di Arianna Lanci
Rimini. CastOro Teatro, rappresentazione poetica e musicale il 25 febbraio alle 21..
LA NATURA ENTRA A TEATRO
Dalle ore 20.15 INAUGURAZIONE
MOSTRA FOTOGRAFICA COLLETTIVA
Tra terra e cielo
Alle ore 21
PERFORMANCE POETICA E MUSICALE
Antropocentrico
il male antico BIGLIETTO 10 EURO
Arianna Lanci: ideazione, testi, voce, immagini
Luigi Pizzaleo: musiche originali, pianoforte, elettronica
Paride Russo: didjeridoo
Ensemble Vocale Canòpea: coro parlato
Dorin Mihai: riprese video e montaggio
Jacopo Benzi: fonico, disegno luci, proiezione
CastOro Teatro, via del Castoro 7, Rimini
Biglietteria online: liveticket.it/castoroteatro
C’E’ UN PICCOLO ABITANTE DELLA SPIAGGIA.
Un abitante a tal punto discreto da risultare quasi invisibile.
Un abitante che sembra amare mimetizzarsi- con la sabbia. Un abitante la cui voce è ancora più invisibile. Forse nessuno, o quasi nessuno, l’hai mai sentita prima- la sua voce.
Questo abitante si chiama Fratino. E a questo piccolo uccello che nidifica sulla spiaggia e che ci racconta, più di ogni altro indicatore, lo stato di salute delle coste italiane, è dedicata l’anteprima invernale di ALTISSIME VOCI e in particolare la performance poetica e musicale dal titolo “Antropocentrico il male antico”: un modo intimo e universale di raccontare la relazione con le voci più fragili della natura, con il canto, la musica, la scrittura- tra sogno e realtà.
Questo piccolo uccello, simbolo degli ecosistemi dunali e delle spiagge naturali, è in gravissimo e rapidissimo declino. A tal punto che la comunità scientifica lo classifica come “in pericolo”.
Un piccolo uccello che non riguarda solo gli ornitologi, ma che riguarda tutti noi.
Sì, il fratino CI RIGUARDA. Perché il Fratino ci porta a riflettere sul modo in cui viviamo la spiaggia, sul modo in cui pensiamo la spiaggia. Il fratino ci porta a riflettere sul modo in cui ci relazioniamo alla fragilità, un tema importante, forse decisivo.
Ad introdurre la performance una delle novità dell’edizione 2026 di ALTSSIME VOCI. Una mostra fotografica collettiva, frutto di una chiamata pubblica: trenta scatti sulla vita selvatica nella nostra Provincia. Forse il dato più significativo di questi scatti – la ragione per cui ALTISSIME VOCI, Festival nato a partire dall’ascolto e dal canto, si apre al visibile mondo della fotografia- non è la bellezza, ma la capacità delle immagini di suggerirci ancora una volta che questo mondo non umano ci riguarda. Queste vite ci riguardano: ci riguarda il vasto mondo non umano in cui viviamo, un mondo eccezionalmente complesso di cui non siamo il fulcro. Un mondo che siamo chiamati, soprattutto di questi tempi- tempi durissimi per la natura- a custodire. L’immagine resta, l’immagine continua a interrogarci, a commuoverci, a scuoterci o a lasciarci indifferenti. Ma restare indifferenti davanti a questi trenta scatti è cosa davvero difficile, se non impossibile. Ci vorrebbe un cuore di pietra, dentro un corpo già morto. Non è la bellezza il motivo di questa mostra collettiva, ma la custodia, l’urgenza di una riconciliazione con la Natura, la stessa riconciliazione di cui parlava Alex Langer, a cui il Festival di quest’anno è dedicato, negli 80 anni dalla sua nascita. E non posso non citare Anna Maria Ortese, che alle “piccole persone” ha dedicato gran parte della sua scrittura e del suo pensiero. E allora questi scatti, rendendo visibile quel che spesso è diventato invisibile, non possono che spronarci a custodire la natura e a riconciliarci con essa. Le piccole persone chiedono ascolto.











