Rimini. Il colpo della strega non esiste: i fisioterapisti smontano uno dei luoghi comuni più diffusi sul mal di schiena.
C’è chi lo chiama “colpo della strega”. Arriva all’improvviso: un movimento banale, una torsione per raccogliere qualcosa da terra, e la schiena “si blocca”. Dolore intenso, paura di muoversi, convinzione di essersi “rovinati”.
Ma davvero esiste il colpo della strega?
Il presidente dell’Ordine dei Fisioterapisti della Romagna, Valerio Barbari, interviene su uno dei luoghi comuni più radicati tra i cittadini. “Il colpo della strega non è una strega e non è un colpo. È un episodio acuto di lombalgia, molto doloroso ma, nella grande maggioranza dei casi, benigno e reversibile”.
Un dolore che spaventa più di quanto sia pericoloso. Il problema non è solo il dolore: è ciò che le persone immaginano che stia accadendo nella loro schiena: “un disco uscito”, “una vertebra spostata”, “qualcosa che si è rotto”.
La letteratura scientifica degli ultimi anni ha chiarito un punto fondamentale: nella maggior parte degli episodi acuti di mal di schiena non c’è un danno grave, ma una risposta protettiva del sistema muscolo-scheletrico e nervoso.
Il dolore può essere intenso, ma non è automaticamente sinonimo di lesione seria. Uno degli errori più frequenti è fermarsi completamente. Riposo assoluto, paura di muoversi, convinzione che “stare fermi” aiuti a guarire più in fretta.
“Oggi sappiamo – continua Barbari – che il movimento graduale e guidato è parte della soluzione, non del problema. Restare attivi, nei limiti del dolore, favorisce il recupero”.
Le linee guida internazionali sul mal di schiena raccomandano infatti di evitare il riposo prolungato a letto, di mantenere le attività quotidiane compatibili, di ricevere informazioni corrette sul significato del dolore e di
intraprendere, quando necessario, un percorso riabilitativo personalizzato.
In tutto questo, la fisioterapia non si limita a “trattare la schiena”. Lavora sulla funzione, sull’educazione, sulla gestione del carico e sulla riduzione della paura del movimento.
“Il nostro compito – sottolinea ancora il presidente – è aiutare la persona a capire cosa sta succedendo, rassicurarla quando non ci sono segnali di allarme e costruire insieme un percorso attivo di recupero”.
Il messaggio è chiaro: il mal di schiena acuto è frequente, spesso impressionante, ma raramente pericoloso. Con informazioni corrette e un approccio basato sulle evidenze scientifiche, si può tornare alle proprie attività in sicurezza. Superare i miti per migliorare la salute
Il “colpo della strega” è solo uno dei tanti miti che circondano i disturbi muscolo-scheletrici. “Smontare questi luoghi comuni – chiude Barbari – significa restituire alle persone uno strumento potente: la consapevolezza. Perché la salute non si costruisce sulla paura. Si costruisce sulla conoscenza, sul movimento e su professionisti competenti al fianco delle persone”.










