di Chiara Mazzavillani
IL FARO DELLA NOTTE
Inseguo il faro della notte,
non bello,
eppure lo seguo così com’è,
come se fosse pieno giorno,
consapevole del buio.
Non va in panico quando vola nell’oscurità,
perché lui conosce ogni sentiero
per schivare i mostri.
Io, persa nelle mie angosce,
corro dietro alla luce
scomparsa dietro un cespuglio:
se fossi stata sola,
mi sarei spaventata molto
a infilarmi lì.
Con coraggio mi affido
alla falena,
il mio faro:
guardo la luna,
sospiro,
sussurro una preghiera
e mi lancio a occhi socchiusi
nel sentiero dei ciechi.
Ciò che vedo nell’aprire lo sguardo mi meraviglia…
Appare davanti a me
una cascata di speranza.
Infiniti bruchi in preghiera,
proprio come me un istante fa,
per diventare padroni della notte
e sbaciucchiare
l’ombra della paura
che nasconde sempre sorprese.












