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San Marino. Il referendum sulla Magistratura: posizione del problema e ragioni del sì e del no

Redazione di Redazione
26 Gennaio 2026
in Focus, San Marino
Tempo di lettura : 3 minuti necessari
A A

di Alessandro Amadei*

 

La riforma dell’ordinamento giurisdizionale è tornata al centro del confronto politico italiano. Il Consiglio dei Ministri ha fissato per domenica 22 e lunedì 23 marzo 2026 la data del referendum costituzionale sulla giustizia, chiamando i cittadini a confermare o meno il testo approvato dal Parlamento.

Il Presidente del Comites San Marino, Alessandro Amadei, propone una sintesi dei contenuti della riforma e delle principali posizioni in campo, con un’attenzione particolare alle modalità di voto per i connazionali all’estero.

Il quesito referendario
Sulla scheda gli elettori troveranno il seguente quesito:

«Approvate il testo della Legge costituzionale concernente “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare” approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 253 del 30 ottobre 2025?»

Dietro questa formulazione tecnica si collocano quattro grandi direttrici di riforma.

I quattro pilastri della riforma
1. Separazione delle carriere
Il primo punto riguarda la separazione delle carriere tra:

giudici, che decidono sulle controversie;
pubblici ministeri (PM), che dirigono le indagini e sostengono l’accusa.
Chi vorrà intraprendere la professione di magistrato dovrà scegliere fin dall’inizio se diventare giudice o PM, senza possibilità di passare da una funzione all’altra nel corso della carriera.

2. Due Consigli Superiori della Magistratura
Il secondo elemento è lo sdoppiamento dell’attuale CSM:

un CSM giudicante per la gestione della carriera dei giudici;
un CSM requirente per la gestione dei pubblici ministeri.
Si tratterebbe di due organi distinti, entrambi presieduti dal Presidente della Repubblica, chiamati ad occuparsi separatamente delle rispettive componenti della magistratura.

3. Alta Corte Disciplinare
La riforma prevede poi la nascita di un nuovo soggetto, l’Alta Corte Disciplinare, competente a giudicare sugli illeciti disciplinari dei magistrati ordinari.

Questa Corte diventerebbe l’unico organo titolato a irrogare sanzioni disciplinari ai magistrati e le sue decisioni non potrebbero essere impugnate in Cassazione, rappresentando quindi il livello definitivo di giudizio sul piano disciplinare.

4. Sorteggio dei componenti dei CSM
Infine, viene modificato il sistema di composizione dei Consigli Superiori:

i membri togati (magistrati) non sarebbero più eletti dai colleghi, ma estratti a sorte tra coloro che possiedono i requisiti;
i membri laici (professori universitari o avvocati) continuerebbero a essere designati dal Parlamento.
Le critiche di chi è contrario alla riforma
Secondo i sostenitori del No, riferisce il Presidente Amadei, il progetto di riforma:

non affronta i nodi strutturali della giustizia (tempi lunghi dei processi, inefficienze organizzative, difficoltà nell’esecuzione delle pene);
rischia di indebolire l’autonomia e l’indipendenza della magistratura;
altererebbe l’equilibrio tra poteri dello Stato, rafforzando l’esecutivo.
In questa prospettiva, la separazione delle carriere potrebbe trasformare il PM in una figura più vicina all’esecutivo e alle forze di polizia, riducendone l’indipendenza. Si teme un modello in cui chi esercita l’azione penale finisce per dipendere, in misura maggiore, dalle scelte politiche del governo.

Preoccupazioni analoghe riguardano:

l’Alta Corte Disciplinare, vista come potenzialmente più esposta a pressioni esterne rispetto all’attuale sistema in cui il CSM gestisce anche la disciplina;
il sorteggio dei membri togati, considerato lesivo del diritto dei magistrati a scegliere i propri rappresentanti, con il rischio di limitare la possibilità di valorizzare profili ritenuti più competenti e indipendenti.
Le ragioni di chi sostiene il Sì
Di segno opposto il giudizio dei sostenitori del Sì, che presentano la riforma come un’occasione per:

rafforzare la reale separazione tra chi accusa e chi giudica, in coerenza con il modello di processo accusatorio;
garantire a giudici e PM percorsi professionali distinti, con concorsi e formazione dedicati;
ridurre conflitti di interesse e “cortocircuiti” derivanti dall’appartenenza allo stesso corpo.
In questa lettura, la riforma:

renderebbe ogni magistrato più libero di svolgere il proprio ruolo senza condizionamenti interni;
inciderebbe sulle “correnti” della magistratura, limitando il loro peso nelle nomine e nei trasferimenti grazie al sorteggio di una parte dei componenti dei CSM;
aumenterebbe la percezione di trasparenza e imparzialità del sistema.
Per quanto riguarda l’Alta Corte Disciplinare, i fautori del Sì la considerano uno strumento per superare l’attuale assetto, ritenuto poco efficace nel sanzionare i comportamenti scorretti. Viene spesso ricordato che, a fronte di migliaia di casi di ingiusta detenzione in pochi anni, i magistrati effettivamente sanzionati sono stati pochissimi: il nuovo organo disciplinare nascerebbe proprio con l’obiettivo di rendere più chiara e rigorosa la responsabilità professionale.

 

Come votano i cittadini italiani all’estero
I cittadini italiani residenti o temporaneamente all’estero, iscritti nelle liste elettorali, possono:

votare per corrispondenza, ricevendo a casa il plico elettorale;
in alternativa, se iscritti all’AIRE, optare per il voto in Italia nel proprio Comune di iscrizione elettorale.
Per scegliere di votare in Italia, è necessario:

inviare una dichiarazione scritta di opzione al Consolato competente e rispettare il termine di legge, fissato a 10 giorni dopo l’indizione della consultazione, e quindi entro il 24 gennaio 2026.
Informazioni dettagliate, modulistica e aggiornamenti sono disponibili sul sito ufficiale dell’Ambasciata d’Italia a San Marino:

Un referendum confermativo: nessun quorum
Il referendum del 22 e 23 marzo 2026 è di tipo confermativo. Questo significa che:

non è previsto un quorum minimo di partecipazione;
il risultato sarà valido a prescindere dal numero dei votanti.

 

*Avvocato, nonché presidente del Comites di San Marino

Alessandro Amadei
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