Rimini. Voto per disabili: iter kafkiano. Gentile signora Meloni faccia qualcosa: partire dalla soluzione delle piccole cose…
La signora è affetta da una grave malattia: non si muove e non parla. E’ così da anni e possiede milioni di certificazioni. Vorrebbe votare per il referendum sulla magistratura del 22 e 23 marzo. Il marito va in Comune. Gentilissima la signora, dice: “Mi ricordo bene di lei. Non si ricorda che cosa deve fare?”. “Onestamente no…”. Gli allunga due moduli. Uno dell’Ausl con le visite mediche per elettori inabili. Il secondo, invece, va compilato e gli va allegato la certificazione d’invalidità. Chi scrive inizia a telefonare al numero, ma non risponde mai nessuno. Allora, chiama il centralino del Colosseo, che rimbalza la telefonata all’ufficio preposto. La signora è super gentile e raccoglie le informazioni che la pubblica amministrazione ha già. Ora, il medico giunge a casa della signora, verifica l’invalidità e certifica…
Gentile signora Giorgia Meloni, perché non interviene su questi piccoli problemi, che fanno perdere tempo al mondo? Dato che sono un populista, chiedo un’altra piccola cosa: tagliare le code chilometriche alle Poste… E fare altre cose simili… Iniziare dalle piccole cose per poi aggredire i grandi problemi: giustizia sociale, scuola, sanità… Gentile signora Meloni, lei arriva da una famiglia normale perché non si attiva per togliere un po’ di privilegi a coloro che hanno smarrito il piacere del lavoro, alle rendite… Perché non si attiva seguendo la civiltà della Costituzione che è completamente disattesa…











