Novafeltria. Mostra la Shoah a fumetti, inaugurazione al Ridotto del Teatro Sociale, sabato 7 febbraio alle ore 10.
Per molti sopravvissuti e sopravvissute della Shoah, quell’evento è inenarrabile. Figuriamoci se può essere raccontato a fumetti… «L’argomento è troppo serio per essere raccontato da un fumetto», dice Ezra Cohn, 64 anni, della comunità ebraica di Dusseldorf. Eppure, per non dimenticare, per non ripetere, è quasi un dovere morale riportare a galla l’orrore, farlo conoscere perché lo si eviti per sempre. E “se film, libri, quadri e composizioni musicali hanno saputo balbettare Auschwitz, perché non lo potrebbe fare anche quella peculiare forma d’arte che è il fumetto?” si domandano il filosofo Raffaele Mantegazza e il teologo Brunetto Salvarani nel saggio Le strisce dei lager.
Alle pagine disegnate si è affidato Cartoon Club per parlare della Shoah. Il festival internazionale del fumetto e del cinema d’animazione di Rimini, dal 7 aprile al 25 febbraio propone al Ridotto del Teatro Sociale di Novafeltria la mostra “Lacrime, lupi e tragici topi. Come il fumetto ha trattato la Shoah” (ingresso libero). L’esposizione (una oltre 30 pannelli più albi originali in visione e articoli) è curata da Davide Barzi e Paolo Guiducci: si tratta di un’accurata panoramica sui comics che in giro per il mondo hanno trattato Auschwitz.
La mostra è organizzata dal Comune di Novafeltria e dal Teatro Sociale, e grazie alla collaborazione di Regione Emilia-Romagna e Camera di Commercio della Romagna.
Per qualcuno è anche terapeutico, come nel caso di Art Spiegelman, che attraverso Maus descrive molto di sé e della sua famiglia. E si tratta di letteratura alta, tanto che quest’opera si è meritata il premio Pulitzer.
La metafora degli animali usati per raccontare gli esseri umani – che in Maus vede gli ebrei come topi e i nazisti come gatti – è stata utilizzata già negli anni Quaranta nel volume La Bête est morte!, dove Adolf Hitler nei disegni di François Calvo diventava un lupo.
Autobiografia e invenzione si mescolano invece in Yossel – april 19, 1943 di Joe Kubert, che realizza tavole a matita di grande impatto emotivo. Altrettanto pathos e precisa documentazione storica di fondo si ritrovano invece in Auschwitz di Pascal Croci.
Negli Stati Uniti nemmeno il fumetto di super eroi ha “fatto finta di niente”: Magneto, il potente arcinemico degli X-Men, porta in età adulta i segni di un’infanzia vissuta sotto l’ombra del nazismo, come si vede anche nell’incipit del primo film dedicato ai mutanti (e proposto in diversi episodi della saga a fumetti, attraverso le differenti sensibilità dei vari autori).
L’Italia ha raccontato negli anni diverse biografie di personaggi noti o meno noti (si va da Massimiliano Kolbe di Claudio Nizzi e Ferdinando Tacconi e Anna Frank di Mino Milani e Attilio Micheluzzi, a personaggi in attesa di essere riscoperti dal cinema, come è stato per Schindler, raccontati dai fratelli Maggi). Anche il fumetto umoristico si è interessato alla Shoah, come dimostra l’incursione di Marcello con il suo “linguaggio” preferito, la striscia umoristica. Con Kindelager 333, l’autore senese ha trattato l’argomento dei bambini della Shoah per una mostra, condensando il suo pensiero in tre strisce. “è il mio modo più naturale per riflettere su un momento spaventoso della nostra Storia e contribuire, suscitando un sorriso amaro, a impedire che venga dimenticato”.
Ma la storia italiana sulla Shoà più toccante è certo l’episodio di Dylan Dog intitolato “Doktor Terror” (scritta con trasporto civile da Tiziano Sclavi, il creatore del personaggio), che non lascia certo indifferenti. E che, per chiudere il cerchio, in più parti richiama Maus, in quel gioco di citazioni e allusioni amplificato dalla poetica dell’autore che ha fatto la fortuna del personaggio.
La mostra “Lacrime, lupi e tragici topi. Come il fumetto ha trattato la Shoah” sarà inaugurata sabato 7 febbraio 2026, dalle ore 10.
Orari: dal lunedì al venerdì ore 10.00-12.00, domenica chiuso.
Prenotazione visite guidate gratuite scuole: telefonare allo 0541.845604,
“Servizi educativi, alla persona e al tempo libero” – Comune di Novafeltria.











