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Gradara-Bari: è gemellaggio

Redazione di Redazione
20 Marzo 2026
in Focus, Gradara
Tempo di lettura : 4 minuti necessari
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Gradara-Bari: è gemellaggio.

Siglato giovedì 19 marzo, alle ore 15 presso la Sala Giunta del Palazzo di Città di Bari: sancendo l’avvio di una collaborazione istituzionale fondata sulla valorizzazione del patrimonio culturale, sul dialogo tra territori e sulla costruzione di nuove opportunità condivise.

A firmare l’accordo il sindaco di Bari Vito Leccese e il sindaco di Gradara Filippo Gasperi, accompagnato per l’occasione dal vicesindaco Thomas Lenti e dal direttore del Museo Civico MARV, Luca Baroni.

Il gemellaggio nasce dalla consapevolezza che, pur nelle differenze di scala e contesto, le due città condividono radici profonde, una forte identità storica e una vocazione comune alla cultura come leva di sviluppo, coesione e apertura internazionale. Due comunità affacciate sull’Adriatico che riconoscono nel patrimonio diffuso, nelle tradizioni e nella capacità di accoglienza elementi centrali della propria identità.

Nel pomeriggio, alle ore 17.30 presso il Museo Civico di Bari, è stata inaugurata la mostra
“Rembrandt e Barocci. Incidere la luce”, che mette in dialogo le opere grafiche di Rembrandt van Rijn e Federico Barocci, offrendo al pubblico un confronto inedito tra due grandi maestri accomunati dalla straordinaria capacità di trasformare la luce in segno incisorio.

L’approdo della mostra a Bari rappresenta non solo un evento culturale di rilievo, ma anche il primo concreto risultato del percorso di collaborazione tra le due città, sancendo l’avvio di una relazione stabile e strutturata.

Le dichiarazioni

Filippo Gasperi

«Desidero innanzitutto ringraziare il Comune di Bari per la sensibilità e l’attenzione dimostrate nei confronti di una realtà come Gradara. Siamo un piccolo comune, ricco di storia e di cultura, ma naturalmente non paragonabile per dimensioni e patrimonio a una grande città come Bari. Proprio per questo il dialogo che nasce oggi tra le nostre comunità assume un valore ancora più significativo.

Questa occasione conferma quanto sia importante investire nella cultura in modo serio e strutturato. Negli ultimi anni Gradara ha avviato un percorso di valorizzazione del proprio patrimonio culturale, a partire dal Museo Civico, scegliendo di dotarsi di una direzione scientifica qualificata e di collaborare con professionisti capaci di accompagnare la crescita delle nostre istituzioni culturali.

I risultati dimostrano che investire nella cultura produce opportunità concrete: favorisce lo scambio tra città e istituzioni, crea occasioni di lavoro per i giovani e contribuisce allo sviluppo di un turismo di qualità, attento ai luoghi e alle comunità.

Questa mostra rappresenta dunque anche il frutto di un investimento culturale iniziato alcuni anni fa e portato avanti con pazienza e determinazione. L’Italia possiede un patrimonio artistico straordinario e diffuso, che vive anche nei piccoli centri, e che può generare nuove relazioni e nuove prospettive di collaborazione, come quella che oggi prende forma tra Gradara e Bari.

Desidero infine ringraziare la Regione per il sostegno che ha reso possibile rafforzare questo percorso e per averci consentito di avvalerci di una direzione museale competente e appassionata, come quella di Luca Baroni.»

Le radici comuni: il gioco come strumento di dialogo, pace e cooperazione

Il gemellaggio tra Bari e Gradara non nasce soltanto da una convergenza culturale contemporanea, ma affonda le proprie radici in legami già esistenti, che intrecciano storia, identità e visioni comuni.

Il legame tra Bari e Gradara trova un fondamento profondo anche nella comune esperienza maturata nel campo del gioco come strumento educativo, sociale e culturale, un ambito nel quale entrambe le città sono state protagoniste a livello nazionale e internazionale già a partire dagli anni Duemila.

Gradara è infatti il luogo di nascita di GioNa – Associazione Nazionale Città in Gioco, fondata nel 2002 con l’obiettivo di riunire amministrazioni locali impegnate a promuovere il diritto al gioco in tutte le sue forme. GioNa rappresenta una rete volontaria, apolitica e senza fini di lucro, che riconosce nel gioco un elemento fondamentale della qualità della vita urbana e della crescita individuale e collettiva.

Alla base dell’azione dell’associazione vi è il Manifesto delle Città in Gioco, che afferma il valore universale del gioco come pratica culturale, educativa e relazionale. Il gioco è inteso come uno spazio di libertà, apprendimento e convivenza, capace di educare al rispetto delle regole, alla cooperazione e alla gestione del conflitto, diventando così un vero e proprio strumento di costruzione della pace.

Accanto a GioNa, si sviluppa l’esperienza di Ludomir – Ludoteca dei popoli e delle culture dei Balcani e dell’Adriatico, progetto nato a Gradara nel 2001 nell’ambito della cooperazione decentrata. Ludomir si è posto fin dall’inizio come risposta concreta alle tensioni e alle frammentazioni generate dai conflitti nei Balcani, promuovendo la conoscenza reciproca, il dialogo interculturale e la pace attraverso il linguaggio universale del gioco.

Attraverso attività rivolte a scuole, giovani e comunità, Ludomir ha costruito negli anni un modello di cooperazione culturale capace di coinvolgere numerose istituzioni pubbliche e private, tra cui i Comuni di Gradara, Bari, Ancona, Rimini e Torino, oltre alla Provincia di Pesaro e Urbino. Un’esperienza pionieristica che ha anticipato molte delle attuali politiche europee sul dialogo interculturale e sull’educazione non formale.

In questo percorso, Bari ha rappresentato un partner attivo e significativo, anche grazie alla collaborazione tra figure di riferimento come il prof. Arnaldo “Bibo” Cecchini, assessore con delega al Gioco per il comune di Gradara e l’assessore Domenico “Mimmo” d’Oria per Bari, contribuendo alla costruzione di una rete nazionale e internazionale fondata sui valori del gioco come strumento di inclusione e cittadinanza.

Queste esperienze affondano le proprie radici nella visione lungimirante dell’allora Sindaco di Gradara Sandro Sorbini, che ha saputo intuire il valore strategico del gioco come linguaggio universale capace di generare relazioni, costruire ponti tra culture e definire una nuova identità per il borgo. Un’identità che ancora oggi caratterizza Gradara come luogo di sperimentazione culturale, dialogo e innovazione sociale.

Un secondo legame si sviluppa lungo una dimensione spirituale e interculturale: Bari, attraverso la figura di San Nicola, è storicamente connessa alla città di Mira (oggi Demre, in Turchia), luogo di nascita del Santo. A sua volta, Gradara è gemellata con Muratpaşa, cuore storico di Antalya, territorio della stessa regione.

Un intreccio di relazioni che attraversa l’Adriatico e il Mediterraneo, mettendo in dialogo comunità diverse ma profondamente connesse, e che rende questo gemellaggio non un punto di partenza casuale, ma il naturale approdo di un percorso già scritto nella storia e nelle relazioni tra i territori.

Una nuova prospettiva di collaborazione

Con la firma del gemellaggio, Bari e Gradara avviano un percorso condiviso che guarda al futuro, fondato su scambi culturali, progettualità comuni e iniziative capaci di valorizzare le rispettive eccellenze.

Un’alleanza che unisce una grande città e un borgo storico, dimostrando come la collaborazione tra realtà diverse possa generare valore, innovazione e nuove opportunità, rafforzando il ruolo della cultura come motore di sviluppo e strumento di dialogo tra i territori.

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