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Home Economia

Approvato il decreto taglia province. La paura del caos

Redazione di Redazione
31 Ottobre 2012
in Economia, Finanza pubblica, In primo piano
Tempo di lettura : 3 minuti necessari
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Giornata particolarmente intesa per i vertici istituzionali locali interessati al processso di riorganizzazione di importanti ambiti della pubblica amministrazione. Il decreto legge di riforma delle Province, infatti, e’ stato approvato poche ore fa dal Consiglio dei Ministri. Il percorso, che porterà a vedere sul territorio 51 province comprese le città metropolitane, procede secondo le dichiarazioni già note e rese da tempo pubbliche dal ministro Filippo Patroni Griffi che assicura la legittimità istituzionale dell’operato. Anche se qualche dubbio c’è. In Emilia Romagna unica a sopravvivere Ferrara. Fusioni per Parma con Piacenza, Reggio Emilia con Modena. Infine Rimini, Forlì Cesena e Ravenna. Bologna acqusisce lo status di Città Metropolitana. Di rilevante da segnalare nella giornata di oggi anche l’incontro tra i tre presidenti provinciali di Forlì-Cesena, Massimo Bulbi, Ravenna, Claudio Casadio e Rimini, Stefano Vitali, che si sono incontrati per discutere nel dettaglio operativo l’avvio del processo di unificazione dei rispettivi enti territoriali nella nuova Provincia di Romagna. E’ stata condivisa, innanzitutto, la necessità di procedere ad una ricognizione precisa e dettagliata sulla situazione patrimoniale e le partecipazioni societarie, sulla dotazione di beni e strumenti e sulle caratteristiche del personale dipendente di ciascun ente.

Le reazioni di Maggioli e Vitali al riordino istituzionale.

LE REAZIONI

“Qualora la decisione del Ministero dello Sviluppo Economico sia quella di un taglio netto “orizzontale” finalizzato unicamente al risparmio – ha dichiarato il presidente della Camera di Commercio di Rimini Manlio Maggioli (nella foto di copertina questa mattina durante la conferenza  stampa) – potrebbe essere accorpata con le Camere di Commercio di Forlì-Cesena e Ravenna, ed essere addirittura usata come “moneta di scambio” in un eventuale “ballottaggio”, nell’ambito degli accordi sulla collocazione dei diversi Enti pubblici della nuova Provincia di Romagna. La Camera di Commercio di Rimini – dichiarano da Via Dario Campana – è un ente virtuoso capace non solo di auto sostenersi con il gettito del diritto annuale, ma anche di riversare sul territorio la parte più consistente delle proprie risorse. La Camera di Commercio di Rimini ha sempre investito parti importanti del gettito nell’infrastrutturazione del territorio: basti pensare a Rimini Fiera, Palacongressi di Rimini, Palacongressi di Riccione, Aeradria, Caar, Polo universitario di Rimini. La somma versata in queste società ammonta ad oltre 26 milioni di Euro. Sarebbe pertanto ancora più amaro perdere una Camera di Commercio come quella di Rimini, perché il patrimonio camerale, acquistato solo grazie al denaro versato da imprese riminesi, verrebbe diluito su un territorio più ampio. La Camera di Commercio di Rimini – conclude Maggioli – segue quindi con grande attenzione l’evolversi della situazione e si augura che il Governo vorrà accogliere la proposta di riordino delle Camere di Commercio fatta, su invito del Ministero dello Sviluppo Economico, da Unioncamere nazionale, sulla base di un unico criterio: l’equilibrio economico finanziario, consistente nella capacità di auto sostenersi con le risorse del proprio territorio, assolvendo alle proprie funzioni istituzionali e promozionali. La proposta di Unioncamere prevede anche un impegno crescente nella riduzione dei costi di funzionamento, puntando su economie di scala e sulla gestione associata di funzioni. La Camera di Commercio di Rimini, seguendo questa indicazione, si è già attivata, e intende rapportarsi in modo particolare con gli Enti camerali di Forlì-Cesena e Ravenna.”

“Non è mia intenzione commentare per l’ennesima volta l’ultima ‘decisione’ del Governo italiano rispetto al tema dichiarato di un riordino istituzionale che in realtà trattasi di non altro che di un vero e proprio processo di disarticolazione amministrativa dal fine ormai dichiarato – ha detto Stefano Vitali presidente della Provincia di Rimini. Non è mia intenzione perché il dibattito in Parlamento per la conversione in legge dell’odierno decreto e soprattutto il giudizio della Corte Costituzionale sulla stessa materia potrebbero di nuovo mutare sensibilmente il quadro di riferimento. Mi limito ad osservare che, dalle notizie scaturite quest’oggi dal Consiglio dei Ministri quella delle Amministrazioni provinciali rischia di essere uno spartano antipasto per un pranzo ben più sostanzioso, a spese salate dei territori, a partire dal nostro. Il Ministro Patroni Griffi dichiara esplicitamente che al riordino delle Province seguirà quello dei presidi di sicurezza e di tutti gli Uffici periferici dello Stato. Non solo, non si deve fare uno sforzo di fantasia per capire come nelle intenzioni dell’esecutivo ci sia anche l’obiettivo dell’accorpamento delle Camere di Commercio. Condivido dunque l’allarme lanciato dal Presidente della CCIAA Rimini, Manlio Maggioli. Se ciò avvenisse, e da parte del Governo c’è sicuramente questa intenzione, Rimini subirebbe un danno enorme, venendo a meno improvvisamente due delle tre gambe su cui si regge il nostro patrimonio infrastrutturale. Qui non si tratta più di una partita a scacchi in cui se cedo un pedone poi posso mantenere una torre. E’ inutile nascondere che da Roma si stanno mettendo tutte le premesse per un caos devastante, che lascerà a terra molte delle ambizioni di territori come il nostro.”

 

 

 

 

Tags: bulbicasadioprovinceriordinoromagnavitali
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