Petitti: “In provincia di Rimini oltre 1.000 persone nei CAS. Il modello Confindustria Emilia (12 assunti e 84 in formazione) è una prospettiva concreta anche per il nostro territorio”.
Se ne è parlato a Bologna nel corso della giornata di formazione del PD dedicata al tema della sicurezza.
Nella provincia di Rimini sono oltre 1.000 le persone ospitate nei CAS (Centri di Accoglienza Straordinaria), un dato che conferma il ruolo significativo del territorio nei percorsi di accoglienza. In questo quadro, il progetto avviato da Confindustria Emilia rappresenta un’esperienza concreta che merita attenzione anche a livello provinciale.
Il tema è stato toccato nel fine settimana appena concluso, all’interno della giornata di studio e confronto del Partito Democratico tenutasi a Bologna – dedicata alla sicurezza – voluta da Stefano Bonaccini , europarlamentare e Presidente del Partito e dal segretario regionale Luigi Tosiani, alla presenza di tanti ospiti tra cui Franco Gabrielli, Matteo Lepore, Matteo Mauri e tanti altri.
« A Bologna, in una cornice più ampia, ho approfondito i risultati di una interessante sperimentazione promossa da Confindustria Emilia, che ha già portato a 12 assunzioni e coinvolto 84 persone in percorsi di formazione professionale » dichiara Emma Petitti, vicesegretaria regionale del Partito Democratico con delega allo sviluppo economico . « È un modello che unisce pragmatismo e responsabilità sociale: si parte dalle competenze, si costruiscono profili professionali, si incrociano i bisogni delle imprese con le persone accolte nei CAS. E i numeri dimostrano che funziona ».
« Per un territorio come Rimini – prosegue Petitti – questa può essere una prospettiva concreta. Abbiamo una presenza significativa nei CAS e un sistema economico che continua a cercare personale in diversi settori. Valutare un modello che mette insieme formazione, imprese e inclusione significa guardare al futuro con realismo, senza ideologie e con attenzione alle esigenze del territorio ».
«L ’integrazione che parte dal lavoro – conclude Petitti – è una strada che può rafforzare la coesione sociale e sostenere il tessuto produttivo. È un’opportunità che l’Emilia‑Romagna può cogliere con visione e responsabilità».











