di Arianna Lanci
Rimini. Altissime voci, la natura selvatica a teatro ed in mostra fa il pieno.
Grande successo di pubblico- un sold out in piena regola- per l’evento di anteprima invernale di ALTISSIME VOCI 2026 a CastOro teatro, le cui sale si sono riempite di persone, immagini e suoni, in un’atmosfera di meraviglia e di magia davvero difficile da descrivere.
TRA TERRA E CIELO, la mostra fotografica collettiva dedicata alla natura selvatica nella provincia di Rimini, allestita nel foyer, ha raccontato con forza commovente una natura che rischia di diventare invisibile, soffocata dall’incuria e dal disinteresse della nostra società tristemente ’antropocentrica’. Nella sua presentazione Arianna Lanci ha ricordato che il motivo per cui ALTISSIME VOCI, Festival nato a partire dall’ascolto e dal canto, si apre al visibile mondo della fotografia è la capacità propria delle immagini, così come dei suoni, di suggerirci che questo mondo non umano ci riguarda. Queste vite immortalate nei 30 scatti ci riguardano: ci riguarda il vasto mondo non umano di cui non siamo il fulcro. Un mondo che siamo chiamati, soprattutto di questi tempi- tempi durissimi per la natura- a custodire. Non è la bellezza- ha ribadito Arianna- il motivo di questa mostra collettiva, ma la custodia, l’urgenza di una riconciliazione con la Natura.
Ad apertura della mostra il taglio di un nastro assolutamente inusuale, quello che solitamente non si usa per inaugurare le mostre fotografiche, ma per delimitare una situazione di emergenza, di PERICOLO, lo stesso pericolo in cui versano le vite della natura. Una scelta concettuale forte, sicuramente “fuori dal coro”, a ribadire la filosofia del Festival e di questo evento dedicato al fratino, esistenza fragile che ha costituito uno dei fili tra la mostra e la performance successiva.
Nella seconda parte, infatti, il pubblico si è trovato immerso nello spettacolo ideato da Arianna Lanci, “Antropocentrico il male antico”: la musica del pianoforte e dell’elettronica, composta e suonata da Luigi Pizzaleo, le profonde vibrazioni dello strumento aborigeno australiano, il didjeridoo, suonato da Paride Russo, le riprese video dei fratini e della spiaggia di Miramare realizzate da Dorin Mihai, il canto, la voce recitante, la poesia e le immagini di Arianna hanno creato quel legame tra arte e natura che era il fine della performance. È proprio il caso di dirlo: la Natura ieri sera a Rimini è entrata a teatro.
(La mostra è visitabile dal lunedì al venerdì dalle 14 alle 19. Per l’evento di finissage, domenica 12 aprile, in programma una camminata sonora tra la zona artigianale della Grotta Rossa e il colle di Covignano, con ritorno in teatro per un momento musicale a cura dell’Ensemble Vocale Canòpea e letture che daranno voce ad ogni “piccola persona” immortalata negli scatti.)















