– “Senti Alberto, ci sarebbe il presidente della Repubblica Francesco Cossiga che vorrebbe regalare una pipa al suo predecessore, Sandro Pertini. Ti piacerebbe farla?”. “Certo; è un onore. Pertini, mi piace molto; Cossiga anche”. La richiesta è di Fausto Fincato, noto negoziante di pipe a pochi passi dal Parlamento, a Roma.
Alberto Montini, mister “Mastro de Paja” gli fa una pipa artigianale che è un capolavoro; ad impreziosirla l’anello d’oro e quattro brillanti. Siamo nel 1985. Costo: 4,5 milioni di lire.
Da presidente della Repubblica, Pertini è in visita alla Benelli Motori a Pesaro. Mangia con gli operai; poi sparisce in quel di Montecchio: si era fermato 4 ore a visitare “Mastro de Paja”, uno delle più rinomate botteghe di pipe artigianali del mondo. Un’altra volta, Pertini è in aero in viaggio verso la Cina. Fuma con la sua pipa “Mastro”, un prestigioso giornalista al seguito armeggia con la sua, ma di una blasonata marca straniera. Pertini sottolinea che la sua è cento volte più bella e costa meno. Dunque, deve comprare made in Italy. Questa battuta viene raccontata sul Corriere della sera.
In quegli anni, Alberto Montini, incontra Luciano Lama, carismatico segretario della Cgil. Grande appassionato di pipe, in mano ne ha una straniera. “Mi scusi se glielo dico, ma in Italia abbiamo artigiani bravissimi. Uno nella sua posizione dovrebbe fumare le nostre pipe e non le straniere. Dovrebbe aiutare i lavoratori italiani”.
Questa uscita racconta il carattere di Alberto Montini, mister “Mastro de Paja”. Lui si definisce così: “Nella mia vita sono sempre stato ‘una testa calda’. Uno che dice quello che pensa; lo faccio con schiettezza ed educazione. Sempre con un profondo senso etico. Ecco, la morale è tutto nella vita”.
“Mastro de Paja” nasce per puro caso nel 1972. Giancarlo Guidi è un appassionato di pipe e, come hobbista se le produce nel garage di casa. Una finisce nelle mani di Massimo Dolcini ((1945-2005), il pesarese è stato uno tra i massimi grafici italiani a cavallo tra il novecento ed i duemila. Dice: “Caro Gianfranco, fai degli oggetti bellissimi, perché non li vendi?”. Dolcini ne disegna il logo: un sole che sorride. Il nome invece è legato alla figura di Guidi. Ha una folta capigliatura; gli amici lo avevano soprannominato pajetta (da paglietta). Nasce il brand “Mastro de Paja”. La prima sede è in via Rossi. In mezzo secolo, trasloca più volte il laboratorio. L’ultimo, nel 2015, è a Pesaro Loreto: una meraviglia di show room da sembrare un museo d’arte moderna, proprio di fronte ai binari del treno.
Il creativo ragionier Alberto Montini arriva in “Mastro de Paja” per mettere i conti in ordine negli anni ‘80. Entra come socio Terenzio Cecchini, in quegli anni tra i maggiori imprenditori della città (forniva chiavi in mano cantine ed attrezzature per il vino). Montini è la sua persona di fiducia, non si occupa soli dei conti in ordine, ma anche della commercializzazione e della progettazione. Poi ne diventa il titolare. Alle pipe artigianali, affianca la produzione di cofanetti per: pipe, sigari, orologi, gioielli. Sono eccellenze di design ed artigianali progettate dal ragionier Montini che si è sempre annoiato coi numeri e divertito col creare e fare. Una collezione di pipe che si rivolgono ad una clientela di livello alto richiamavano le bellezze italiche: Pisa, Napoli, Roma, Firenze e Milano. Opere artigianali, impreziosite con oro, rubini e diamanti. Costano attorno ai 15mila uro e solo su ordinazione.
Invece, un modello di cofanetti, Arlecchino, si rifanno al vestito della mitica maschera. Ancora oggi piace e fa tendenza; le scatole vengono impiallacciate con precisione assoluta in una ventina di colori. Tiffany in salsa pesarese.
Tanti , tantissimi, i personaggi che fumano “Mastro de Paja”. Qualche nome: Sandro Pertini (presidente della Repubblica), Luciano Pavarotti (cantante lirico), Enzo Bearzot (allenatore della nazionale), il cantante Ivan Graziani, l’attore Kurt Russell (che l’ha portata anche in un film di Quentin Tarantino). L’export ha sempre fatto da traino; per 10 anni hanno avuto una sede commerciale negli stati Uniti con una decina di addetti.
“Mastro de Paja” ha festeggiato i 50 anni con un libro. Titolo: “Eccomi”. E’ molto di più della storia di un’azienda, ma le visioni ed i sogni di un uomo: Alberto Montini.
Grazie a “Mastro de Paja”, Pesaro è uno dei distretti della pipa artigianale in Italia. Ci sono 7-8 aziende fondate da ragazzi che hanno iniziato in questa bottega.










