Rimini. Ex cinema Astoria, heART of GAZA: i disegni dei bambini di Gaza in mostra dal 25 aprile al 3 maggio.
Già ospitata in oltre 250 città nel mondo.
heART of GAZA — Children’s art from the Genocide è una mostra itinerante nata nell’estate del 2024 dall’amicizia tra Mohammed Timraz, attivista palestinese di Deir al-Balah, e Féile Butler, illustratrice irlandese.
Dopo il suo debutto a Sligo, in Irlanda, la mostra non si è più fermata: è stata già ospitata in oltre 250 città nel mondo, tra Europa, Medio Oriente e Stati Uniti, e in più di 150 città solo in Italia. Dopo essere stata esposta negli ultimi mesi al Campus di Rimini, a Verucchio e di recente a Senigallia, ora la mostra torna a Rimini in una nuova tappa.
I disegni di bambini e bambine dai 3 ai 17 anni sono stati realizzati nella Tenda degli artisti, uno spazio di pace che Mohammed ha costruito per loro in mezzo alla guerra: un luogo fisico e simbolico in cui disegnare, stare insieme, elaborare con i colori ciò che le parole non riuscivano a dire. Un progetto nato nel 2024 con un piccolo gruppo di una ventina di partecipanti e che oggi, grazie a una rete di 17 tende, coinvolge quasi 2.000 bambini e bambine.
Promotrice di questa nuova tappa, l’associazione di promozione sociale Il Palloncino Rosso che porta la mostra all’interno del progetto Ritorno all’Astoria, il percorso di riattivazione dell’ex Cinema del Comune di Rimini. All’interno di questo contesto parteciperà anche il Knot a crochet club, gruppo libero e autogestito che si incontra ogni lunedì all’Astoria e che per l’occasione realizzerà spille e piccoli manufatti all’uncinetto per una raccolta fondi destinata a Gaza.
La mostra è a ingresso libero ed è visitabile negli orari di apertura dell’ex Cinema Astoria, in concomitanza con le altre attività in programma. Per gli orari e il programma completo della settimana è possibile consultare i profili social di Ritorno all’Astoria.
Il 3 maggio, in occasione dell’evento di chiusura, è previsto un incontro con Yousef Hamdouna, cittadino di Gaza e operatore umanitario.
La mostra rappresenta un’occasione di incontro e approfondimento aperta alla cittadinanza, un invito a non distogliere lo sguardo da una parte del mondo che continua a chiedere di essere vista e ascoltata.













