Addio a Mauro Uguccioni. Se n’è andato lo scorso 11 ottobre. Aveva 75 anni, dopo una breve malattia. Lascia la moglie Lina ed i figli Michela ed Andrea.
Articolo uscito sulla Piazza cartqacea nel maggio del 2014
– Ogni anno in casa
Utensiltecnica sbagliano una decina
di frese. Su migliaia. Quando il
cliente chiama, Mauro Uguccioni
la rifà, senza tante storie. Gliela
consegna e ritira la vecchia. In questo
particolare forse sta tutta l’attenzione
che l’azienda di Montegridolfo
ha per i clienti. Non lascia
nessun dubbio nelle loro menti;
quelle più maliziose potrebbero
arrivare a pensare che sia stata, la
fresa, rivisitata.
Unica del settore dell’Emilia
Romagna, fondata nel lontanissimo
1973, l’Utensiltecnica è una
delle aziende leader in Italia (tra le
prime dieci per il pvc e tra le prime
5 per l’alluminio). Produce frese
piccolissime (da quelle per gli occhiali)
fino ai 300 millimetri. Opera
in molteplici campi: dall’alluminio,
al legno, passando per il pvc e
il polietilene. Ha tra i clienti marchi
blasonati, come Luxottica (colosso
mondiale degli occhiali), l’Scm (il
gigante riminese delle macchine
per il legno), la Beretta (il rinomato
marchio delle armi).
Dietro il lavoro ben fatto
dell’Utensiltecnica c’è Mauro
Uguccioni. Ha 62 anni; è sposato
ed ha due figli, Andrea e Michela.
Entrambi in azienda. La femmina si
occupa dell’amministrazione, il maschio
della parte tecnica e dell’officina.
Tre le passioni di Uguccioni: lo
sci (per ragioni di salute non pratica
da un paio d’anni), la bicicletta e
le bocce. La terza è l’ultima arrivata
e risale a due anni fa. Con un sorriso
largo, racconta: “Ho accettato di
diventare lo sponsor del Montegridolfo
[una delle formazioni più forti della serie A, ndr] come un atto di
amore verso il mio paese. Mi sono
a tal punto appassionato che faccio
un tifo fuori dai canoni delle bocce,
dove la cultura è quella di un silenzio
rispettoso e di un applauso composto”.
Di nicchia, dalla tecnologia
eccellente, innovativa, nel 2013
l’Utensiltecnica è cresciuta del 6
per cento. Nei primi mesi del 2014,
ha fatto anche due assunzioni, gli
addetti sono 25. Nel 2013, ha generato
ricavi pari a 2,5 milioni, più
6% rispetto all’anno precedente.
L’export vale il 15 per cento; la
Germania da sola l’11%. E i tedeschi
sono i competitori dell’azienda
di Montegridolfo. Uguccioni:
“Ovunque li metti, i tedeschi, sfornano
grandi cose e sono anche grandi
commercianti”.
Utensiltecnica non è da meno.
La sua fortuna, mai fatto un’ora di
cassa integrazione in questa crisi
infinita (iniziata nel settembre del
2008, con i primi sintomi nella
primavera dello stesso anno ma
incubata nei deplorevoli e scellerati
20 anni precedenti) è l’aver scelto
di lavorare sui disegni dei clienti. Il
marchio di Uguccioni non ha referenze
da grande magazzino; ha un
catalogo di 3mila pezzi. Insomma,
è il sarto delle frese. “Grazie al fatto
che sappiamo fare cose difficili,
siamo noi a fare il prezzo. Evadiamo
l’ordine in un arco di 3-10 giorni.
Se avessi optato per le frese
standard forse avrei già chiuso”.
Le materie prime utilizzate sono
gli acciai tedeschi e i diamanti americani.
L’Utensiltecnica è stata tra le
prime, una ventina di anni fa, ad
impiegare il diamante in Italia.
A chi gli chiede per quale strada
si cresce, Uguccioni argomenta:
“Non ci sono dubbi: l’estero. Da tre
anni stiamo investendo risorse per
trovare i collaboratori che oltre a
sapere le lingue, abbiano anche cognizioni
tecniche. Abbiamo avuto
giovani che sapevano le lingue, che
si presentavano bene, che erano
educati. Ma non abbiamo raccolto
i risultati, finora”.
L’avventura lavorativa di
Uguccioni è una bella storia. A 17
anni trova lavoro alla “Cmt” di
Pesaro; settore frese. Scende e ritorna
in corriera (Oggi, l’azienda
marchigiana è sia cliente, sia fornitore).
Il giovane Uguccioni impara il
mestiere. Nel 1965, a Montegridolfo,
Idillio Mulazzani apre il
mobilificio “Il Trebbiano” (camere
da letto e soggiorni). Mulazzani
chiede a Uguccioni l’affilatura dei
suoi utensili; la manutenzione viene
eseguita il fine settimana.
Ad un certo punto, Mulazzani
gli offre una doppia opportunità: di
mettersi in proprio. Gli propone un
locale attrezzato all’interno del
mobilificio; l’affitto lo paga con il
lavoro. Ricorda Uguccioni: “All’inizio
fu tutto facile; il primo cliente
fu ‘La Cornice’ di Padiglione. Il
primo dipendente Belligotti. Dopo
un anno, l’officina è troppo piccola.
Mi sposto a casa mia, in quella che
un tempo era la stalla”.
In quella stalla ci resta quattro
anni. Fino a quando non costruisce
all’ombra del borgo di Montegridolfo
lo stabilimento. Nell’82, davanti
allo stabilimento viene costruita
l’abitazione (dove oggi abita
il figlio Andrea). Attorno al capannone
gli ulivi di famiglia; l’olio lo
regala a Natale come presente.
La forza dell’Utensiltecnica è
l’innovazione. Uguccioni: “Ogni
anno, in media, mettiamo sul piatto
2-300mila euro. Nel 2012, abbiamo
acquistato due macchine tedesche
per un valore di 1,1 milioni di
euro. Il nostro obiettivo è consolidarci,
cercando di crescere. Un altro
punto di forza è la famiglia. Mia
moglie Lina è addetta alle spedizioni;
mio fratello Gabriele assiste i
clienti; mentre mia nuora Federica
si dedica agli acquisti”.
Oltre alle cose ben fatte in azienda,
a Mauro Uguccioni piace lasciare
un segno anche fuori. Nel
2012 per i 40 anni della sua avventura
organizzò nel borgo una festa
memorabile, con tanto di fuochi
d’artificio. La sua squadra aziendale
da anni trionfa nel calcetto. Un
altro dei suoi sogni è rivincere lo
scudetto di bocce.












