al Adel ha un sogno che coltiva da tempo: impadronirsi della bomba atomica (!).
Siamo di fronte all’incubo di quella che già viene chiamata
“Al Qaeda 3.0”, un termine usato dagli esperti di intelligence per indicare una più moderna e decentralizzata fase del terrorismo a livello globale.
È proprio il caso di cantare insieme a Lucio Dalla:
“Attenti al lupo!”

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