• Chi siamo
  • Redazione
  • Collabora con noi
  • Pubblicità
  • Contatti
MENSILE DI POLITICA ECONOMIA CULTURA SPORT E COSTUME DELLE PROVINCE DI RIMINI E PESARO - TEL. 0541-611070
venerdì, Aprile 10, 2026
27 °c
Rimini
27 ° Mar
27 ° Mer
  • Login
 
La Piazza | Notizie, Politica, Economia, Cultura e Società dalla Provincia di Rimini e Pesaro-Urbino
 
  • Politica
  • Economia
  • Ambiente
  • Cultura
  • Sport
  • Turismo
  • Eventi
  • Rubriche
    • CRONACA
    • DALLA NOSTRA TERRA
    • LA BUONA TAVOLA
    • L’OPINIONE
    • L’ALTRA PAGINA
    • VARIE
    • SPIEGA L’ESPERTO
  • Inchieste
No Result
View All Result
  • Politica
  • Economia
  • Ambiente
  • Cultura
  • Sport
  • Turismo
  • Eventi
  • Rubriche
    • CRONACA
    • DALLA NOSTRA TERRA
    • LA BUONA TAVOLA
    • L’OPINIONE
    • L’ALTRA PAGINA
    • VARIE
    • SPIEGA L’ESPERTO
  • Inchieste
No Result
View All Result
La Piazza | Notizie, Politica, Economia, Cultura e Società dalla Provincia di Rimini e Pesaro-Urbino
Home Località Cattolica

Letizia e Nerino, parte il turismo

di Antonio Barbieri

Redazione di Redazione
8 Agosto 2023
in Cattolica
Tempo di lettura : 3 minuti necessari
A A

Cattolica, una lunga e intensa trasformazione della città che, ancora nel 1890 era frazione del Comune di San Giovanni e nel 1896 diventò Comune autonomo. La parte vecchia era stata edificata vicino alla via Flaminia, in seguito sorsero diverse ville verso l’arenile, alcune di esse appartenevano a famiglie della borghesia cittadina, che venivano a trascorrervi l’estate.
Nel territorio comunale, grandi spazi anche centrali, erano occupati da case rurali con annessi campi arati, che nel mese di giugno esplodevano in un mare di bionde spighe di grano infiorate di “bamboz” (papaveri) con enorme effetto cromatico.
Il porto era stato costruito nel 1840 con palate di legno, per una popolazione marinara numerosa che rappresentava l’economia trainante di Cattolica con la pesca e con il trasporto di merci via mare. Il registro dei galleggianti nel 1895 segnalava l’esistenza di 107 imbarcazioni, di cui 47 barche da pesca e 60 battelli. Nella flotta, tra marinai e pescatori, erano impiegati 570 uomini. La pesca era floridissima di varie e ottime qualità, dal pesce azzurro, alle sogliole, merluzzi, seppie, razze, triglie e calamari, ecc. e poi tante vongole e frutti di mare.
Questa produzione copriva il fabbisogno della zona e una rilevante quantità veniva spedita ogni notte tramite ferrovia in vagoni merci, confezionato in cestini di vimini e con annesso ghiaccio tritato sgocciolante, fino all’arrivo nelle città che lo richiedevano.
Le case dei pescatori, sorte attorno al porto, erano costruzioni piccole e basse formate dal piano terra e un piano rialzato, avevano finestre e portoni piccoli in legno verniciato, i muri erano colorati a calce, case semplici e dignitose fornite di tutto l’essenziale.
Attorno al 1890 in queste abitazioni, d’estate arrivarono dalle città e dintorni della nostra Regione, modeste famiglie che avevano la necessità di curare al mare i loro figli. I bambini trovavano nella casa ospite coetanei che si univano a loro nei giochi in spiaggia. Tra bagni, sabbia, conchiglie e cannelli, trascorrevano le mattinate. Le mamme bagnanti sedevano sulla sabbia con le loro lunghissime vesti, si tenevano all’ombra delle piccole barche “batlen da purac” che venivano tirate a riva sulla spiaggia ogni mattina, (al porto erano ormeggiati battelli e trabaccoli) e in attesa dei figli, chiacchieravano con i pescatori intenti a rammendare le reti.
Prima di tornare a casa, i più grandi salivano sulle barchette per raccogliere nel fondo degli scafi le vongole dimenticate e ancora chiuse, che poi ponevano sulla carbonella dei fornelli di cucina per aprirle e mangiarle.
Era un gioco, in pochi giorni dall’arrivo al mare avevano imparato a gustare il pesce senza aver timore per le spine e a mangiare i “cassoni” con la piada pesce e insalata come gli amici cattolichini..
Al pomeriggio faceva sempre molto caldo, i “burdel” (bambini) sdraiati sui letti al piano rialzato non dormivano, un gioco divertente li teneva svegli, perché dalla strada assolata, la luce che penetrava dalle piccole finestre semichiuse, proiettava magicamente sul soffitto a grosse travi di legno, sagome in movimento ben disegnate.
Il gioco consisteva nell’indovinare in anticipo chi o cosa sarebbe passato. Le varianti erano: un gruppo di pescatori con “sac e panaren” (sacco e cestino); l’ambulante dei cocomeri, il carretto che portava il ghiaccio al porto; un cane o un gatto; una donna con bambino, lo stagnino delle pentole, l’ambulante della carbonella per cucinare, una donna con carrettino, ecc.
Più tardi nel piccolo cortile facevano merenda cogliendo la frutta dagli alberi, c’erano le prugne, i fichi, l’uva bianca, l’uva nera o si recuperava il cocomero dalla frescura del pozzo in cui era stato calato.
Nelle aiuole il trifoglio, le bocche di lupo e le belle di notte tornavano spontaneamente ogni estate a fiorire e così anche la pianta del profumo. Letizia la figlia di un bottegaio di città, si ostinava nel provare e riprovare ad estrarne l’essenza per creare un nuovo prodotto, ogni giorno metteva a macerare le fragranti foglie con risultato deludente, mentre Nerino, suo fratello, tentava di vendere ai passanti le cappe, i cavallini marini e le stelle di mare (questi ultimi due esemplari bellissimi, oggi sono ormai estinti), con scarsissima fortuna, perché coloro che venivano invitati a comprare erano quasi sempre marinai che le raccoglievano nelle loro reti.
Le persone che abitavano nelle ville, quando transitavano di lì, camminavano in mezzo alla strada “drit cume baston e si pid chi in tucheva sal tren” (dritti come bastoni e con i piedi che non toccavano terra) e si tenevano a distanza dai carretti del pesce e dai pescatori come temessero di macchiarsi gli abiti bianchi.
Trenz, Tonina e Gianén i bambini della casa, ridevano divertiti delle strane idee dei loro amici e li prendevano in giro affettuosamente.
La sera abitanti e villeggianti sedevano davanti ai loro portoni di casa ad attendere fino a tardi che scendesse il fresco “at chèsa us buliva” (in casa faceva troppo caldo). Gli uomini erano alla pesca, partivano di pomeriggio per tornare al mattino seguente.
Non passò che qualche anno quando alcune mogli dei pescatori aprirono le prime piccole locande. I mariti arrivavano ogni mattino dal porto con un bel cesto di pesce da servire a tavola ai loro clienti. Si era formato in quelle case lo spirito d’intraprendenza commerciale di Letizia e Nerino per vincere stavolta sui loro acerbi, ingenui, progetti mancati, una rivincita indirizzata a migliorare nel tempo l’economia del paese.

Dati storici tratti da “Storia di Cattolica” di Maurizio Castelvetro

 

Di Antonio Barbieri

Articolo precedente

A Gradara vince la Foronchi

Articolo seguente

SAPORI E COLORI DEL NOSTRO DIALETTO di A.F.

Redazione

Redazione

REDAZIONE LA PIAZZA

Articoli Collegati

Foronchi e Bartolucci
Attualità

Cattolica. Sindaca Foronchi e assessora Bartolucci: “Una Pasqua molto positiva frutto di scelte condivise e di un’offerta di qualità”

8 Aprile 2026
Cattolica

Cattolica. Moto, Nicolò Antonelli nuova livrea

7 Aprile 2026
Cattolica

Cattolica. LORELLA  CUCCARINI, LA FAMIGLIA E LA FEDE

6 Aprile 2026
Attualità

Cattolica. Via Curiel, è isola pedonale

3 Aprile 2026
Cattolica

Cattolica. La primavera nel piatto: i Mangiari e gli ortaggi di stagione

4 Aprile 2026
Cattolica

Cattolica, gli eventi di Pasqua: nel segno dell’arte e dell’illustrazione

30 Marzo 2026
Marco Morosini
Cattolica

Pesaro. Battuta all’asta per 2.200 euro l’opera “Fame” di Marco Morosini. Il ricavato a sostegno dell’associazione Nonno Mino

29 Marzo 2026
Rocco Tanica e Claudio Paolucci
Cattolica

Cattolica. Centro culturale, Rocca Tanica chiude la rassegna “Che cosa fanno oggi i filosofi?” il 29 marzo alle 17

29 Marzo 2026
Mostra più articoli
Articolo seguente

SAPORI E COLORI DEL NOSTRO DIALETTO di A.F.

Amarcord di Dorigo Vanzolini

B & B, l'arte di arredare

Ma il Parco non può diventare un motore immobiliare

Please login to join discussion

Ricerca articoli e archivi

No Result
View All Result

Articoli

gruppo292.com

Articoli recenti

  • Riccione. Eventi, il cartellone dal 9 al 12 aprile: tra sapori e profumi, grande arte e sport internazionale 9 Aprile 2026
  • Angolo della poesia. Oltre l’Odio, Solo Tu 9 Aprile 2026
  • Rimini. Verona Vinitaly 2026, 15 vignaioli della Rimini Doc nella vetrina del mondo 9 Aprile 2026
  • San Giovanni in Marignano. Turismo e marketing territoriale, bell’incontro per puntare sul turismo 9 Aprile 2026
  • Rimini. Parcheggio Tripoli, ultimi lavori sotto terra e in superficie. A inizio estate confermata la consegna dell’opera 9 Aprile 2026
La Piazza | Notizie, Politica, Economia, Cultura e Società dalla Provincia di Rimini e Pesaro-Urbino

© 2025 .292-

La Piazza delle province di Rimini e Pesaro. Redazione : Piazza Gramsci, 34 - 47843 Misano Adriatico | p.iva 02540310402

  • Chi siamo
  • Redazione
  • Collabora con noi
  • Pubblicità
  • Contatti

Direttore Responsabile: Giovanni Cioria

Welcome Back!

Login to your account below

Forgotten Password?

Retrieve your password

Please enter your username or email address to reset your password.

Log In
No Result
View All Result
  • Home
  • Politica
  • Economia
  • Cultura
  • Sport
  • Turismo
  • Eventi
  • Rubriche
    • Cronaca
    • Dalla nostra terra
    • La buona tavola
    • L’opinione
    • L’altra pagina
    • Spiega l’esperto
  • L’inchiesta
  • Redazione
  • Pubblicità
  • Contatti

© 2025 .292-