Rimini. Ricordato Sandro Pertini (1896 – 1990) a 130 anni dalla nascita. Socialista, è stato tra i presidenti della Repubblica (1978 – 1985) più amati. Ligure, da giovane fu anti-fascista. Eredita dalla famiglia tre poderi: uno lo usa per il partito, gli altri li regala ai contadini. Uno dei suoi pensieri più belli è quando disse che una democrazia senza giustizia sociale non è niente: “Non vi può essere vera libertà senza giustizia sociale, come non vi può essere vera giustizia sociale senza libertà”.
Il parco intitolato a Sandro Pertini ha accolto nel pomeriggio di ieri una cerimonia molto partecipata da cittadini e residenti del quartiere, organizzata dall’Amministrazione comunale per celebrare i 130 anni dalla nascita del presidente, nato il 25 settembre 1896.
All’incontro, svoltosi presso il monumento in località Ghetto Turco, lungo via Tommaseo, ha preso parte il sindaco Jamil Sadegholvaad, che ha deposto una composizione floreale ai piedi del monumento dedicato al presidente Sandro Pertini. Erano presenti anche l’assessore Francesco Bragagni, la vicepresidente della Provincia di Rimini Daniela De Leonardis, il Capo di Gabinetto della Prefettura di Rimini Enrico Di Nunzio, il Senatore Marco Croatti, numerose autorità civili e militari e rappresentanti sindacali e dell’ANPI.
La cerimonia, molto partecipata fra residenti e aderenti al vicino centro sociale, ha offerto l’occasione per ripercorrere il legame che unisce Pertini alla città, un rapporto costruito nel tempo attraverso visite compiute in ruoli istituzionali diversi. Il parco porta il suo nome dal 2005, quando l’Amministrazione decise di dedicargli uno spazio cittadino accogliendo una proposta del Consiglio comunale: l’8 maggio di quell’anno venne scoperto il busto in bronzo realizzato dallo scultore riminese Pietro Giannelli, alla presenza della vedova del presidente, Carla Voltolina, e del senatore Sergio Zavoli.
Il legame tra Pertini e Rimini era iniziato però molti anni prima. Nel 1973, da presidente della Camera, Pertini aveva inaugurato nel parco dedicato ai Fratelli Cervi il monumento alla Resistenza dello scultore Elio Morri, accompagnato dall’allora sindaco Nicola Pagliarani. Dieci anni più tardi, nel 1983, era tornato in città da presidente della Repubblica per la chiusura delle Giornate Internazionali di Studio del Centro Pio Manzù, con tappe al Teatro Novelli e in piazza Tre Martiri, accolto dal sindaco Massimo Conti.
“Mi ha sempre convinto l’idea – ha dichiarato il sindaco Jamil Sadegholvaad, in un passaggio del suo saluto – che un parco, un’area verde frequentata da ogni generazione, sia intitolato a Sandro Pertini. Perché Pertini è stato forse il primo, forse l’unico, politico a essere gradito a tutti, travalicando le tifoserie degli schieramenti e dei partiti. ‘Un partigiano come presidente’ è una melodia che ci accompagna da sempre e che sintetizza allo stesso tempo l’etica, la coerenza, la storia e la popolarità di un uomo di quello spessore. Un uomo che ha combattuto e spesso pagato ogni battaglia che ha intrapreso, a partire dalla prigionia durante il fascismo. Non ha mai cambiato idea, e la sua idea è sempre stata quella che l’Italia è una democrazia, ma che la stessa democrazia ha bisogno ogni giorno di essere tutelata con le parole e, soprattutto, con i fatti.”











