Riccione. Paolo Zaghini presenta il libro “La Democrazia Cristiana a Rimini (1964-1994)” il 23 giugno alle 17.30 in biblioteca.
L’autore dialoga con Giorgio Tonelli, già direttore della sede Rai di Bologna, sui temi della politica, della storia locale e dell’impegno civico.
A ingresso libero, sarà un momento di approfondimento storico e di riflessione sul ruolo della partecipazione politica nella costruzione delle comunità locali.
Il libro ripercorre tre decenni di storia politica riminese e romagnola, inserendoli nel più ampio contesto delle grandi vicende dell’Italia del Novecento. Attraverso una ricerca rigorosa e accurata fino alla pignoleria, mette in luce le figure e le scelte della Democrazia Cristiana che hanno contribuito a definire l’identità politica in Romagna. Attraverso documenti d’archivio, testimonianze, articoli di stampa e materiali inediti, Zaghini ripercorre le principali vicende politiche e amministrative che hanno caratterizzato la presenza della Dc in territorio riminese, seguendo la sua evoluzione dal secondo Dopoguerra alla conclusione della Prima Repubblica.
La storia dell’amato avversario politico non lo poteva scrivere che un vetero-comunista che ha il portamento di un cardinale. Che ti sorride sempre… sotto occhi scintillanti, che sanno essere empatici e magari farti a fettine, come ben sanno gli autori dei libri che recensisce su Chiamamicittà.it. L’autore è lo storico per antonomasia dei fatti socio-politici di Rimini dal dopo-guerra fino ai giorni nostri.
Se il Pci (Partito comunista italiano) gestiva il potere politico, che andava a ramificarsi ed irrobustirsi negli assetti economici, che a sua volta amplificava il consenso; non da meno erano i tentacoli economici, culturali e sociali della Dc; si veda tutto il sistema bancario del territorio, le aziende di soggiorno… ed i forti legami che la periferia aveva col potere centrale di Roma, dove la Dc ed il pentapartito governavano con la saggezza del manuale Cencelli. Cioè ad ogni partito, ad ogni corrente, andavano i posti di potere, di lavoro in base alla forza elettorale. In tal modo non si litigava. Poi, negli anni ‘80, arriva quel ciclone socialista di Bettino Craxi e le cose cambiano: i voti oltre che a contarsi, si pesano.
Il lavoro di Zaghini è la fotografia senza fronzoli della Democrazia cristiana della provincia di Rimini. Oltre a quanto sopra, un’altra delle ossessioni di Zaghini è l’indice dei nomi, naturalmente in ordine alfabetico. Nei trent’anni raccontati è riuscito a catalogare quasi mille persone. Insomma, un lavorone. Ha inquadrato lo scudocrociato del Riminese in un contesto nazionale, inserendo i presidenti della Repubblica i presidenti del Consiglio, in gran parte democristiani. Ed i segretari nazionali della Dc. Quello del nostro territorio ha un prima; quando il Riminese era sotto la provincia di Forlì ed un dopo, quando si crea il Circondario (l’attuale territorio provinciale). La politica di quegli anni, pochi ma sembrano lontani anni luce, è il segno che la comunità ha cambiato scala di valori, nel fare aveva una sua nobiltà nel pensiero.
Scrive il professor Piergiorgio Grassi nella sua introduzione: “(…) Nello scorrere le pagine di Zaghini risalta un aspetto particolare, solo apparentemente marginale, vale a dire la serie di incontri di studio che si tennero regolarmente in varie località del circondario riminese, a La Verna, il primo e a Pennabilli, l’ultimo, in un arco di tempo che va dal 1973 al 1993, nel mese di settembre di ogni anno e su temi diversi (…). Gli incontri settembrini erano anche l’occasione per un confronto tra le diverse correnti e per individuare le mediazioni necessarie nel perseguire obiettivi comuni”.
Oltre alla ricchezza dei mille nomi, le pagine sono impreziosite da molte immagini e da tre interventi. Il primo è quello di Giuseppe Chicchi, già assessore regionale al Turismo e già sindaco di Rimini di sinistra. Soprattutto, Chicchi, rappresenta una delle teste più raffinate del territorio: un intellettuale che ha amministrato con un’idea forte, di livello altissimo. Una, è la nuova Fiera di Rimini.
Non meno raffinato è anche l’intervento del professore universitario, nonché parlamentare della Balena Bianca (uno dei vezzeggiativi non proprio benevolo della Dc), Piergiorgio Grassi.
Il terzo contributo culturale è quello del sindaco di Rimini Jamil Sadegholvaad.
Come avvenuto per altri lavori nello stile Zaghini, l’autore chiude con le biografie dei massimi dirigenti del partito cattolico della nostra provincia. Insomma, è un lavoro che ognuno dovrebbe avere in casa: una fotografia che molto racconta di cosa siamo stati.
Il volume è anche un omaggio ad Ermanno Vichi. Uno tra i massimi dirigenti della Dc, consigliere regionale, parlamentare, nel 1995 diventa il primo presidente della Provincia di Rimini.
Sposato, due figli, Paolo Zaghini dal 1979 al 2019 è stato raffinato direttore della biblioteca di Coriano; ha rappresentato un centro provinciale assoluto, dove si conservano anche minute apparentemente marginali che sanno raccontare storie altrimenti che andrebbero smarrite. Si potrebbe dire che se sei in cerca di un documento introvabile nelle altre biblioteche, a Coriano ci sarebbero delle possibilità. Coltiva il mestiere dello storico con l’ossessione delle carte, della precisione e della bellezza. Ha scritto numerosi libri di storia locale. Per oltre un decennio ha ricoperto il ruolo di presidente dell’Istituto per la storia della resistenza e dell’età contemporanea della provincia di Rimini; digitalizzando oltre 100mila fotografie che memorizzano la politica provinciale dal 1945 ad oggi. Inoltre, dal 1975 al 2017, ha ricoperto ruoli di primo piano nel Pci-Pds-Ds e Pd.











