Disastro di Marcinelle, Pesaro si unisce nel ricordo delle vittime della tragedia mineraria.
Si è svolta al Cimitero centrale di Pesaro, la cerimonia di commemorazione in occasione del 70° anniversario della tragedia di Marcinelle. Alle 8.10, lo stesso orario in cui l’8 agosto 1956 si consumò il disastro nella miniera di carbone del Bois du Cazier, in Belgio, è stata deposta una corona d’alloro davanti alla lapide che ricorda i nove lavoratori della provincia di Pesaro e Urbino che persero la vita nella tragedia: Giulio Pierani, Sisto Antonini, Giovanni Bianconi, Edo Dionigi, Antonio Gabrielli, Antonio Molari, Alvaro Palazzi, Giuseppe Righetti e Filippo Talamelli.
Alla cerimonia, che ha visto la partecipazione anche dei parenti del concittadino Giulio Pierani, hanno preso parte sua eccellenza il prefetto di Pesaro e Urbino Emanuela Saveria Greco, l’arcivescovo di Pesaro e Urbino monsignor Sandro Salvucci, il Questore di Pesaro e Urbino Francesca Montereali, il vicesindaco Daniele Vimini, il presidente del Consiglio comunale Enzo Belloni, il sindaco di Petriano Giovanni Angelini, l’europarlamentare Matteo Ricci, la consigliera provinciale Anna Maria Mattioli, i consiglieri comunali, i rappresentanti delle istituzioni, delle associazioni e cittadini, riuniti in un momento di raccoglimento e memoria.
«Ricordare Marcinelle significa custodire una pagina dolorosa della nostra storia collettiva e renderle il giusto valore anche attraverso gesti semplici ma profondamente significativi come questo, che ricordano 262 minatori, di cui 12 provenienti dalla nostra Regione e 9 dalla nostra provincia – ha dichiarato il vicesindaco Daniele Vimini –. Abbiamo voluto che la commemorazione si svolgesse alle 8.10, l’ora esatta in cui si consumò la tragedia, per trasformare quel momento in uno spazio condiviso di memoria e riflessione. Rendiamo quindi omaggio ai lavoratori che persero la vita nel Bois du Cazier, riaffermando al tempo stesso il valore della dignità del lavoro, della sicurezza e della solidarietà tra comunità. Ripristinare questa commemorazione significa restituire alla città un appuntamento importante, affinché il sacrificio di quei minatori continui a parlare anche alle nuove generazioni».
La commemorazione è stata ripristinata dopo l’approvazione all’unanimità, in Consiglio comunale, di un emendamento presentato dal consigliere Riccardo Bernardi alla mozione della vicepresidente del Consiglio comunale Serena Boresta, che ha impegnato l’Amministrazione a riprendere la tradizionale deposizione della corona in memoria delle vittime di Marcinelle.
Così il presidente del Consiglio comunale, Enzo Belloni: «Ringrazio i consiglieri comunali che hanno presentato la mozione, emendata lo scorso 14 luglio. È una proposta che ci permette di mantenere viva una pagina importante della nostra storia e, allo stesso tempo, di riportare al centro un tema fondamentale come quello del lavoro. Su questi valori e su questa memoria il Consiglio comunale, con orgoglio, ha scelto di unirsi, dando un segnale importante di condivisione e di impegno comune».
Il prefetto Emanuela Saveria Greco, ha sottolineato: «Ho sentito fortemente il bisogno di essere qui questa mattina, perché è importante non dimenticare chi ha perso la vita lavorando. La memoria, però, non deve fermarsi al ricordo: deve avere un valore propositivo e spingerci a impegnarci ogni giorno perché tragedie come quella di Marcinelle non accadano più. È facile dirlo, molto più difficile riuscirci. Ancora oggi, purtroppo, sentiamo parlare quotidianamente di morti e incidenti sul lavoro e questo non dovrebbe accadere. Oggi voglio ricordare anche Giulio Pierani, un nostro concittadino, la cui storia rappresenta quella di un’intera generazione di italiani che, nel dopoguerra, ha cercato lontano da casa la possibilità di costruirsi un futuro. Giulio, nato a Petriano nel 1924, era stato internato militare in Germania e, dopo due anni di prigionia, arrivò in Belgio nel 1948 per lavorare nella miniera di Marcinelle. Aveva una famiglia, un figlio e un progetto: acquistare una casa a Pesaro e tornare presto a una vita diversa, lontano dalla miniera. Ma l’8 agosto 1956, a seguito di un cambio turno, scese ancora una volta nel Bois du Cazier. Non ne sarebbe più uscito. La sua vicenda ci ricorda che dietro ogni vittima di una tragedia sul lavoro c’è una persona, una famiglia, dei progetti e dei sogni. È anche per questo che oggi siamo qui: per custodire quella memoria e trasformarla in un impegno concreto per la sicurezza e la dignità del lavoro».
Giovanni Angelini, sindaco di Petriano: «Quando, insieme al ministro Tremaglia, ebbi l’opportunità di visitare quei luoghi, ero un giovane padre e quell’esperienza mi colpì profondamente. È un ricordo che porterò sempre con me e che non dimenticherò mai. Oggi siamo particolarmente orgogliosi, a Petriano, di inaugurare un ex dopolavoro recuperato grazie a fondi pubblici e trasformato in una struttura turistica, che sarà dedicata a Giulio Pierani. Al suo interno saranno custoditi anche alcuni ricordi e materiali messi a disposizione dalla famiglia. Vogliamo che questo luogo mantenga viva la memoria di Giulio e di una storia che deve continuare a essere conosciuta e tramandata. Una storia che deve servire da monito e rimanere come esempio di ciò che non deve più accadere, soprattutto per chi ha la responsabilità di organizzare il lavoro e garantire la sicurezza delle persone».
Infine, l’europarlamentare Matteo Ricci ha ricordato la tragedia dell’8 agosto 1956, definendola «una delle pagine più terribili della storia europea del lavoro e dell’emigrazione», e ha condiviso anche un ricordo personale legato alla propria famiglia: il nonno, che a soli 22 anni partì per Charleroi per lavorare come minatore e che morì successivamente a causa della silicosi.
La cerimonia si è conclusa con la benedizione di monsignor Salvucci e la successiva funzione religiosa nella chiesa di San Decenzio, rinnovando un appuntamento che torna a far parte delle commemorazioni ufficiali della città di Pesaro.