La lettera
Le racconto una storia di grande bontà e anche di grande cattiveria. E’ una signora di oltre 60 anni, disoccupata e dimenticata, da più di sei anni ha scelto un lavoro che nessuno le ha mai assegnato. Più che un lavoro è un amore. Nutre, cura e accudisce i piccioni al Parco Murri di Bellariva. Non si limita a dargli briciole di pane. Effettivamente ormai sanno tutti, anche se molti lo ignorano, che non è quello un nutrimento adatto a piccioni, papere o qualsiasi volatile, specie se selvatico e con una dieta fatta di semi, insetti e/o bacche, nello stato naturale delle cose. Erica è in costante contatto con il CRAS di Rimini quando i piccioni si ammalano; li cura lei stessa all’occorrenza. A sue spese o per donazioni di amici. Uno dei piccioni, dice, ha 13 anni. Un età quasi impossibile per un volatile di questo tipo. Penso sempre ai polli di quell’azienda, “garantiti 30 giorni” e spacciati come in stato di benessere e rispettando i ritmi naturali di crescita, “biologica”. Ma in quale mondo? Invece con i piccioni Lei ci parla, li carezza, li chiama per nome e loro rispondono. È la nostra vecchietta di Mary Poppins. Sempre laggiù. E non è solo una romantica. Non è una matta. Parla meglio di tanti cosiddetti intellettuali. Ha una testa. E fa le cose con criterio, per il benessere degli animali. E basta.
E ora veniamo alla cattiveria. A questo mondo non piacciono i romantici. E non piacciono gli ultimi. Come i ratti, le formiche, o i piccioni. Simbolo di cristianità da sempre (per chi ancora non lo sapesse, un piccione è una colomba!), eppure ripudiati dalla società moderna. E poche settimane fa è arrivato il cartello. Di tutti i posti, proprio lì. A fianco a dove siede sempre, tutti i giorni, la Regina dei Colombi. “NON DARE DA MANGIARE AI PICCIONI!” Così, persino col punto esclamativo. Come per parlare a un amico. O meglio, una nemica. Nemica del sistema che adora la pulizia, l’ordine, e detesta i piccioni.
L’articolo 10 del Regolamento della Polizia Urbana citato nel cartello dice: È vietato somministrare alimenti di qualunque tipo a volatili columbiformi. Apposito personale è autorizzato a fornire l’alimento idoneo nelle piazzole all’uopo predisposte. (da Euro 25 a 150)
Il Comune, spero, non avrà intenzione di multare E. Non è una fuorilegge. Non è una bambina che distribuisce briciole. Ma potrebbe essere “apposito personale”. Che nutre e cura gli animali con coscienza. In un parco verde (che mi chiedo che criteri abbia una “piazzola predisposta”), non in un palazzo né una piazza pubblica, se il problema – l’unico vero problema, perché la trasmissione di malattie pericolose per l’uomo è ampiamente smentita dalla scienza* – sono gli escrementi. Si parla tanto di immunità parlamentare. Bene. Per Lei che da qualche settimana vive nel terrore di perdere la sua ragione di vita, sarò un sognatore ma vorrei una dichiarazione simbolica della Polizia Urbana che dia “immunità dall’articolo 10” a una donna la cui unica colpa è l’Amore.
Anonimo, come lei
*Secondo uno studio autorevole dell’Università di Basilea, i piccioni hanno trasmesso malattie in soli 207 casi dal 1941 al 2004 AL MONDO, sempre e solo per via aerea e solo in 9 CASI (di cui UNO SOLO letale) a non-allevatori (https://www.researchgate.net/publication/292022069_Human_diseases_caused_by_feral_pigeons).












