– “Arnaldo Pomodoro è nato nel Montefeltro nel 1926, ha vissuto l’infanzia e la formazione presso Pesaro. Si trasferisce a Milano nel 1954. Le sue opere del ‘50 sono altorilievi dove emerge una singolarissima ‘scrittura’ inedita nella scultura. È passato al ‘tuttotondo’ nei primi anni ‘60 e poi alla grande dimensione, dando vita alle sue particolari forme in bronzo –colonne, sfere, cubi, piramidi, dischi– con squarci e rotture interne.
Memorabili mostre antologiche lo hanno consacrato artista tra i più significativi nel panorama contemporaneo. Numerose le esposizioni in Europa, Asia, America, Australia e Giappone, così come i riconoscimenti e i premi ottenuti, tra i quali citiamo: i Premi di Scultura alle Biennali di São Paulo nel 1963 e Venezia nel 1964, il Premio Internazionale del Carnegie Institute di Pittsburgh nel 1967, il Praemium Imperiale a Tokyo nel 1990 e il premio alla carriera dell’International Sculpture Center nel 2008. Nel 1992 il Trinity College dell’Università di Dublino gli ha conferito la Laurea in Lettere honoris causa e nel 2001 l’Università di Ancona quella in Ingegneria edile – architettura”.
Tutto questo si legge nelle carte ufficiale della prestigiosa mostra che si sta tenendo sul grande morcianese morto lo scorso anno, il 22 giugno, a poche ore dei suoi 99 anni.
La grande domanda alla quale non c’è la risposta è: “Chissà quale grande sgarbo l’artista ha ricevuto da Morciano per rinnegarne perfino la nascita. Arnaldo Pomodoro raccontava di essere nato ad Orciano di Pesaro. Il giorno della morte, la Fondazione Pomodoro verga un comunicato dove scrive che il famoso scultore è nato a Montebello. Invece, se uno verifica su Wikipedia, può leggere che è nato a Morciano di Romagna.
Dagli anni ‘80, Morciano ha un suo monumento. Si chiama “Colpo d’ala” e si trova in piazza Boccioni. Sembra che l’allontanamento tra Pomodoro e Morciano sia dovuto proprio a piazza Boccioni. Progettata dal suo amico architetto Vittorio Gregotti, l’amministrazione morcianese ne disattese le indicazioni.
Ma veniamo alla mostra. “Arnaldo Pomodoro, una vita”, il titolo. Aperta lo scorso 29 maggio, chiusura il 18 ottobre, si tiene alle Gallerie d’Italia di Milano
Sono in esposizione le grandi opere delle Collezioni Intesa Sanpaolo e Fondazione Arnaldo Pomodoro.
Curata da Luca Massimo Barbero, curatore associato delle Collezioni di Arte Moderna e Contemporanea di Intesa Sanpaolo, e Federico Giani, curatore della Fondazione Arnaldo Pomodoro, “è il racconto di una vita, di un viaggio artistico durato oltre sessant’anni, dal fermento degli esordi alla metà degli anni Cinquanta fino alle più recenti sperimentazioni degli anni Duemila. Grazie a un nucleo antologico di circa quarantacinque opere, il pubblico potrà ripercorrere, decennio dopo decennio, le tappe più significative dell’avventura creativa e poetica di Pomodoro.
Si possono ammirare i capisaldi della produzione, così come di scoprire opere meno note e un nucleo di materiali d’archivio selezionati dai curatori per stimolare nuove chiavi di lettura e di visione. Fra le opere in mostra, due opere monumentali di Pomodoro esposte permanentemente nel Chiostro ottagonale e nel Giardino di Alessandro: il Disco in forma di rosa del deserto n. 1 (1993-1994) e la Sfera grande (1966-1967), versione in fiberglass della prima e più importante Sfera di grandi dimensioni realizzata dall’artista, un vero e proprio caposaldo della produzione di Pomodoro, parte della Collezione Luigi e Peppino Agrati.
Le sue opere sono presenti in spazi urbani in Italia e all’estero (Milano, Copenaghen, Brisbane, Dublino, Los Angeles Darmstadt, Roma…) e nelle raccolte pubbliche maggiori del mondo. Nel Cortile della Pigna dei Musei Vaticani, nel Piazzale delle Nazioni Unite a New York e nella sede parigina dell’Unesco”.
Oltre alla grande opera in piazza Boccioni, a Morciano ci sono altre opere, in case private. Alcune si possono ammirare presso la Tenuta Mara di Giordano Emendatori a San Clemente.












