di Enrico Siboni
Ci sono parole che, pur essendo semplicissime, entrano per sempre nella Storia.
Il 9 agosto 1866, da Bezzecca, Giuseppe Garibaldi rispose all’ordine del generale Alfonso La Marmora di fermare l’avanzata e ritirare le proprie truppe:
«Ho ricevuto il dispaccio n. 1073.
OBBEDISCO.
G. Garibaldi»
Una sola parola, divenuta uno dei simboli più celebri del Risorgimento italiano: OBBEDISCO.
Ma dietro quel telegramma c’è anche una storia che appartiene alla nostra terra.
A trasmettere via telegrafo quel messaggio da Bezzecca fu il volontario garibaldino marignanese Respicio Olmeda Bilancioni, nato a San Giovanni in Marignano nel 1839. Il suo nome è ancora oggi ricordato sulla lapide posta sulla facciata della sua casa natale in via Roma n. 79.
160 anni dopo, ricordare l’“Obbedisco” significa ricordare Garibaldi, il Risorgimento e anche quei tanti uomini, spesso meno conosciuti, che contribuirono con il loro coraggio e il loro lavoro a costruire l’Italia.
E tra questi, con particolare orgoglio, ricordiamo Respicio Olmeda Bilancioni, il telegrafista marignanese dell’“Obbedisco”.
9 agosto 1866 – 9 agosto 2026
160 anni di una parola entrata nella Storia.











