• Chi siamo
  • Redazione
  • Collabora con noi
  • Pubblicità
  • Contatti
MENSILE DI POLITICA ECONOMIA CULTURA SPORT E COSTUME DELLE PROVINCE DI RIMINI E PESARO - TEL. 0541-611070
mercoledì, Agosto 26, 2026
26 °c
Rimini
28 ° Gio
29 ° Ven
  • Login
 
La Piazza | Notizie, Politica, Economia, Cultura e Società dalla Provincia di Rimini e Pesaro-Urbino
 
  • Politica
  • Economia
  • Ambiente
  • Cultura
  • Sport
  • Turismo
  • Eventi
  • Rubriche
    • CRONACA
    • DALLA NOSTRA TERRA
    • LA BUONA TAVOLA
    • L’OPINIONE
    • L’ALTRA PAGINA
    • VARIE
    • SPIEGA L’ESPERTO
  • Inchieste
No Result
View All Result
  • Politica
  • Economia
  • Ambiente
  • Cultura
  • Sport
  • Turismo
  • Eventi
  • Rubriche
    • CRONACA
    • DALLA NOSTRA TERRA
    • LA BUONA TAVOLA
    • L’OPINIONE
    • L’ALTRA PAGINA
    • VARIE
    • SPIEGA L’ESPERTO
  • Inchieste
No Result
View All Result
La Piazza | Notizie, Politica, Economia, Cultura e Società dalla Provincia di Rimini e Pesaro-Urbino
Home In primo piano

Riccione. Ospedale, inaugurato il 23 ottobre del 1893. Opera dell’americana Mary Boorman Wheeler

Redazione di Redazione
6 Ottobre 2025
in In primo piano, Riccione
Tempo di lettura : 4 minuti necessari
A A
Riccione, ospedale Ceccarini

Riccione, ospedale Ceccarini

di Fosco Rocchetta

 

– Il 23 ottobre 1893 è una data storica e memorabile per Riccione e la sua comunità, poiché in quel giorno fu inaugurato l’ospedale “Giovanni Ceccarini”. Invero, Maria Ceccarini, il 25 aprile dell’anno precedente, assistita dal capomastro Leonardo Mazzocchi, ne aveva posto di sua mano la prima pietra, «presenti i sindaci di Rimini, Riccione, Coriano e Misano, numerose autorità, cospicui cittadini e grande folla di popolo plaudente».

L’avvio di quell’importante struttura sanitaria ha rappresentato infatti un atto di straordinaria generosità e benevolenza verso la popolazione riccionese (allora compresa nelle due parrocchie di S. Martino e S. Lorenzo in Strada), e d’altre località come Misano, Scacciano, Sant’Andrea in Besanigo, Casalecchio, da parte della filantropa Mary Boorman Wheeler, che la volle dedicare al marito Giovanni, morto prematuramente. Un medico laziale, che la benefattrice americana aveva sposato a New York nel 1863, dove il Ceccarini era esiliato, reo d’aver combattuto con Garibaldi, e d’aver aderito alla Repubblica Romana. Una breve stagione repubblicana, retta dai triumviri Armellini, Mazzini e Saffi, che sarà soffocata dai francesi nel luglio 1849, con il conseguente ripristino del potere papale. Una commissione che includeva i maggiorenti del luogo, tra cui il medico Felice Carlo Pullè, l’albergatore Sebastiano Amati, l’imprenditore Giovanni Mattioli, e l’avvocato Curzio Casati, era stata insediata con lo scopo di predisporre le manifestazioni celebrative di quella solenne ricorrenza, destinata a rimanere negli annali di Riccione.

Il 23 ottobre 1893 si rinnovava perciò quell’atmosfera di gioia e felicità, che aveva accompagnato la posa della prima pietra. Narrano le cronache dell’epoca, che il paese era stato decorato con stendardi alle finestre ed ai pali del telegrafo della “Viola”, sentiero che univa la vecchia borgata al mare (poi viale Maria Ceccarini), e che il concorso del popolo fu enorme. Le bandiere d’Italia e degli Stati Uniti spiccavano sull’ospedale, mentre il corteo delle autorità procedeva tra due file d’una folla entusiasta, che batteva calorosamente le mani in senso di giubilo.

Le pareti delle case erano addobbate con palloncini multicolorati e sulle stesse emergevano i motti suggeriti dal Cav. Carlo Graziani Cisterni, ovvero: «Maria Ceccarini! Simbolo di carità E’ il tuo nome. La tua vita infiorano Opere sante. Tua ambizione beneficare. Modello di modestia e pietà Oh! Quanti te benedicono». Nel frattempo le numerose persone convenute a quell’importante appuntamento erano allietate dalle musiche delle bande di Rimini e Coriano. All’ingresso dell’ospedale, Maria Ceccarini riceve gli omaggi dei bimbi dell’attiguo Giardino d’Infanzia, altro munifico dono, aperto l’anno prima, dovuto anch’esso alla splendida generosità della benefattrice di Riccione.

In seguito viene scoperta una lapide posta nell’atrio, decretante che l’ospedale accoglie e cura i malati «senza preferenza alcuna per opinioni religiose o politiche», poi seguono i discorsi di varie autorità, fra cui Sebastiano Amati, Presidente della Società di Mutuo Soccorso, ed il medico Felice Carlo Pullè, personaggi entrambi che hanno avuto fin dall’inizio un ruolo basilare nella vita dell’ospedale.

Più avanti c’è l’ispezione del nuovo edificio, così disposto: «Al piano terra la cucina, la stanza per bagni, la sala delle operazioni chirurgiche e quattro cameroni con quattro letti per ciascuno; nel primo piano sono il gabinetto per le analisi e camere separate per malati; al secondo piano o soffitta trovansi le stanze per lavare e stirare e si apre un vasto terrazzo…

Nessun consiglio che finora sia stato dato dalla scienza, è stato trascurato per quest’ospedale, fornito d’ogni conforto. Qui pavimenti in battuto, letti di ferro a rete metallica, comodini e tavoli di ferro con piane di cristallo perché ombra di polvere o d’immondezza non resti nascosta, acqua che sale fino al piano superiore, dappertutto bocchette per caloriferi, dappertutto lampade elettriche».

Tale descrizione evidenzia che Maria Ceccarini ed i suoi collaboratori operarono per creare un ospedale al passo con i tempi, che ha avuto, sin dal 1893, un ruolo primario nella cura degli ammalati di Riccione e del territorio. E questo in anni in cui la sanità pubblica del nuovo Stato italiano, e la relativa legislazione, erano ai primordi.

La folla entusiasta ammira e riempie le sale dell’edificio, finché all’imbrunire è accesa l’illuminazione elettrica, -vera novità per Riccione -, che rischiara l’ospedale ed alcune vie centrali del paese. È bene ricordare che sino ad allora la luce era ottenuta da arcaici lampioni a gas. Il clima gioioso che pervade la festa è ancor più reso vivo dai fuochi d’artificio e dalla fiaccolata che conclude quella storica ed indimenticabile giornata. Qualche giorno dopo l’ospedale inizia a svolgere la sua funzione ricevendo circa cento ammalati all’anno.

In breve è pubblicato lo statuto ed il regolamento, che definiscono l’organizzazione ed il funzionamento dell’ospedale, il cui fine è «di accogliere a cura gratuita i poveri d’ambo i sessi, affetti da malattie acute non epidemiche». Secondo il regolamento, potevano anche essere accolti, a pagamento, malati di ceto benestante, ma in numero limitato, tale da non togliere posti-letto agli infermi poveri, cui era destinata in primis la struttura.

Nello stesso è ribadito che l’amministrazione dell’ospedale è autonoma, e che il patrimonio è costituito dal lascito della fondatrice. Il controllo amministrativo e gestionale spetta ad un Consiglio Ospedaliero, mentre la responsabilità tecnica è affidata al Direttore Sanitario, il Dott. Felice Carlo Pullè, medico che ha avuto un ruolo notevole sulle scelte di Maria Ceccarini, avendo prima contribuito all’avvio del progetto, per redigere poi statuto e regolamento.

Alcuni giorni dopo la cerimonia, il 5 novembre 1893, nella villa Ceccarini a Scacciano, veniva istituito il Primo Consiglio Ospedaliero, presenti il Prof. Augusto Tamburini, illustre psichiatra, il conte Giovanni Mattioli, i signori Giacomo e Giuseppe Bianchini, Giovanni Papini, incaricati e convocati dalla fondatrice. È nominata Presidente Maria Ceccarini, segretario Giovanni Papini.

Termino questo mio breve, sintetico scritto, citando alcune parole di Armando Semprini, tratte dalla premessa del suo splendido libro: “Riccione nell’Ottocento La nascita del Mito” (La Piazza Editore, 2023): «È importante, ed è un dovere morale, che la nostra comunità manifesti riconoscenza per quei personaggi che ne hanno promosso lo sviluppo in campo economico, culturale e sociale. Gente come Don Carlo Tonini, il Conte Giacinto Martinelli, Maria Ceccarini ed altri che li hanno seguiti nel tempo, non saranno mai abbastanza ricordati e ringraziati per quanto hanno fatto per noi, in tempi in cui non s’immaginava neanche che il mondo si potesse trasformare così radicalmente».

Un’espressione ricca di pathos, che rivela un indubbio affetto per la nostra città, insieme ad un sentimento di reale gratitudine per la filantropa americana, che dovrebbe essere proprio di ogni riccionese.

 

 

 

Articolo precedente

Rimini. Palazzo del Podestà e Palazzo dell’Arengo, la rimozione dell’atto vandalico

Articolo seguente

Misano Adriatico. “Da Tolmino”, festa dei 42 anni

Redazione

Redazione

REDAZIONE LA PIAZZA

Articoli Collegati

In primo piano

Angolo della poesia. Il buio di un domani

26 Agosto 2026
Cultura

Riccione. Capitale dei francobolli e monete, 80 espositori dal 27 al 29 agosto al Palazzo del Turismo

26 Agosto 2026
Eventi

Riccione. Concerti di fine agosto: Noemi, Cocciante ed il Morning Club con M2o

26 Agosto 2026
Beatriz Colombo
Economia

Riccione. Colombo: “Il ministro Urso incontra il mondo produttivo: bella partecipazione”

25 Agosto 2026
Brunello Cucinelli al centro. Alla sua sinistra Pierpaolo Saioni e Niko Di Mastroberardino, assessore alla Cultura a Mondaino
In primo piano

Mondaino. Palio del Daino, lo stilista intellettuale Brunello Cucinelli in visita il 22 agosto: “Questa è la migliore festa d’Italia”

25 Agosto 2026
Papa Leone
In primo piano

Rimini. Papa Leone, quell’uomo che sa parlare al cuore… testimone di giustizia. Indimenticabile visita a Rimini

24 Agosto 2026
Riccione, Villa Lodi Fé
Eventi

Riccione. “Vieni il mercoledì alla Lodi Fè?”, la lirica in scena il 26 agosto alle 21.15

24 Agosto 2026
In primo piano

Rimini. Papa Leone XIV sarà a Rimini, l’abbraccio di una chiesa in cammino. Ancora disponibili pass per vivere la Messa sulla spiaggia

21 Agosto 2026
Mostra più articoli
Articolo seguente
La famiglia Paolucci

Misano Adriatico. “Da Tolmino”, festa dei 42 anni

Da sinistra: il sindaco Fabrizio Piccioni, il filosofo Vito Mancuso e il curatore della rassegna Gustavo Cecchini

Misano Adriatico. Conferenza di filosofia, bella serata con Vito Mancuso

Cattolica. Israele e Palestina, dove nasce il conflitto

Riccione-Cattolica. G20 Spiagge, idee per rilanciare il commercio

Ricerca articoli e archivi

No Result
View All Result

Articoli

gruppo292.com

Articoli recenti

  • Rimini. Caldo in arrivo, nel weekend i musei di Rimini aperti gratuitamente per tutti come rifugi climatici 26 Agosto 2026
  • Rimini. Eventi, il cartellone di fine agosto della città sconosciuta: visite guidate, percorsi culturali e mostre 26 Agosto 2026
  • Angolo della poesia. Il buio di un domani 26 Agosto 2026
  • Riccione. Capitale dei francobolli e monete, 80 espositori dal 27 al 29 agosto al Palazzo del Turismo 26 Agosto 2026
  • Rimini. Meeting, per Alessandro Orsi la vacanza è la settimana del meeting… 26 Agosto 2026
La Piazza | Notizie, Politica, Economia, Cultura e Società dalla Provincia di Rimini e Pesaro-Urbino

© 2025 .292-

La Piazza delle province di Rimini e Pesaro. Redazione : Piazza Gramsci, 34 - 47843 Misano Adriatico | p.iva 02540310402

  • Chi siamo
  • Redazione
  • Collabora con noi
  • Pubblicità
  • Contatti

Direttore Responsabile: Giovanni Cioria

Welcome Back!

Login to your account below

Forgotten Password?

Retrieve your password

Please enter your username or email address to reset your password.

Log In
No Result
View All Result
  • Home
  • Politica
  • Economia
  • Cultura
  • Sport
  • Turismo
  • Eventi
  • Rubriche
    • Cronaca
    • Dalla nostra terra
    • La buona tavola
    • L’opinione
    • L’altra pagina
    • Spiega l’esperto
  • L’inchiesta
  • Redazione
  • Pubblicità
  • Contatti

© 2025 .292-