Riccione. Colombo (parlamentare di FDI): “Dopo la vicenda di Villa Mussolini, ora anche il ‘Cinema in Giardino’ solleva interrogativi che meritano risposte chiare”
“Dopo la vicenda di Villa Mussolini, ora anche il ‘Cinema in Giardino’ solleva interrogativi che meritano risposte chiare. Esprimo la mia solidarietà a Massimiliano Giometti e al gruppo Giometti, una realtà imprenditoriale radicata nel territorio, che da anni investe nella cultura e nel cinema, costruendo rassegne di qualità e collaborazioni importanti.
Secondo quanto denunciato dallo stesso Giometti, il gruppo era stato l’unico a partecipare alla prima manifestazione d’interesse, per poi vedersi escluso dopo la riapertura della procedura e l’ingresso di un altro soggetto. Una vicenda sulla quale l’amministrazione comunale ha il dovere di fare piena chiarezza.
Ormai fare impresa a Riccione rischia di diventare una farsa: chi investe, crea opportunità, porta competenze e mette a disposizione della città esperienza e risorse sembra troppo spesso trovarsi davanti ostacoli, procedure poco comprensibili e decisioni che alimentano dubbi anziché garantire certezze.
Due casi diversi, certamente, ma dopo Villa Mussolini e ora il Cinema in Giardino emerge una domanda inevitabile: quale idea ha questa amministrazione del rapporto con i privati? Non vorremmo che, dietro il richiamo alla cultura, si stesse consolidando un sistema chiuso e autoreferenziale, nel quale spazi e opportunità pubbliche finiscano per gravitare sempre attorno a circuiti ristretti e interlocutori ritenuti più vicini o graditi.
La cultura non può diventare terreno di appartenenza, né essere indirizzata secondo affinità politiche, relazionali o ideologiche.
L’amministrazione chiarisca pubblicamente quanto accaduto: perché la prima procedura è stata riaperta? Quali criteri hanno determinato la scelta finale? Perché un operatore con una lunga esperienza nel settore, inizialmente unico soggetto interessato, non è stato ritenuto idoneo?
Dopo Villa Mussolini e il Cinema in Giardino non bastano rassicurazioni: servono trasparenza, atti e risposte. Riccione non ha bisogno di recinti culturali o reti ristrette, ma di un’amministrazione capace di valorizzare, e non scoraggiare, imprenditori, associazioni, competenze e tutte le energie migliori della città”.









