di Pasquale D’Alessio
Distinguere.
La vita è il paragone delle parole. A scriverlo è Alessandro Manzoni, capitolo XXII dei Promessi Sposi ed è riferita al Cardinale Federigo Borromeo. E si! È il tempo in cui le parole esigono una loro coerenza.
Ci prendono le parole. Avvertiamo, sentiamo che arrivano da quelle parti che pensavamo sicure, perchè no? Tranquille! Pensavamo di aver sistemato bene le parole che ci hanno fatto compagnia. Ci appartengono. Sono nostre. Le abbiamo fatte nostre. Abbiamo passato tempo e tempo, anche di notte che non riuscivamo a chiudere la pagina di Erri. Erri De Luca. Erri scrittore, giornalista, poeta e traduttore italiano. Pensavamo di andare tranquilli per le strade, i sentieri del suo aver raccontato la vita. Aver introdotto un linguaggio che ha sempre messo insieme poesia e prosa, prosa e poesia, aver messo insieme il linguaggio della della vita che passa dentro, che vive fuori. Due respiri, due gesti, due sguardi che sono riusciti ed, ancora riescono, ad essere un solo respiro, un solo gesto, uno solo sguardo: lo stile di Erri, Erri De Luca.
Ci appartengono gli autori. Ci appartengono talmente tanto che poi diventiamo un tutt’uno con loro. Poi qualcosa si rompe. Qualcosa non torna a casa.
Chi scrive questa breve nota pensa che a Gaza ci sia stato ed è ancora in atto un genocidio. Sono incazzato con Erri, con Erri De Luca! Ma Erri, Erri De Luca doveva (!) aprire il Festival del Libro a Salerno. Di Erri, Erri De Luca non brucerei e mai brucerò una sola lettera. Forse siamo fragili. Troppo fragili. Forse è questa democrazia incompiuta, incompleta che appartiene al nostro cuore che non ci aiuta a distinguere. Erri, Erri De Luca ha il suo pensiero che non condivido, non apprezzo. Ma ben altro e chiedere di bruciare i suoi libri. Di buttarle via, le sue parole.
Così come credo che non sia il caso di buttare via – a proposito delle parole di Francesco De Gregori – cinquanta anni di Ora le tue labbra puoi spedirle ad un indirizzo nuovo. Il principe ha espresso il suo parere in riferimento a Springsteen e al fatto che la rock star americana ha espresso, ed esprime il suo disagio nei confronti del presidente americano.
Erri De Luca, Francesco De Gregori, le parole e noi.
Cantava De Gregori in quel bellissimo, intimo pezzo Il ’56: [1]
E tutto mi sembrava andasse bene
E tutto mi sembrava andasse bene
Tra me e le mie parole
Tra me e le mie parole
E la mia anima
Ecco! Proprio così! E tutto pensavamo andasse bene fra noi e le parole dei nostri scrittori, poeti, cantautori del cuore, della vita. E invece non è proprio così! Dobbiamo avere più pazienza, più clemenza, vivere, convivere in una dialettica dei distinti. Abbiamo ragione! Abbiamo estremamente ragione nel denunciare il genocidio a Gaza.
Ma dobbiamo distinguere!
Saper andare al di là della patetica ragionevolezza dell’allora tu no!
[1] “Il ’56” di Francesco De Gregori è inclusa nell’album “De Gregori”, pubblicato nel 1978












