di Chiara Mazzavillani
PER VIOLA, SOTTO IL SOLE SPAGNOLO
Il finestrino accanto a me
possiede un cerotto impregnato
di lacrime:
gioco a quale goccia
scivola veloce
tanto quanto io dimenticai
il profumo della musa,
un tempo anche mia donna.
Un sorriso
nella bianca pelle
la rendeva estiva
e immagino sarà così.
Io non le ho mai appoggiato
un fiore tra le mani
quando lei era la mia…
Il mio più grande rimpianto.
Nel cuore della mia estate spagnola
rimane una scritta inconsolabile.
La mancanza di lei
canta in musica italiana,
dalla Spagna bella quanto Viola,
fino alla nostra Roma
profondamente poetica
come, spero tanto, me stessa.













