Rimini. CGIL: “Coop 134 occupazione, i committenti si devono assumere le responsabilità per garantire i lavoratori”.
NOTA DELLA CGIL
La crisi di Coop 134, storica cooperativa sociale radicata nel territorio riminese, sta generando forte preoccupazione tra le lavoratrici e i lavoratori, che oggi si trovano di fronte a un futuro occupazionale incerto e a una preoccupante assenza di risposte.
La cooperativa, che occupa complessivamente oltre 500 dipendenti, opera nei servizi di igiene ambientale, manutenzione del verde e pulizie, attraverso appalti pubblici e privati, anche fuori regione. Nel solo territorio riminese sono impiegati circa 200 operatori nei diversi servizi e una ventina di dipendenti negli uffici amministrativi e nei servizi generali.
Nel mese di ottobre durante incontro ufficiale presso lo studio del professionista incaricato della gestione della crisi, la Cooperativa ha comunicato alle Organizzazioni Sindacali la grave situazione economica e l’impossibilità di proseguire la propria attività nel 2027.
Una crisi sulla quale pesano anche i contenziosi giudiziari relativi al mancato riconoscimento di trattamenti economici dovuti alle lavoratrici e ai lavoratori. Alcuni crediti sono stati corrisposti, mentre per molti altri rimane forte l’incertezza sul loro effettivo recupero.
Una doppia beffa per le lavoratrici e i lavoratori: dopo aver dovuto ricorrere alla giustizia per ottenere il riconoscimento dei propri diritti economici, oggi rischiano non soltanto di non ricevere quanto loro riconosciuto, ma anche di perdere il posto di lavoro.
La Cooperativa si era impegnata a fornire alle Organizzazioni Sindacali i dati necessari ed esplicativi della situazione e ad avviare un percorso condiviso per la salvaguardia occupazionale. Da quell’incontro, tuttavia, non sono arrivati gli aggiornamenti promessi. Anche le successive richieste formali di convocazione sono rimaste, ad oggi, senza riscontro.
Un silenzio che riteniamo inaccettabile, soprattutto da parte di una cooperativa sociale, il cui Consiglio di Amministrazione non può sottrarsi alle responsabilità nei confronti delle proprie lavoratrici e dei propri lavoratori, molti dei quali sono anche soci.
Per queste ragioni, la CGIL ha convocato due assemblee, svoltesi il 4 novembre presso la Camera del Lavoro di Rimini e il 5 novembre presso l’ex Casa del Popolo di San Giovanni in Marignano, alle quali hanno partecipato complessivamente oltre 120 dipendenti.
Una partecipazione importante, che testimonia la preoccupazione di persone che hanno famiglie, mutui, spese e progetti di vita e che oggi non sanno quale sarà il proprio futuro lavorativo.
Ma questa crisi chiama in causa anche il sistema degli appalti e le responsabilità dei committenti.
Coop 134 ha già comunicato la volontà di non proseguire le attività di igiene ambientale svolte per conto di Hera. Una situazione che pone interrogativi urgenti sulla continuità dei servizi e, soprattutto, sulla tutela dell’occupazione.
Come CGIL riteniamo che Hera, così come tutti i soggetti pubblici e privati, che affidano servizi in appalto, non possano considerarsi estranea alle conseguenze occupazionali e sociali che derivano dall’organizzazione della filiera.
Da tempo denunciamo un sistema di gare e affidamenti nel quale troppo spesso il valore economico degli appalti non tiene adeguatamente conto dei reali costi del lavoro e nel quale non sempre vengono garantiti trattamenti economici e normativi coerenti con le attività effettivamente svolte.
Non è un caso che la CGIL è attiva con la campagna «Stesso lavoro, stessi diritti, stesso salario» e promuove la proposta di legge di iniziativa popolare sugli appalti, per rafforzare le responsabilità dei committenti e impedire che il risparmio sui servizi ricada sulle condizioni di lavoro e sui salari.
Oggi servono risposte immediate e concrete.
Chiediamo al Consiglio di Amministrazione di Coop 134 di interrompere il silenzio e convocare urgentemente le Organizzazioni Sindacali, mettendo a disposizione tutte le informazioni necessarie a comprendere la reale situazione aziendale, le prospettive dei diversi servizi e le possibilità di salvaguardia occupazionale.
Riteniamo inoltre indispensabile aprire un confronto che coinvolga Hera, i consorzi interessati, i committenti tutti e le istituzioni territoriali, per individuare percorsi concreti che garantiscano la continuità occupazionale, la tutela dei crediti retributivi e la salvaguardia delle professionalità.
Le lavoratrici e i lavoratori non possono essere lasciati soli a pagare il prezzo di questa crisi.
La CGIL continuerà a essere al loro fianco, mettendo in campo tutte le iniziative sindacali necessarie a tutelare il lavoro, i salari e la dignità delle persone.










