• Chi siamo
  • Redazione
  • Collabora con noi
  • Pubblicità
  • Contatti
MENSILE DI POLITICA ECONOMIA CULTURA SPORT E COSTUME DELLE PROVINCE DI RIMINI E PESARO - TEL. 0541-611070
giovedì, Ottobre 22, 2026
16 °c
Rimini
16 ° Ven
13 ° Sab
  • Login
 
La Piazza | Notizie, Politica, Economia, Cultura e Società dalla Provincia di Rimini e Pesaro-Urbino
 
  • Politica
  • Economia
  • Ambiente
  • Cultura
  • Sport
  • Turismo
  • Eventi
  • Rubriche
    • CRONACA
    • DALLA NOSTRA TERRA
    • LA BUONA TAVOLA
    • L’OPINIONE
    • L’ALTRA PAGINA
    • VARIE
    • SPIEGA L’ESPERTO
  • Inchieste
No Result
View All Result
  • Politica
  • Economia
  • Ambiente
  • Cultura
  • Sport
  • Turismo
  • Eventi
  • Rubriche
    • CRONACA
    • DALLA NOSTRA TERRA
    • LA BUONA TAVOLA
    • L’OPINIONE
    • L’ALTRA PAGINA
    • VARIE
    • SPIEGA L’ESPERTO
  • Inchieste
No Result
View All Result
La Piazza | Notizie, Politica, Economia, Cultura e Società dalla Provincia di Rimini e Pesaro-Urbino
Home Economia

Economia, il cerino chiamato Recovery Fund

Redazione di Redazione
27 Aprile 2020
in Economia, Regione Emilia Romagna
Tempo di lettura : 3 minuti necessari
A A
di Marino Bonizzato

di Marino Bonizzato

 

Tratto da lavoce.info

 

di Tommaso Monacelli, professore ordinario di Economia all’Università Bocconi di Milano

Il Recovery Fund viene presentato come una grande vittoria dell’Italia. In realtà, i passi in avanti sono pochi. Perché resta senza soluzione il vero punto del contendere: la condivisione del debito, anche se si agisse attraverso il bilancio europeo.

Un Fondo tutto da costruire
Il tanto discusso progetto di Recovery Fund è come un cerino. Tutti vogliono che resti acceso, immaginando che possa appiccare un grande fuoco. Ma nessuno lo vuole tenere veramente in mano per azionarlo. Così, quel cerino dall’Eurogruppo è passato al Consiglio europeo che a sua volta, il 23 aprile, lo ha girato alla Commissione europea. Quest’ultima avrà il gravoso compito di definire procedure e dettagli.
Il quadro delle cifre oscilla tra il soddisfacente (540 miliardi) e il grandioso, con la presidente Ursula von der Leyen che parla anche di trilioni di euro. La realtà è che i lavori della Commissione cominceranno senza sapere veramente su quali principi costruire. Perché il Consiglio europeo ha solo deciso, genericamente, che il Recovery Fund sarebbe una misura necessaria per fronteggiare il crollo dell’attività economica in Europa, ma evitando di chiarire l’unico vero fondamentale dettaglio: i meccanismi di finanziamento.
In uno slancio a tratti naif, l’Italia insiste che il Fondo debba erogare crediti a fondo perduto. Senza chiarire come questi crediti dovrebbero essere finanziati. Inimmaginabile che possano essere erogati attraverso l’attuale bilancio Ue, che oggi è risibile.
Crediti a fondo perduto tra stati richiederebbero due condizioni: una espansione significativa del bilancio Ue e, soprattutto, trasferimenti massicci dai paesi del Nord Europa a quelli del Sud. Ipotesi politicamente irrealistica, negoziare sulla quale denota solo ingenuità politica.

Chi sarà responsabile del debito?
Se accettiamo che i desideri sui Recovery Fund debbano essere nell’ordine di trilioni di euro, è inevitabile che la Commissione debba emettere titoli di debito comune (chiamiamoli Recovery Bond), sfruttando il bilancio Ue (presumibilmente allargato) come garanzia. Le risorse raccolte (molto più ampie) sarebbero poi prestate ai singoli paesi a tassi di interesse molto contenuti (grazie proprio alla garanzia comune fornita dal bilancio Ue) e secondo le rispettive necessità.
Fin qui credo che l’armonia tra i paesi europei sia grande. Ma è una armonia di facciata. Perché del passo successivo nessuno osa mai parlare, trattandosi del vero vaso di Pandora: di queste emissioni di debito (a lunga scadenza o perpetuo poco importa), i paesi Ue sarebbero responsabili in solido (joint liability) oppure ciascun paese sarebbe responsabile solo della porzione di debito comune a lui assegnata?
Supponiamo che Germania e Italia, attraverso la Commissione, raccogliessero 100 euro sul mercato in Recovery Bond “comuni”, e all’Italia venissero assegnati fondi per 70 euro e alla Germania 30, da ripagare entro un certo periodo di anni. Se alla scadenza l’Italia faticasse a ripagare i 70 euro (più interessi), sarebbe la Germania a doversene far carico? Solo la presenza di responsabilità in solido permetterebbe di definire i Recovery Bond come vero debito comune.
L’alternativa sarebbe quella di istituire una fiscalità terza, cioè tasse europee sovranazionali non vincolate alle decisioni dei singoli paesi membri. Solo una fiscalità sovranazionale permetterebbe di ovviare al problema della responsabilità in solido. Ma il punto di sostanza non cambierebbe. Perché una fiscalità sovranazionale richiederebbe una significativa cessione di sovranità e, di nuovo, massicci trasferimenti tra paesi: gli stati che mediamente crescono di più, meccanicamente, finirebbero per contribuire di più al bilancio comune. Un obiettivo ambizioso, certamente desiderabile. Una vera unione fiscale. Ma anche irrealistico nel breve periodo.
I passi in avanti del Consiglio europeo rispetto al precedente summit sono minimi, quasi nulli. Presentare al paese l’esito dell’Eurogruppo come un grande successo dell’Italia alimenta una retorica miope. Proprio il contrario di quello che il progetto europeo richiede veramente, in particolare in questa circostanza decisiva per il suo futuro.

Articolo precedente

Santarcangelo di Romagna. Bassa Valmarecchia, 150mila euro alla Protezione civile dalla Regione

Articolo seguente

Rimini. Turismo: dopo l’emergenza sanitaria, come combattere il virus mafioso?

Redazione

Redazione

REDAZIONE LA PIAZZA

Articoli Collegati

Bellaria Igea Marina

Rimini. Bagnino: “Costo concessioni balneari, non è colpa nostra se sono basse, ma dello Stato”

21 Ottobre 2026
Corrado Peraboni
Economia

Rimini. Ieg (Rimini Fiera): tra i primi 20 organizzatori fieristici al mondo per Grant Thornton Stax

21 Ottobre 2026
Michele De Pascale e  Gessica Allegni
Cultura

Regione Emilia Romagna. Cultura, la prima legge quadro che armonizza ed innova la politica del settore

21 Ottobre 2026
Cultura

Rimini. Talenti, lavoro e diritto alla casa: forum per costruire la città del futuro

21 Ottobre 2026
Il quartiere fieristico di Rimini
Economia

Rimini. Cupolone: nessuno ha calcolato il traffico dei concerti da 18.500 persone

21 Ottobre 2026
Vignetta di Cecco
Economia

Economia. Campioni del mondo di leggi elettorali… cinque in 35 anni

21 Ottobre 2026
Riccione
Economia

Riccione. Albergatori, assembla di fine estate il 21 ottobre alle 16.30 al PalaRiccione

21 Ottobre 2026
Dai lettori

Le manifestazioni violente

21 Ottobre 2026
Mostra più articoli
Articolo seguente

Rimini. Turismo: dopo l’emergenza sanitaria, come combattere il virus mafioso?

Rimini. Confesercenti: "Spiaggia, no al servizio dagli esterni"

Rimini. Coronavirus, lavoro a distanza: dalla Regione quasi 800mila euro

Rimini. Confartigianato: "Non è logico prolungare il blocco di attività, come quelle del benessere"

Please login to join discussion

Ricerca articoli e archivi

No Result
View All Result

Articoli

gruppo292.com

Articoli recenti

  • Brave Volley, novità della pallavolo femminile di San Giovanni in Marignano 21 Ottobre 2026
  • Coriano. Consiglieri di minoranza: “Autovelox, mancano 1,2 milioni di entrate previste. Che cosa dice il sindaco Ugolini?” 21 Ottobre 2026
  • Misano. Ricavato del libro Circuito Cittadino di Misano Adriatico 1960 1961 1963 E’ mutòr che passione!” in beneficenza alla Casa famiglia di Misano e Arop di Rimini 21 Ottobre 2026
  • Misano. Filosofi, incontro con Vito Mancuso il 23 ottobre alle 21 21 Ottobre 2026
  • Rimini. Bagnino: “Costo concessioni balneari, non è colpa nostra se sono basse, ma dello Stato” 21 Ottobre 2026
La Piazza | Notizie, Politica, Economia, Cultura e Società dalla Provincia di Rimini e Pesaro-Urbino

© 2025 .292-

La Piazza delle province di Rimini e Pesaro. Redazione : Piazza Gramsci, 34 - 47843 Misano Adriatico | p.iva 02540310402

  • Chi siamo
  • Redazione
  • Collabora con noi
  • Pubblicità
  • Contatti

Direttore Responsabile: Giovanni Cioria

Welcome Back!

Login to your account below

Forgotten Password?

Retrieve your password

Please enter your username or email address to reset your password.

Log In
No Result
View All Result
  • Home
  • Politica
  • Economia
  • Cultura
  • Sport
  • Turismo
  • Eventi
  • Rubriche
    • Cronaca
    • Dalla nostra terra
    • La buona tavola
    • L’opinione
    • L’altra pagina
    • Spiega l’esperto
  • L’inchiesta
  • Redazione
  • Pubblicità
  • Contatti

© 2025 .292-