Riccione. Il tenore Gian Luca Pasolini interpreta il don Ottavio nel Don Giovanni di Mozart in tre teatri delle Marche in novembre.
Nella nuova produzione della Fondazione Rete Lirica delle Marche di Don Giovanni torna a vestire i panni di Don Ottavio, ruolo già interpretato in diverse occasioni. Non sarà il classico Don Giovanni. La versione, quella di Vienna, è diversa da quella che si mette in scena oggi. Si ascoltano cose che non si interpretano mai. Poi il regista, Francesco Esposito, fa un’operazione di meta-teatro, cioè teatro nel teatro.
Don Giovanni è il baritono Davide Peroni; il basso è Minsu Kim, Yulia Tkachenko è il soprano.
Dirige il riminese Manlio Benzi.
Don Giovanni è in scena sabato 14 novembre alle ore 20.30 al Teatro della Fortuna di Fano.
Sabato 21 novembre al Teatro dell’Aquila di Fermo alle 20.30.
Sabato 28 novembre al Teatro Ventidio Basso di Ascoli Piceno, sempre alle ore 20.30.
Il prestigioso riccionese ha cantato con celebri direttori d’orchestra e registi.
Il suo percorso artistico si distingue per l’ampiezza e la varietà del repertorio, che spazia dalla musica barocca, con opere di Monteverdi, al grande melodramma dell’Ottocento, fino alla musica contemporanea. Si è esibito in produzioni e festival in Europa, Nord America e Asia, affrontando ruoli di primo piano come il Duca di Mantova in Rigoletto, Alfredo nella Traviata, Rodolfo nella Bohème e Pinkerton in Madama Butterfly. Accanto all’attività operistica, ha maturato una significativa esperienza nel repertorio sacro e sinfonico-corale. Da alcuni anni è inoltre docente di canto al Conservatorio Rossini di Pesaro, quella che fu di Robleto Merolla, il suo insegnante.
Pasolini ha avuto il piacere e l’onore di essere diretto da maestri come Daniele e Roberto Abbado, Daniel Barenboim, SemynBychkov, Cristina Comencini, Richard Jones, Jannis Kokkos, Zubin Mehta, Einuntas Necrosius, Ermanno Olmi, Kazushi Ono, Donato Renzetti, Emilio Sagi, Dmitri Tcherniakov, Alberto Zedda e molti altri. Si è esibito nei maggiori teatri del mondo: oltre a La Scala a Milano, alla Fenice di Venezia, a Berlino, Mosca, San Pietroburgo, Dubai, Tokyo, solo per citarne alcuni.
La sua carriera inizia per puro caso. Si divertiva con le arie famose, fino a rompere i timpani agli amici. Uno di loro, con allegria ma non troppo, gli dice che gli avrebbe fatto avere un’audizione da una coppia di cantanti lirici: il bolognese Giorgio Grimaldi e la comacina Carla Chiara. Dopo l’audizione, Giorgio gli fa gli elogi e che se si fosse applicato aveva la voce per raggiungere la Scala. Lo studente in Legge Gian Luca Pasolini si iscrive al conservatorio. Sarà il primo passo di una signora carriera. Al conservatorio Rossini di Pesaro sarà allievo del napoletano Robleto Merolla, uno tra i massimi tenori mondiali a cavallo tra gli anni ’60 e ’70.
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