Vero e proprio punto di riferimento per lo shopping cittadino e per intere generazioni di misanesi e turisti.
L’attività è gestita ininterrottamente dal 1976 dal titolare Antonio Gaia al fianco della moglie Anna Maria. Un traguardo straordinario, lungo cinquant’anni, fatto di passione, competenza, e di quella capacità di accogliere il cliente con il sorriso che solo il vero commercio di prossimità sa offrire. Nel corso dei decenni, Biba Abbigliamento ha saputo rinnovarsi attraversando i cambiamenti del gusto e della moda, mantenendo però intatta la propria identità familiare.
La figura di Antonio Gaia, tuttavia, rappresenta molto di più per la città di Misano. Da sempre in prima linea per la tutela e la promozione del tessuto economico locale, Gaia è l’attuale presidente di Confesercenti Misano. Il suo profondo senso civico e l’attaccamento al territorio lo hanno visto impegnato anche all’interno delle istituzioni, ricoprendo in passato la carica di assessore alle attività produttive per il Comune.
“Consegnare questa targa ad Antonio e Anna Maria è un onore e un’emozione per tutta l’amministrazione – dice il sindaco di Misano Adriatico, Fabrizio Piccioni –. Biba Abbigliamento non è solo un negozio, ma un presidio di identità, memoria e socialità per Misano. La dedizione della famiglia Gaia e l’impegno civico di Antonio, con il quale sono in dialogo costante per il suo ruolo in Confesercenti, sono un esempio di amore autentico per il nostro territorio e passione per il proprio lavoro. Le botteghe storiche sono l’anima della nostra comunità e premiare mezzo secolo di lavoro quotidiano è il nostro modo per dirvi un profondo grazie”.
Particolarmente emozionato il titolare, Antonio Gaia, che ha voluto condividere il riconoscimento: “Ricevere questa targa è per me e per mia moglie Anna Maria motivo di enorme orgoglio. Dal 1976 a oggi abbiamo visto crescere e trasformarsi la nostra città, ma noi abbiamo affrontato ogni giorno dietro il bancone con lo stesso entusiasmo della prima volta. Il negozio è la nostra vita e la nostra seconda casa. Questo è un traguardo da condividere con tutti i nostri clienti, che in questi cinquant’anni ci hanno accordato la loro fiducia e il loro affetto, e ai colleghi commercianti. Il mio impegno, sia qui in bottega che a livello associativo e istituzionale, è sempre stato guidato da una sola grande spinta: l’amore per la nostra comunità e per Misano”.
Alle sue parole si uniscono quelle di Fabrizio Vagnini, presidente provinciale di Confesercenti Rimini: “Questo riconoscimento celebra il successo e i sacrifici di un’impresa familiare che ha saputo resistere e prosperare per mezzo secolo, ma premia anche la costanza di un uomo, Antonio Gaia, che come presidente della nostra delegazione di Misano si spende ogni giorno per dare voce ai piccoli commercianti. Antonio e Anna Maria dimostrano che il commercio tradizionale, fatto di relazioni umane, qualità e presenza capillare sul territorio, possiede un valore inestimabile che va tutelato e valorizzato. In questi giorni Confesercenti è nelle piazze per raccogliere le firme per una legge di iniziativa popolare che ha come obiettivo proprio la tutela dei negozi di vicinato”.
Alla cerimonia erano presenti anche l’assessore alle attività economiche di Misano Adriatico, Filippo Valentini, e il direttore di Confesercenti provinciale di Rimini, Mirco Pari.
ARTICOLO USCITO SULLA PIAZZA CARTACEA
– “Da bambino mi incantavo a guardare la nonna paterna, Giuseppina (Pina per tutti) mentre cuciva. Non era una sarta, ma sapeva fare le cose essenziali nel segno della bellezza. Inoltre, mi piaceva il suo modo di fare. Lei è stata la mia prima maestra: mi ha appiccicato la passione per questo lavoro”. Antonio Gaia è un sarto che insieme alla moglie Anna, da 50 anni gestiscono il negozio “Biba”: donna, uomo e bimbo.
E lo fanno a loro modo. Nel segno dell’innovazione, senza dimenticare la meraviglia dei colori, la bontà del taglio ed il rigore delle cuciture. L’angolo pieno di luce, ha caratterizzato la storia turistica di Misano e non solo da oltre mezzo secolo. Si potrebbe quasi dire che non ci sia stato un ospite che non ne abbia varcato le porte. Forse non ha comprato, ma sicuramente ha ammirato le vetrine (sempre allestite da un vetrinista) e la bellezza dei capi.
L’amore di Antonio Gaia per la sartoria, si concretizza mentre frequenta la seconda media. Il mattino va a scuola, il pomeriggio va ad imparare il mestiere da Cesarino Berardi, il bravissimo sarto con bottega a Misano Cella. Gaia: “Aveva il laboratorio a casa sua, come si usava allora. Da lui ho imparato l’a, b, c, della sartoria. Era un uomo profondo e con interessi un po’ fuori dai canoni, come cantare nei cori cittadini”.
“Dopo l’esperienza da Cesarino – continua nei ricordi Antonio Gaia, una figlia, Giorgia, antropologa – il mio percorso di apprendimento si arricchisce a Morciano, la cittadina dei sarti. Allora c’erano una mezza dozzina di laboratori. Con i clienti che giungevano da ovunque. Vado a bottega forse dalla più rinomata in via Roma: Mazzini, dei fratelli Gino e Giuseppe. Avevano prestigiosi clienti: i Ghigi del pastificio, i Montanari della clinica, i Muratori… Insomma, avevamo una clientela che sapeva apprezzare le cose ben fatte. Dopo i Mazzini, vado a lavorare presso la sartoria dei Pironi a Sant’Andrea in Casale, una famiglia di sarti che avevano iniziato alla fine dell’Ottocento. Eravamo in sette: il titolare Severino con la moglie Pina, i figli Lino e Nadia, più tre sarti. Resto da loro tre anni”.
“Un periodo non meno importante – continua Gaia, passione per il tennis e lo sci – lo vivo nei primi anni ‘70 a Riccione, nella boutique Fantini. Vengo assunto come sarto in grado di fare le personalizzazioni e le riparazioni. Negozio al piano terra in viale Ceccarini (dove oggi c’è la boutique Ferretti) al primo piano c’eravamo noi: 15 sarti, 4 uomini, donne il resto. Tutti i vip che arrivavano a Riccione erano clienti Fantini: Gino Bramieri, Walter Chiari, Ornella Vanoni, Gino Paoli, Mal… Ed ancora: imprenditori, liberi professionisti. Boutique uomo donna, allora era il negozio più importante di Riccione, cioè della Riviera”.
Ma il pallino di Antonio Gaia era mettersi in proprio. L’occasione la coglie a Misano Mare, la sua città. Qui, in viale Platani, c’era il negozio “Biba”. Era stato aperto da un bolognese che ci sapeva fare. Aveva mutuato il nome e l’innovazione da un negozio londinese. Nel 1976, Antonio Gaia lo rileva dall’emiliano. Sono 60 metri quadrati. Con lui a servire e consigliare la clientela la fidanzata Anna (poi la moglie). Il lavoro va, l’attività si espande. Nell’88, aprono di fronte al “Biba” un secondo punto vendita “Biba” bimbo. Nel 2009, c’è un passaggio importante: il negozio diventa di quasi 200 metri quadrati e raccoglie donna, uomo e bambino. In mezzo secolo ha innovato il locale 4-5 volte.
A chi gli chiede che cos’è la moda, Antonio si ferma a riflettere ed argomenta: “Semplicemente uno che sa fare il proprio lavoro. Che sa di tessuti, di taglio e di cucitura, senza dimenticare la forza della moda che non sempre è quella dell’eleganza. Diciamo che l’eleganza è sempre di moda; mentre qualche volta la moda potrebbe anche essere eleganza”.
Anna (una capacità di consigliare e di servizio uniche come ben sanno i clienti) e Antonio sono assidui frequentatori di quello che passa Pitti a Firenze: il tempio mondiale delle proposte di un certo tipo. A Pitti sono nati i contatti per portare a Misano marchi blasonati: Fred Perry, Sundek, Disegual, Australian, Laura Biagiotti…
Fiori freschi alle casse, vetrate belle da reggere i grandi centri cittadini, chi varca le soglie del “Biba” sa che può trovare capi con stoffe di qualità, rigore nelle confezioni ed una certa originalità. Antonio ed Anna sono naturalmente eleganti.
A chi chiede ad Antonio che cos’è per lui il lavoro. “Un mestiere che ho amato. Che mi piace. Che mi ha dato soddisfazione. Una gratificazione sono i complimenti dei clienti. Diciamo che la mia professionalità mi ha dato un certo vantaggio”.
Antonio Gaia ha ricoperto ruoli sociali importanti a Misano. Dal 1990 al 1995, è stato assessore al Commercio ed alla Polizia urbana. Da un trentennio invece è il presidente della Confesercenti di Misano. Oltre al tennis ed allo sci, gli piace passare il tempo a tavola insieme agli amici.

















