Sant’Agata Feltria. 42ª Fiera Nazionale, il premio al miglior esemplare resta in paese: trionfa Sant’Agata Tartufi.
Un paese in festa, migliaia di visitatori, tantissimi giovani e un profumo inconfondibile che accompagna ogni passo. La terza domenica della 42ª Fiera Nazionale del Tartufo Bianco Pregiato di Sant’Agata Feltria archivia un’altra giornata da incorniciare, con il borgo affollato e il Capannone dei Ristoranti felicemente e gioiosamente preso d’assalto dai buongustai. Ma il grande protagonista, come da tradizione, è lui: il prezioso Tuber Magnatum Pico, che quest’anno regala anche una pallina da ben 645 grammi.
Il momento più atteso della giornata è stato il Premio al Miglior Tartufo presente in Fiera, assegnato in piazza Garibaldi davanti a un pubblico numeroso. A conquistare il riconoscimento è Sant’Agata Tartufi, che riporta il premio a casa e rinnova il legame tra l’eccellenza del prodotto e il territorio che lo custodisce. Un risultato particolarmente significativo per la comunità santagatese: nel 2025 Lorenzo Boldrini, titolare dell’attività (premiato dal sindaco di Sant’Agata Feltria, Goffredo Polidori), era diventato il primo tartufaio del paese a vincere il premio in 41 edizioni della manifestazione. Un’impresa che oggi trova una nuova, prestigiosa conferma.
La giuria, presieduta dall’esperto Marco Davide Cangini e composta da Piero Paci, esperto di funghi e tartufi della Pro Loco, e da Stefano Lidoni, presidente della Pro Loco, ha valutato gli esemplari in gara considerando peso, conformazione, integrità e profumo. Il giudizio degli esperti ha confermato l’ottimo livello dei prodotti presentati: “Tartufi belli, turgidi, sani e di eccellente profumo”, ha sottolineato Cangini. “Gli esemplari migliori sono stati rinvenuti in piccole aree caratterizzate da microclimi nei quali l’umidità si è conservata meglio, favorendo lo sviluppo di tuberi di grande qualità, molto, molto profumati”.
Sul podio, al secondo posto (e premiata dal presidente Pro Loco Lidoni), Penna Tartufi, di Città di Castello (Perugia), con una pallina di circa 470 grammi; terza classificata Acqualagna Tartufi, in provincia di Pesaro e Urbino, premiata dal vice sindaco Francesco Bagnoli con un esemplare di circa 330 grammi.
Grande successo anche per la novità dello show cooking in piazza Garibaldi, che ha visto protagonista lo chef Giuliano Sartini con un menù a sorpresa dedicato al tartufo bianco pregiato. Dopo circa un’ora di preparazione, il pubblico ha potuto degustare quasi 150 piccoli assaggi, tra cui un risotto con uova e formaggio di fossa arricchito dal profumo del tartufo. Un’esperienza apprezzata e partecipata, che ha portato la cucina dal vivo nel cuore della Fiera, trasformando la piazza in un luogo d’incontro tra alta qualità gastronomica, curiosità e sapori del territorio.
La giornata ha confermato anche la capacità della Fiera di parlare a pubblici diversi. Accanto agli appassionati di lunga data, si sono visti moltissimi giovani, attratti non soltanto dal tartufo, ma dall’atmosfera del borgo, dalle proposte gastronomiche, dagli artigiani al lavoro, dai prodotti tipici e dagli spettacoli itineranti. Il Capannone dei Ristoranti, con le proposte di Villa Labor, Spiga d’Oro, Il Palazzo e Sottobosco, è stato uno dei punti più frequentati della manifestazione, trasformandosi in un vivace luogo d’incontro attorno alla tavola.
La Fiera prosegue così il suo percorso tra sapori, tradizioni e cultura, valorizzando il tartufo bianco pregiato insieme alle altre eccellenze del Montefeltro: formaggio di fossa, porcini, castagne, miele ed erbe aromatiche. Sono 162 gli stand presenti, con espositori provenienti da numerose regioni italiane, mentre le iniziative di “WINE 2026 – Cultura e piacere del vino” e le vie dedicate agli “Artigiani al lavoro” arricchiscono l’esperienza dei visitatori.
Il prossimo appuntamento è per domenica 25 ottobre, con il Premio “Città di Sant’Agata Feltria” alle 11.30 e lo show cooking dello chef Massimo Maioli alle 15.30, sempre in piazza Garibaldi. Ultima giornata della Fiera domenica 1 novembre, con lo show cooking dello chef Fatjon Lleshi e “Aspettando Babbo Natale”.
A Sant’Agata Feltria, intanto, il tartufo continua a raccontare una storia fatta di boschi, saperi, lavoro e identità. E il successo di questa terza domenica dimostra che la passione per l’“Oro dei Boschi” non conosce età.












