Rimini. Diga di Ridracoli: l’allerta della Regione sulla mancanza di acqua.
La dichiarazione dell’assessora Anna Montini
“La notizia diffusa dalla Regione sul livello dell’invaso di Ridracoli, sceso al 31% della capacità e in fase di preallarme, richiede grande attenzione. Davanti a questa criticità Rimini conferma l’attenzione al tema dei consumi idrici e delle possibilità di favorire ricarica e riuso, con un sistema che consenta di affrontare i periodi di siccità. Il nostro territorio può contare su uno dei livelli di dispersione idrica più bassi d’Italia, sulla ricarica controllata delle falde della conoide del Marecchia, sui laghi di captazione in fase di completamento e sulla volontà di portare avanti il progetto di riuso delle acque del depuratore. Un’attenzione che però va sempre mantenuta alta, monitorando sempre la disponibilità della risorsa.
A questo si aggiunge il prezioso lavoro di prevenzione svolto da Anthea in questi anni, che si è concentrato sul controllo mensile dei consumi in tutti gli edifici e le utenze a carico del Comune per evitare sprechi. Un’attività che si estende anche alle installazioni, ancora in corso, di elettrovalvole nelle fontane distribuite per la città e ai cimiteri, che si disattivano nelle ore notturne, oppure di dispositivi di riduzione volumetrica nell’acqua delle toilette per ridurre i consumi.
Il comunicato della Regione fotografa con chiarezza una situazione che va seguita giorno per giorno: dopo un’estate segnata da temperature eccezionali, l’invaso contiene 10,2 milioni di metri cubi e senza nuove piogge potrebbe raggiungere la soglia di allarme entro dicembre. Il sistema regionale ha comunque garantito la continuità dell’approvvigionamento senza ripercussioni sulle utenze. Anche a Rimini questo lavoro di prevenzione non nasce oggi. Il livello di dispersione idrica della nostra rete è tra i più bassi in Italia, un risultato che è frutto di impegno e di manutenzione costante e che dobbiamo auspicare prosegua anche nei prossimi anni.
Su questa base abbiamo costruito nel tempo un percorso importante. La ricarica controllata nell’ex cava In.Cal System, avviata in via sperimentale nel 2014 con il monitoraggio della Regione e diventata intervento strutturale, ha dimostrato come le falde del Marecchia possano diventare la riserva più preziosa proprio quando le piogge mancano, una vera rete di bacini per ricaricare le falde nei periodi di secca.
Oggi quella visione prende ancora più forma. Il Consorzio di bonifica sta portando a termine un lavoro importante sui laghi Azzurro e Santarini, lungo la Marecchiese, un intervento propedeutico che si collega direttamente al progetto di riuso delle acque del depuratore. Si tratta di due azioni che si completano a vicenda e che ci permetteranno di disporre di nuova acqua senza gravare sulle fonti tradizionali.
Accanto a queste opere, resta decisiva la parsimonia dei consumi: una buona condotta quotidiana da parte di tutti i cittadini, che può davvero fare la differenza.”












