Rimini. Confesercenti: “Aumento dei tassi, aggravio di 460 milioni l’anno per le piccole imprese”.
Vagnini: “Per le piccole imprese il credito è già difficile, soprattutto per gli importi contenuti. Servono attenzione e strumenti adeguati”
Un aumento di 25 punti base dei tassi da parte della Banca centrale europea rischia di trasformarsi in un aggravio significativo per le micro e piccole imprese italiane: se il rialzo fosse trasferito integralmente dalle banche al costo dei finanziamenti, sui circa 93 miliardi di euro di credito attualmente in essere per le attività con meno di 20 addetti, a regime l’onere aggiuntivo sarebbe pari a 460 milioni di euro l’anno.
A stimare l’impatto dell’intervento BCE è Confesercenti, che sottolinea come l’aumento si inserisca in un quadro già difficile. Dal gennaio 2019 al giugno 2026 lo stock di credito alle piccole imprese è diminuito di 28 miliardi di euro (-23,4%), contro il -2,9% registrato dall’insieme delle imprese italiane. A giugno i prestiti alle attività con meno di 20 addetti risultavano inoltre in calo del 4,1% su base annua.
“Il tema del credito merita grande attenzione, perché per le piccole imprese è diventato sempre più difficile accedere ai finanziamenti, soprattutto quando si parla di importi contenuti – sottolinea Fabrizio Vagnini, presidente di Confesercenti della provincia di Rimini –. Ci sono attività che hanno bisogno di cifre relativamente piccole per un investimento, un’attrezzatura o per affrontare una difficoltà, ma proprio su questi importi l’accesso al credito bancario è spesso molto complicato”.
“Lo stesso problema riguarda le famiglie. Il rischio è che, quando il credito bancario diventa difficile, si finisca per ricorrere sempre più al credito al consumo e alle finanziarie, con costi decisamente più elevati – prosegue Vagnini –. Un nuovo aumento dei tassi rischia quindi di colpire soprattutto i soggetti più fragili. Servono strumenti che rendano il credito realmente accessibile a piccole imprese e famiglie, evitando di alimentare una spirale di costi che può frenare investimenti e consumi”.
“Secondo le nostre stime, l’inflazione potrebbe superare il 4% già a dicembre. Occorre rafforzare gli strumenti di accesso al credito per le attività di minori dimensioni e, allo stesso tempo, evitare una nuova corsa dei tassi come quella degli scorsi anni, che per troppe imprese si è rivelata insostenibile”, conclude.














