Un Consiglio comunale straordinario animato dagli studenti, concerti, incontri, conferenze e la testimonianza della sopravvissuta Tatiana Bucci: il programma previsto per ‘Giorno della Memoria’, ‘Giorno del Ricordo’ e per la ‘Giornata dei Giusti’
La Memoria non si eredita: si sceglie. E anche quest’anno a Rimini a sceglierla, con voce e presenza, saranno soprattutto i giovani. Il Consiglio comunale si apre così agli studenti e diventa spazio vivo di dialogo tra generazioni, perché il ricordo non resti solo una cerimonia, ma si trasformi in consapevolezza e responsabilità civile.
È questo il cuore delle iniziative dell’Attività di Educazione alla Memoria del Comune di Rimini, che in occasione del ‘Giorno della Memoria’ (27 gennaio) – 81° anniversario della liberazione del campo di concentramento e di sterminio di Auschwitz – propone un calendario fitto di appuntamenti rivolti alle scuole e alla cittadinanza, con un momento centrale di forte valore simbolico: un Consiglio comunale straordinario che sarà animato e guidato dalle riflessioni delle ragazze e dei ragazzi delle scuole superiori.
La Memoria raccontata dai ragazzi: un Consiglio comunale speciale
Nel quadro delle celebrazioni, il Comune di Rimini ripropone anche quest’anno un appuntamento che mette al centro il protagonismo studentesco e il confronto pubblico: il Consiglio comunale straordinario aperto alle scuole e alla cittadinanza, in programma mercoledì 29 gennaio alle ore 18.30, coordinato dalla presidente del Consiglio comunale Giulia Corazzi.
Nel quadro delle celebrazioni, il Comune di Rimini ripropone anche quest’anno un appuntamento che mette al centro il protagonismo studentesco e il confronto pubblico: il Consiglio comunale straordinario aperto alle scuole e alla cittadinanza, in programma mercoledì 29 gennaio alle ore 18.30, coordinato dalla presidente del Consiglio comunale Giulia Corazzi.
Un momento istituzionale che diventa dialogo intergenerazionale, grazie al coinvolgimento diretto di una decina di studenti delle classi quinte, provenienti da diversi istituti superiori riminesi e protagonisti del percorso di Educazione alla Memoria che si è concluso con il Viaggio della Memoria dello scorso novembre in Austria, con tappe a Mauthausen, Gusen e Hartheim.
Saranno proprio loro a portare in aula riflessioni, testimonianze e spunti maturati durante quel percorso: un racconto personale che si intreccia alla storia, e che richiama tutti – cittadini, amministratori e rappresentanti istituzionali – a un messaggio comune e urgente: non essere indifferenti, non rimanere passivi di fronte a ciò che ancora oggi può manifestarsi sotto forma di discriminazione, intolleranza, odio e disumanizzazione.
Tra gli eventi in programma da evidenziare anche il Concerto con la Sinfonia n.4 di Gustav Mahler, previsto la sera del 27 gennaio al Teatro Galli. Un concerto dal titolo “Fra cielo e terra: il campo di Theresienstadt e la musica dei bambini, intervallato da letture delle poesie dei bambini di Terezín. E l’incontro con la sopravvissuta di Auschwitz Tatiana Bucci, previsto per sabato 21 marzo al Teatro Galli
Un impegno che parte dal 1964 e arriva fino ad oggi
L’Attività di Educazione alla Memoria del Comune di Rimini affonda le sue radici nel 1964, quando l’Amministrazione comunale organizzò e finanziò uno dei primi viaggi italiani per studenti nei luoghi della deportazione: una scelta pionieristica che anticipò di decenni una pratica educativa oggi riconosciuta come fondamentale.
Con il tempo, quel progetto si è trasformato in un’attività istituzionale strutturata, capace di coinvolgere migliaia di giovani e di allargare lo sguardo alla Shoah, alle vittime dei totalitarismi nazifascisti, alla Resistenza e ai temi della responsabilità civile. Dal 1964 ad oggi, oltre 10.000 adolescenti riminesi hanno partecipato a percorsi formativi che collegano storia e presente. Un impegno riconosciuto anche a livello nazionale: nel 2021 Rimini è stata insignita del titolo di “Città della Memoria”.
L’Attività di Educazione alla Memoria del Comune di Rimini affonda le sue radici nel 1964, quando l’Amministrazione comunale organizzò e finanziò uno dei primi viaggi italiani per studenti nei luoghi della deportazione: una scelta pionieristica che anticipò di decenni una pratica educativa oggi riconosciuta come fondamentale.
Con il tempo, quel progetto si è trasformato in un’attività istituzionale strutturata, capace di coinvolgere migliaia di giovani e di allargare lo sguardo alla Shoah, alle vittime dei totalitarismi nazifascisti, alla Resistenza e ai temi della responsabilità civile. Dal 1964 ad oggi, oltre 10.000 adolescenti riminesi hanno partecipato a percorsi formativi che collegano storia e presente. Un impegno riconosciuto anche a livello nazionale: nel 2021 Rimini è stata insignita del titolo di “Città della Memoria”.
L’Attività di Educazione alla Memoria del Comune di Rimini è diretta da Fabio Cassanelli e realizzata con la direzione scientifica della storica Laura Fontana e con la partecipazione dell’Istituto per la storia della Resistenza e dell’Età contemporanea della provincia di Rimini.
“Siamo orgogliosi di presentare ancora una volta un programma così ricco e significativo dedicato all’Educazione alla Memoria – dichiarano il sindaco Jamil Sadegholvaad e l’assessora al progetto Memoria Francesca Mattei – . Un Consiglio comunale straordinario che non si limita a ricordare una data, ma che rilancia l’impegno quotidiano a costruire una cultura del rispetto, della dignità umana e della responsabilità individuale. Anche quest’anno abbiamo voluto dare spazio alle voci dei nostri ragazzi, perché sono loro i veri custodi della Memoria che verrà. Il fitto calendario di eventi rappresenta un’opportunità straordinaria per tutta la comunità: dalla testimonianza preziosa di Tatiana Bucci agli interventi degli studenti che hanno vissuto il Viaggio della Memoria, ogni appuntamento è pensato per trasformare il ricordo in azione concreta. Dal 1964 Rimini ha scelto di investire nell’educazione delle nuove generazioni attraverso la conoscenza diretta dei luoghi della deportazione: un patrimonio che continueremo a coltivare con determinazione, perché la Memoria non resti lettera morta, ma diventi strumento vivo di cittadinanza attiva.”
Il programma degli eventi
Le iniziative per il Giorno della Memoria
Il calendario dedicato al Giorno della Memoria (27 gennaio) si apre con un evento pensato per il pubblico giovane, dove narrazione e musica si intrecciano per raccontare la Shoah con un linguaggio vicino alle nuove generazioni.
Il calendario dedicato al Giorno della Memoria (27 gennaio) si apre con un evento pensato per il pubblico giovane, dove narrazione e musica si intrecciano per raccontare la Shoah con un linguaggio vicino alle nuove generazioni.
- Giovedì 22 e venerdì 23 gennaio – ore 10 – Teatro degli Atti (riservato alle scuole)
“Mozart ad Auschwitz. Il segreto che cambiò la mia vita”
Reading teatrale e musicale di e con Alessia Canducci, con musiche eseguite dal vivo da Federico Squassabia, in collaborazione con Alcantara Teatro per la rassegna Nuove Generazioni. Un viaggio emotivo ispirato a The Mozart Question di Michael Morpurgo: il potere salvifico della musica, il silenzio dei sopravvissuti, la forza della narrazione come incontro con l’altro.
Il 27 gennaio, giorno della ricorrenza internazionale, Rimini rinnova il suo momento istituzionale di commemorazione:
- Martedì 27 gennaio – ore 10.30 – Parco “Ai Caduti nei Lager 1943-1945” (via Madrid)
Cerimonia con deposizione di una corona di alloro al monumento dedicato alle vittime dei lager nazisti e di tutte le prigionie, alla presenza delle autorità civili e militari, delle associazioni combattentistiche e d’arma e di una delegazione studentesca.
La Memoria si fa poi anche musica e poesia, con un appuntamento serale al Teatro Galli:
- Martedì 27 gennaio – ore 21 – Teatro Galli
“Fra cielo e terra: il campo di Theresienstadt e la musica dei bambini”
Gli studenti del conservatorio Maderna-Lettimi eseguiranno i 4 movimenti dell Sinfonia n.4 di Gustav Mahler (versione da camera di E. Stein), intervallata da letture delle poesie dei bambini di Terezín: un omaggio alla resistenza culturale e umana, anche dentro l’orrore del ghetto-campo.
E ancora, il racconto della guerra e dei suoi ingranaggi, attraverso il teatro civile:
- Giovedì 29 gennaio – ore 21 – Teatro degli Atti
“Pugni pesanti. Leve contro la guerra”
Di e con Denis Campitelli, regia Alberto Grilli, produzione Teatro Due Mondi. La storia di un giovane romagnolo, Anselmo Mambelli, spedito al fronte nel 1940, dove la lotta per sopravvivere non ha più le regole del ring. - Lunedì 2 Febbraio – ore 17 – Sala della Cineteca
Presentazione del libro di Lidia Maggioli, Echi dal sottosuolo. Il campo tedesco sulle rovine del ghetto di Varsavia 1943-1944. Presenta Francesca Panozzo, direttrice ISREC, Rimini.
La tragedia ineguagliata della Seconda guerra mondiale e della persecuzione razziale antiebraica, e per contro la profonda aspirazione alla pace espressa dai sopravvissuti, fanno di questo libro una testimonianza di grande attualità. Tra le migliaia di campi di concentramento e luoghi di detenzione creati in Europa dal Terzo Reich, quello sorto nell’area del ghetto ebraico di Varsavia dopo la sua distruzione per mano tedesca nel maggio 1943, è forse uno dei meno noti.
Ma tra gli appuntamenti più attesi dell’intero programma spicca quello che porterà a Rimini una voce preziosa e rara: la testimonianza diretta di chi ha attraversato Auschwitz da bambina.
- Sabato 21 marzo – ore 10 – Teatro Galli
Incontro con Tatiana Bucci, una delle due bambine italiane sopravvissute all’orrore di Auschwitz. Un incontro che parla alle giovani generazioni con la forza insostituibile della testimonianza: la deportazione, la separazione, l’infanzia violata, la liberazione e il ritorno alla vita. Un racconto che attraversa la storia del Novecento e la consegna al presente.
Il seminario 2026 e il viaggio memoria
Il programma di iniziative si inserisce in un cammino più ampio, che si affianca al seminario di Educazione alla Memoria avviato nei giorni scorsi dal titolo “Tra tormento e libertà. La musica nei ghetti e nei campi nazisti”. Un calendario di appuntamenti che vanno da gennaio a maggio e che coinvolge circa 130 studenti e studentesse delle classi quarte di tutti i licei e istituti superiori del Comune di Rimini. Il percorso formativo culminerà con un esperienza sul campo (viaggio memoria) che si svolgerà nell’autunno 2026, con un gruppo di circa 50 studenti e studentesse. Un’esperienza che si realizza ogni anno anche grazie all’Assemblea Legislativa della Regione Emilia-Romagna.
Il programma di iniziative si inserisce in un cammino più ampio, che si affianca al seminario di Educazione alla Memoria avviato nei giorni scorsi dal titolo “Tra tormento e libertà. La musica nei ghetti e nei campi nazisti”. Un calendario di appuntamenti che vanno da gennaio a maggio e che coinvolge circa 130 studenti e studentesse delle classi quarte di tutti i licei e istituti superiori del Comune di Rimini. Il percorso formativo culminerà con un esperienza sul campo (viaggio memoria) che si svolgerà nell’autunno 2026, con un gruppo di circa 50 studenti e studentesse. Un’esperienza che si realizza ogni anno anche grazie all’Assemblea Legislativa della Regione Emilia-Romagna.
La grafica del manifesto
Il manifesto di quest’anno, realizzato da Enzo Grassi (studio grafico “Colpo D’occhio”), punta su un’immagine potente e simbolica: un detenuto che suona il violino, con lo sguardo segnato dal dolore, mentre la musica sembra superare il filo spinato. Sullo sfondo, uno spartito si frammenta in bagliori di luce che aprono varchi e diventano un origami a forma di uccello, emblema di libertà e resistenza. La grafica rimanda anche a una vicenda reale, legata allo spartito ricostruito dal direttore d’orchestra britannico Leo Geyer grazie a frammenti ritrovati ad Auschwitz. Tra questi, un pezzo attribuito a Mieczysław Krzyński, musicista collegato all’orchestra del campo. Nel lettering, “tormento” e “libertà” si intrecciano, raccontando la musica nei lager come imposizione crudele ma anche come possibilità di salvezza interiore.
Il manifesto di quest’anno, realizzato da Enzo Grassi (studio grafico “Colpo D’occhio”), punta su un’immagine potente e simbolica: un detenuto che suona il violino, con lo sguardo segnato dal dolore, mentre la musica sembra superare il filo spinato. Sullo sfondo, uno spartito si frammenta in bagliori di luce che aprono varchi e diventano un origami a forma di uccello, emblema di libertà e resistenza. La grafica rimanda anche a una vicenda reale, legata allo spartito ricostruito dal direttore d’orchestra britannico Leo Geyer grazie a frammenti ritrovati ad Auschwitz. Tra questi, un pezzo attribuito a Mieczysław Krzyński, musicista collegato all’orchestra del campo. Nel lettering, “tormento” e “libertà” si intrecciano, raccontando la musica nei lager come imposizione crudele ma anche come possibilità di salvezza interiore.
Giorno del Ricordo
Nel quadro del calendario complessivo, trovano spazio anche le iniziative per il Giorno del Ricordo (10 febbraio), dedicate alla memoria delle foibe, dell’esodo giuliano-dalmata e delle vicende del confine orientale.
Nel quadro del calendario complessivo, trovano spazio anche le iniziative per il Giorno del Ricordo (10 febbraio), dedicate alla memoria delle foibe, dell’esodo giuliano-dalmata e delle vicende del confine orientale.
- Martedì 10 febbraio – ore 11 – “Biblioteca di pietra”, Molo di Rimini
Cerimonia con deposizione di una corona di alloro al monumento dedicato alle vittime delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata, alla presenza delle autorità civili e militari e di una delegazione studentesca.
In collaborazione con le associazioni “Comitato 10 Febbraio” e “Unione degli Istriani”.
A seguire, un doppio appuntamento di approfondimento storico, con uno sguardo europeo sul dopoguerra:
- Giovedì 12 febbraio – ore 17 – Sala della Cineteca
- Venerdì 13 febbraio – ore 9.30 – Sala della Cineteca (riservato agli studenti)
Incontro con Enrico Miletto, docente di Storia contemporanea e ricercatore all’Università di Torino:
“Partenze e approdi. L’esodo giuliano-dalmata e gli spostamenti forzati di popolazione nell’Europa postbellica”. Una lettura che colloca le migrazioni forzate e i profughi nel quadro più ampio delle trasformazioni del dopoguerra europeo.
Giornata dei Giusti
Il programma dedicato al Giorno dei Giusti (6 marzo) valorizza le storie di chi, anche nei momenti più bui, ha scelto di salvare vite, resistere al male e difendere la dignità umana.
Il programma dedicato al Giorno dei Giusti (6 marzo) valorizza le storie di chi, anche nei momenti più bui, ha scelto di salvare vite, resistere al male e difendere la dignità umana.
- Venerdì 6 marzo – ore 10 – Parco XXV Aprile (zona attrezzata lato Ponte Tiberio)
Cerimonia celebrativa con deposizione di una corona di fiori al monumento dedicato ai Giusti.
La riflessione prosegue con un evento rivolto alle scuole secondarie di primo grado:
- Venerdì 13 marzo – ore 10 – sala del Consiglio comunale
Presentazione del libro “Carlo Angela e il segreto dei matti. La vera storia del Giusto che ci ha salvati” di Alessandro Q. Ferrari (De Agostini).
Un racconto intenso e poco conosciuto: quello del medico Carlo Angela, che durante il fascismo e la guerra salvò ebrei, partigiani e dissidenti falsificando diagnosi e documenti, trasformando una clinica psichiatrica in un rifugio clandestino.
Informazioni e prenotazioni: patrizia.bebi@comune.rimini.it
In collaborazione con Biblioteca Gambalunga – Sezione Ragazzi e Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra Onlus.
Accanto alle iniziative pubbliche, come ogni anno prende avvio anche un progetto educativo di lungo periodo che vede la partecipazione della Vicesindaca Chiara Bellini:
- Da novembre 2025 a maggio 2026
“C’è il male in chi sembra buono. E il bene in chi sembra malvagio. E quel bene conta sempre di più”
Percorso sul tema dei Giusti per le scuole secondarie di I grado, che per l’anno scolastico 2025-2026 coinvolgerà la scuola “Borgese” dell’IC XX Settembre di Rimini. Il progetto prevede incontri didattici, un laboratorio di podcast con Icaro Comunicazioni, momenti pubblici e attività in città per trasformare la Memoria in esercizio creativo e cittadinanza attiva.













