Rimini. Cineteca, presentazione del libro di Umberto Panozzo “La mia vita. Storia di un uomo” il 23 aprile alle 17.30
Durante la presentazione, ideata per celebrare i quarantacinque anni di attività di Panozzo Editore, interverranno Oreste Delucca, Manlio Masini e Piero Meldini.
“La mia vita” ripercorre il lungo itinerario umano e professionale di Umberto Panozzo: dall’infanzia agli anni della formazione universitaria, dal servizio militare durante la Seconda guerra mondiale al successivo impegno nell’insegnamento e nell’editoria. Attraverso pagine di diario e memorie, il volume restituisce la quotidianità di un giovane che affronta il clima del regime, l’esperienza del fronte in Italia e all’estero, il dopoguerra della ricostruzione e la nascita di una produzione didattica destinata a lasciare un segno nella scuola italiana. Nella sincerità del racconto emergono disciplina, senso critico, attenzione alla cultura e costante ricerca di equilibrio in un secolo di profonde trasformazioni. La pubblicazione accompagna l’anniversario della fondazione di Panozzo Editore, riportando al centro la figura da cui l’esperienza editoriale ha avuto origine.
Panozzo Editore
Fondata a Rimini il 28 aprile 1981, Panozzo Editore celebra nel 2026 quarantacinque anni di attività, confermandosi come una delle realtà più longeve e riconoscibili dell’editoria indipendente romagnola. La sua storia si inserisce nella stagione di rinnovata vitalità dell’editoria locale tra gli anni Ottanta e Novanta: in questo contesto, la casa editrice si distingue per un progetto che unisce attenzione al patrimonio culturale locale e apertura a una dimensione più ampia della ricerca e della divulgazione.
Le origini affondano nell’esperienza di Umberto Panozzo, italianista e autore di manuali scolastici di larga diffusione, che già dagli anni Cinquanta aveva elaborato l’idea di una produzione editoriale capace di coniugare solidità scientifica e chiarezza espositiva. Un progetto rimasto inizialmente incompiuto, ma destinato a tradursi concretamente alla fine degli anni Settanta, quando insieme al figlio Massimo prende forma una prima esperienza editoriale a Pesaro. Qui vengono avviate le collane “Quaderni di didattica” e “Quaderni di cultura”, impostate secondo un modello divulgativo fondato su basi scientifiche ma accessibile a un pubblico ampio. L’esperienza si conclude nel giro di poco tempo e, nel 1981, nasce a Rimini la Panozzo Editore, che ne raccoglie l’eredità e ne sviluppa le linee progettuali.
Nei primi anni di attività, la casa editrice costruisce la propria identità attraverso un catalogo articolato, che comprende saggistica, didattica e opere di divulgazione. Alle collane originarie si affianca nel 1983 la serie dei “Saggi”, destinata a ospitare contributi di studiosi e docenti universitari, e nel 1988 prende avvio quella che diventerà una delle esperienze più rappresentative, “Microstorie”, dedicata alla valorizzazione di personaggi, luoghi e vicende della storia riminese e romagnola. Questa linea editoriale si inserisce pienamente nel filone della microstoria locale, contribuendo a preservare una memoria diffusa e spesso trascurata dai circuiti editoriali maggiori.
Accanto alla dimensione territoriale, Panozzo Editore sviluppa fin dagli anni Ottanta un’apertura verso contesti culturali più ampi. Ne sono testimonianza collane come “Belgica”, realizzata in collaborazione con il Centro studi di letteratura belga di lingua francese dell’Università di Bologna, e “Episodi”, dedicata a testi poetici, teatrali e narrativi di autori stranieri con traduzione a fronte. Il catalogo si caratterizza così per una pluralità di ambiti, che spaziano dalla critica letteraria alla storia, dalla didattica alla narrativa, fino alla gastronomia intesa come fenomeno culturale.
Proprio in quest’ultimo settore, alla fine degli anni Ottanta nascono nuove linee editoriali destinate a ottenere un significativo successo di pubblico. La pubblicazione di un primo ricettario, inizialmente estraneo al progetto editoriale originario, dà avvio alla collana dei cosiddetti “quaderni neri”, che nel tempo raggiunge numerose edizioni e ristampe. Parallelamente, la collana “Microstorie” ospita nuovi titoli titoli di cucina storica scritti da autori come Piero Meldini, Luisa Bartolotti e Graziano Pozzetto.
Nel corso degli anni Novanta, la casa editrice partecipa attivamente anche a iniziative di promozione culturale condivisa, tra cui l’esperienza degli Editori Riminesi Associati (E.R.A.), nata per rafforzare il ruolo dell’editoria del territorio attraverso convegni, pubblicazioni e progetti comuni. Si tratta di un impegno che testimonia la volontà di collocare l’attività editoriale non solo sul piano produttivo, ma anche su quello del dibattito culturale.
Nel frattempo, nel 1998 la casa editrice si trasferisce, da via Aponia, in via Clodia, sempre nel centro storico di Rimini, dove tuttora ha la propria sede.
All’inizio del nuovo millennio, prosegue l’attività in ambito scolastico e didattico, culminata nel 2002 con la pubblicazione del corso di lingua italiana per stranieri “Un tuffo nell’azzurro”, adottato in scuole e università anche all’estero e capace di superare le ottantamila copie vendute in tre edizioni.
Il progressivo ampliamento del catalogo porta alla nascita di nuove collane e alla collaborazione con studiosi italiani e stranieri. Tra queste si segnalano, negli anni Duemila, iniziative editoriali specialistiche e, più recentemente, la collana “Gli Itinerari”, ideata nel 2019 con l’obiettivo di offrire percorsi tematici di lettura del patrimonio storico e culturale, rivolti sia ai residenti sia ai visitatori.
Oggi il catalogo Panozzo Editore supera i cinquecento titoli e rappresenta un esempio di continuità nel panorama dell’editoria indipendente. Dalla valorizzazione della microstoria locale alle aperture internazionali, dalla saggistica accademica alla divulgazione, fino ai progetti didattici e alle pubblicazioni di largo pubblico, il percorso compiuto in quarantacinque anni restituisce l’immagine di una realtà capace di evolversi senza rinunciare alla propria identità. Un’attività che ha contribuito in modo costante alla costruzione e alla trasmissione della memoria culturale, mantenendo saldo il legame con il territorio riminese e romagnolo e, al tempo stesso, aprendosi a una dimensione più ampia del panorama editoriale.











