Gabicce Mare. Mississippi, mostra SOTTOVOCE- La quiete forza del tratto Retrospettiva di Adelio Pratelli dal 10 gennaio all’8 febbraio.
Inaugurazione 10 gennaio, ore 16.30
Visitabile nei weekend
Dal 10 gennaio il Mississippi ospita la mostra “SOTTOVOCE- La quiete forza del tratto”, retrospettiva di Adelio Pratelli, promossa dalla famiglia Pratelli con il sostegno del Comune di Gabicce Mare, curata da Chiara Tonti.
L’inaugurazione si svolgerà sabato 10 gennaio, alle ore 16.30.
Con questa mostra, la famiglia di Adelio Pratelli (12 novembre 1967 – 12 maggio 2024) sceglie di condividere con la comunità un lascito discreto ma intensamente eloquente: un corpus di opere che racconta, senza clamore e con profonda intensità, la traiettoria interiore e creativa di un artista che ha spesso abitato i margini della comunicazione, pur cercandola con ostinata urgenza attraverso forme e linguaggi altri.
Le opere selezionate testimoniano una ricerca solitaria e stratificata, maturata nel tempo attraverso un lavoro silenzioso e autodidatta, in cui l’arte si configura non solo come strumento espressivo, ma come rifugio, gesto di resistenza, spazio di sopravvivenza.
Attraverso tratti e forme, Adelio ha costruito un linguaggio personale e intimo, talvolta frammentario, che oggi emerge nella sua fragile forza e nella sua radicale autenticità. La mostra si pone come un atto di ascolto: non una celebrazione, ma un tentativo di restituire voce a un dialogo rimasto a lungo sospeso.
L’arte di Pratelli prende forma come gesto necessario, espressione di un’urgenza interiore che ha guidato e sostenuto la sua pratica nel tempo. La condizione autodidatta non si configura come un limite, ma come dispositivo essenziale di un processo basato su passione, ricerca e continua resistenza. Attraverso questa restituzione, la famiglia desidera dare voce a una personalità che, durante la vita di Adelio, è rimasta spesso in ombra, celata da un temperamento introverso e profondamente riservato. Non si tratta di soffermarsi sul dolore che ha segnato l’epilogo della sua esistenza, ma di portare alla luce quella delicatezza d’animo e quella dedizione silenziosa e coerente che lo hanno accompagnato ogni giorno, e che solo chi gli è stato vicino ha potuto conoscere pienamente.
Le opere diventano così il mezzo attraverso cui restituire all’esterno ciò che Adelio è stato in profondità: una presenza autentica, sensibile, capace di comunicare con il mondo attraverso il linguaggio che più gli apparteneva.
Il percorso espositivo, articolato in nuclei tematici e stilistici, intende restituire la complessità del suo sguardo sull’esistenza. Ogni opera si offre come frammento di una visione più ampia; nella libertà della sperimentazione, il gesto conserva una coerenza formale, facendo del segno il punto di origine di un’identità artistica riconoscibile.
La scelta di uno spazio comunale non risponde a una semplice esigenza logistica, ma assume un valore profondamente simbolico: aprire le porte della città a una voce rimasta a lungo in ombra, affinché possa oggi essere riconosciuta e accolta. Perché l’arte – anche la più intima e appartata – ha il potere di generare connessioni, creare comunità e illuminare le zone di fragilità con una luce che non giudica, ma comprende.











