di Daniela Ruggeri
Tra emozione e nuove prospettive, si è svolto il 16 marzo, presso la sede della Provincia di Rimini, il congresso della UIL, Unione Italiana del Lavoro, il sindacato nato il 5 marzo 1950, laico, indipendente, ispirato da Bruno Buozzi e altri grandi padri della nostra patria.
L’opportunità giusta per presentare al pubblico l’evoluzione di questa organizzazione sindacale che da UIL-FPL (Federazione Poteri Locali), diventa UIL-FP (Funzione Pubblica), ossia avviene l’unificazione dei settori della sanità, funzioni locali e centrali, e terzo settore, il tutto avente come obiettivo quello di offrire un’organizzazione unica e forte in rappresentanza di tutti i lavoratori e soprattutto è stata l’occasione per ricevere il saluto, in collegamento da Roma, di Rita Longobardi Segretaria Generale Nazionale, che ha rimarcato l’importanza del progetto odierno della Uil, dove lavoratori pubblici e privati ,che svolgono una funzione pubblica, hanno, in sintesi, un progetto evolutivo di grande responsabilità.
Pur non essendo obbligati, la Uil è l’unica sigla, dove i segretari uscenti si sono autodimessi per lasciare posto al nuovo, ai giovani, tutto nell’ottica di un’alternanza che racconta il desiderio di progredire con grande entusiasmo.
A questo punto Nicoletta Perno, Segretario Generale, per il distretto di Rimini, lascia le mansioni in favore di Marco Rizzo.
”Si chiude oggi un ciclo che, per me, non è stato solo un incarico sindacale, ma un’esperienza umana profonda, intensa e carica di responsabilità. Ho iniziato la mia carriera sindacale nel lontano 1993, più precisamente il 13 febbraio, quando diventai Segretario dell’allora UIL Sanità. Ritengo, infatti, giusta l’affermazione sia del nostro Segretario Generale UIL, Pier Paolo Bombardieri, che della nostra Segretaria Rita Longobardi, che la creazione di una categoria grande come la Funzione Pubblica, deve vedere dirigenti giovani che diano continuità ed energie nuove alla UIL FP e io, con senso di responsabilità e senso di appartenenza alla nostra Organizzazione, ho fatto tesoro di questa esortazione e mi sono comportata con coerenza, ma la mia avventura nella UIL non finisce qui, continua, si trasforma, si plasma. Nel consegnare questa relazione di fine mandato, il sentimento prevalente non è la nostalgia, ma l’orgoglio. L’orgoglio per quanto ho, anzi per ciò che abbiamo costruito, insieme. Quello che sono e quello che so lo devo anche a lui, a un grande uomo, che ora non c’è più, Berto Tosi, lui mi diceva sempre: il vero sindacalista si misura non da quello che dice, ma da quello che fa e da come saprà trasmettere quei valori che contraddistinguono gli uomini giusti: dignità, onestà, coerenza ed affidabilità. Con le nostre intuizioni abbiamo vinto tante battaglie, compreso le splendide vittorie alle RSU che hanno contraddistinto tutti questi anni del mio mandato, come il sorpasso della CGIL nella AUSL di Rimini avvenuto nel 2007. Spettacolo! Un risultato a quei tempi storico in Emilia Romagna. Nelle ultime elezioni RSU, sia negli EE. LL., che in Sanità, abbiamo avuto un risultato sopra la media nazionale, con splendide performance, come nei Comuni di Riccione, Cattolica, Rimini, Bellaria e Coriano. (…) Quello che abbiamo costruito non è stato a costo zero! Ho pagato a duro prezzo il voler affermare il valore delle regole e dei principi che sottendono le relazioni e lo stato di diritto, ma “asfaltare” un Direttore Generale tirannico davanti ad un giudice penale, NON HA PREZZO, è una medaglia che mostro con orgoglio. Nessun Segretario, per quanto determinato, può incidere senza una squadra coesa alle spalle. Se oggi possiamo guardare ai risultati raggiunti con soddisfazione, il merito è vostro. Ai miei collaboratori più stretti, grazie per la vostra pazienza, per le ore rubate al riposo e per aver condiviso con me ogni preoccupazione e ogni piccola vittoria. Siete stati i miei polmoni e la mia bussola. E che dire del mio segretario organizzativo, Nicola, anche lui a fine mandato, per il cuore, la passione, la determinazione e l’impegno per fare grande la UIL, per quelle notti passate a fare le liste RSU o stampare i volantini. Tutti insieme abbiamo fatto grande la UIL FPL a Rimini. Ai, Dirigenti, ai Delegati e alle RSU: siete il volto della UIL sul territorio. Grazie per aver interpretato con coraggio e intelligenza il ruolo di sentinelle dei diritti. Il futuro Segretario, Marco, a cui vanno la mia stima e il mio sostegno incondizionato, è una persona di grandi capacità, che conosce profondamente la nostra realtà e che possiede quella sensibilità sindacale necessaria per guidare la nostra categoria.
Cambiare non significa rinnegare il passato, ma onorarlo offrendo nuove prospettive a chi crede in noi. Sono certa che, sotto la sua guida, la UIL FP saprà non solo confermare i successi ottenuti, ma esplorare nuovi spazi di rappresentanza, parlando alle nuove generazioni di lavoratori pubblici e privati con linguaggi moderni e soluzioni innovative. Ringrazio il nostro Segretario Regionale, Paolo Palmarini, a cui va la mia amicizia… Che dire di Michele Bertaccini, Coordinatore della UIL di Rimini, che ha dato visibilità alla UIL nel territorio nuova vitalità e ha creato le condizioni per una UIL inclusiva e attenta alle categorie, che hanno raggiunto una nuova coesione ed una identità confederale. Un saluto anche al Segretario Regionale UIL PA qui presente Giorgio Franchini, non posso esimermi di ricordare con affetto i miei colleghi della Romagna, con cui ho vissuto il confronto in AUSL in vero stile UIL un rapporto concreto, vivace. Il Valore Politico e Organizzativo della Riunificazione consente la sinergia tra UIL FPL (Federazione Poteri Locali) e UIL PA (Pubblica Amministrazione), sotto l’egida della UIL FP, questa non è una semplice operazione burocratica, ma una scelta strategica di forte impatto. UIL FP sarà la nostra famiglia, dove sia voi, che noi, dovremmo conoscerci, comprendere una realtà variegata, che spazia dalla Sanità, ai Comuni, agli Enti, attraversa le Amministrazioni Centrali, fino ad arrivare al mondo della cooperazione e infine, non per importanza la Sanità Privata. Un mondo, quello privato, spesso senza tutele, senza dinamiche salariali con un contratto, quello dell’AIOP, fermo da anni e che vedrà la categoria impegnata nello sciopero del 17 aprile. Voi che rappresentate il futuro ricordatevi sempre la contrattazione decentrata è il luogo dove il lavoro reale incontra la vera rappresentanza. Il valore del confronto si nasconde dietro il timore della Corte dei Conti, l’ARAN diventa il paravento per non interpretare, ma per applicare i Contratti Nazionali di Lavoro che sono diventati sempre più prescrittivi. Molte questioni vengono dichiarate “prerogativa dirigenziale”, l’organizzazione del lavoro viene sottratta al confronto, le turnazioni sono imposte, le scelte operative spesso non passano più dal tavolo sindacale. Io vi lascio una UIL FPL che non è un Sindacato, ma il Sindacato! Lascio il mio incarico, ma non lascio la passione per la nostra causa.
Continuerò a essere al vostro fianco, con la consapevolezza che il meglio deve ancora venire!”.
Nicola Lombardi, segretario organizzativo, a cui succede Vincenzo Longo, chiude con queste parole: ”Oggi non vi parla soltanto un dirigente uscente, vi parla una persona che ha attraversato mezzo secolo di storia sindacale e civile italiana…avevo 14 anni e mezzo, quando entrai nei CUB, degli anni ’70, non ero militanza da salotto, era conflitto vero. Era una stagione in cui l’impegno sindacale significava stare dentro le contraddizioni del Paese, discutere, esporsi, organizzare. Erano gli anni delle fabbriche che ribollivano, delle assemblee permanenti, delle notti passate a discutere nei reparti, nelle piazze piene di lavoratori che chiedevano non solo salario, ma dignità. Nel 1970 arrivò lo statuto dei lavoratori, il referendum sul divorzio nel 1974, la legge 194, la riforma Basaglia, gli anni delle prime battaglie sui diritti delle persone con disabilità, la legge 104…noi non eravamo spettatori di quella storia, eravamo dentro la storia. Ed è in quelle lotte che ho imparato una cosa che non ho mai dimenticato, il sindacato è coscienza collettiva organizzata, Il 3 marzo 1980 entrai all’ospedale Niguarda di Milano e scelsi la Uil, fu una scelta culturale e politica. Un sindacato libero, laico, riformista e autonomo, capace di difendere i lavoratori senza essere la cinghia di trasmissione di nessuno. Oggi nasce la UIL-FP, con l’integrazione della Pubblica Amministrazione e della UIL-PA, è il riconoscimento che il lavoro pubblico deve essere rappresentato con una visione unitaria. Sanità, enti locali, amministrazioni centrali, servizi territoriali, sono tutti pezzi della stessa infrastruttura sociale che tiene insieme il Paese. E’ una responsabilità storica. Ci sono stati anni in cui la CGIL faceva la linea e gli altri inseguivano, spesso per abitudine, per timidezza, ma in sindacato che si limita a inseguire non costruisce identità e la Uil non è nata per fare la comparsa. Un sindacato è davvero libero solo se è forte, se ha iscritti veri, se ha delegati nei luoghi di lavoro, se ha una struttura capace di sostenere il confronto. Costruire presenza, costruire credibilità, costruire organizzazione. Abbiamo iniziato a dire quello che pensavamo anche quando non era la posizione più comoda, abbiamo smesso di accettare le linee decise da altri, abbiamo iniziato a esercitare fino in fondo la nostra autonomia, perchè per avere la schiena dritta servono gambe forti, e queste gambe si chiamano organizzazione, l’organizzazione è il motore che dà gambe alle idee! In fondo l’organizzazione è un lavoro di artigianato politico. Si costruisce mattone dopo mattone, ogni delegato è una colonna, ogni assemblea è una trave che tiene insieme una struttura.(…) Noi dobbiamo essere qualcosa di diverso. Dobbiamo essere il sindacato con la ”S” maiuscola. Un sindacato che studia, che conosce le norme, che tratta con competenza. Lascio oggi il mio incarico con piena consapevolezza, ma soprattutto con un profondo senso di serenità e gratitudine. Al mio successore e a tutti voi dico: agite con determinazione. Restate nel solco della linea tracciata, ma non fermatevi mai. Continuate a viaggiare con la schiena dritta, con senso di responsabilità, con lungimiranza e visione.”
Concludendo si augura buon lavoro a Letizia Ferri, Enzo Longo e Nicoletta Perno che diventa tesoriera.












